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Rapporto Unicef “Allarme infanzia”: bambini
intrappolati dalla guerra nella Repubblica Democratica del Congo
LONDRA - La guerra e le violenze che da quasi un decennio
sconvolgono
Il Rapporto, redatto dall'Goodwill Ambassador dell'Unicef
Gran Bretagna per le emergenze umanitarie Martin Bell - per anni corrispondente
di guerra della BBC - descrive gli effetti del conflitto sui bambini e le loro
famiglie, mentre eserciti e milizie imperversano per gran parte del Congo orientale.
Come risultato diretto o indiretto del conflitto, nella Repubblica Democratica
del Congo ogni giorno muoiono 1.200 persone, la metà dei quali sono bambini.
Molte decine di migliaia di persone sono morte a causa delle violenze, ma il
bilancio di vittime è stato in gran parte determinato da malattie e malnutrizione,
dal momento che i combattimenti costringono i civili ad abbandonare le proprie
case e l'instabilità impedisce loro l'accesso agli aiuti e ai servizi sanitari
di base.
Il rappresentante dell'Unicef nella Repubblica Democratica
del Congo Tony Bloomberg ha raggiunto a Londra Martin Bell per il lancio del
Rapporto, a pochi giorni dalle prime elezioni libere in più di 40 anni, in programma
per il prossimo 30 luglio. Il Rapporto, in parte basato sulle impressioni tratte
da Bell durante la missione sul campo per l'Unicef nelle regioni orientali del
paese, nonché dall'esperienza maturata come inviato stampa in paesi sconvolti
dalla guerra, suggerisce che vi è una speranza di porre fine al conflitto grazie
ad un esito positivo delle elezioni.
“E' facile restare sconvolti da ciò che è accaduto nella
Repubblica Democratica del Congo a causa delle dimensioni stesse della tragedia
- ha affermato Martin Bell - ma
siamo debitori verso i bambini del paese, dobbiamo loro il futuro che meritano,
e queste elezioni potrebbero rappresentare l'unica occasione della loro intera
vita”. L'Unicef sottolinea che le drammatiche statistiche rese note nel rapporto
contraddistinguono
“I bambini sopportano il peso più grande del conflitto,
in termini di morti e malattie, e non solo come vittime - ha affermato Tony Bloomberg - Sono anche testimoni
di atrocità e crimini efferati che infliggono loro traumi fisici e psicologici
irreversibili”.
Tra le conseguenze peggiori vi sono: Le aggressioni sessuali,
usate come arma di guerra contro donne e bambini, che hanno raggiunto proporzioni
endemiche. Nel solo anno passato, i casi accertati di violenza sessuale nel
Congo orientale sono stati 25.000.
I bambini restano intrappolati dalla guerra come profughi
e sfollati. Nelle regioni orientali della Repubblica Democratica del Congo un
numero pari a 120.000 persone viene ogni mese sfollato dalle proprie terre e,
allo stato attuale, le persone sfollate all'interno dei confini nazionali sono
oltre 1,66 milioni. Le continue migrazioni forzate privano i bambini della scuola,
dell'assistenza sanitaria e della possibilità di una vita normale. Circa 30.000
bambini potrebbero essere associati a gruppi o forze armate come combattenti,
schiavi sessuali o costretti a seguire le milizie nello spostamento degli accampamenti
militari. Quasi la metà dei bambini in età di scuola primaria non vanno a scuola
e un bambino su tre con meno d'un anno non è vaccinato contro il morbillo, una
delle principali cause di mortalità infantile in contesti d'emergenza. In modo
altrettanto allarmante, il 31% dei bambini sotto i 5 anni risulta gravemente
malnutrito, una percentuale che si avvicina alla soglia d'emergenza fissata
per le crisi umanitarie.
L'Unicef e le organizzazioni partner provvedono a considerevoli
aiuti d'emergenza, inclusa l'assistenza psicosociale, il sostegno ai centri
di transito per la smobilitazione degli ex bambini soldato, i servizi di vaccinazione,
l'allestimento di scuole d'emergenza nei campi sfollati, l'accesso all'acqua
potabile e a servizi igienici di base, la distribuzione di generi non alimentari
di prima necessità come, ad esempio, utensili per cucinare e teli impermeabili
per allestire rifugi temporanei.
Ma uno sviluppo di lungo termine - istruzione universale
gratuita, assistenza sanitaria gratuita per i bambini sotto i 5 anni, zanzariere
per donne e bambini per la prevenzione della malaria, ripristino delle fonti
idriche, maggiore sostegno psicosociale per donne e bambini - non potrà essere
raggiunto finché non vi sarà una pace duratura. Per continuare a fornire assistenza
d'emergenza, incluso il sostegno ai bambini che vivono nelle strade dei centri
urbani e che lavorano nelle miniere del paese, l'Unicef
ha lanciato un appello di raccolta fondi di 93,67 milioni di dollari
per tutto il 2006. Al momento, l'appello dell'Unicef risulta sotto-finanziato
per il 62% del totale. Una relativa stabilità ha permesso maggiore accesso umanitario
nelle regioni orientali del paese, ma risorse ulteriori sono necessarie per
rispondere alle crescenti esigenze della popolazione.
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