INFORM - N. 145 - 24 luglio 2006


MOVIMENTI POLITICI

E’ nato “L’Altra Sicilia-Antudo”, per i  siciliani “al di qua ed al di là del Faro”

 

BRUXELLES – “Nessuno ha mai tenuto conto dei sciliani della diaspora. Questi, dopo il successo delle elezioni politiche, hanno deciso di contare, di partecipare alle consultazioni elettorali regionali e locali e di offrire a tutti i Siciliani una possibilità di riscatto”. Così si legge in una nota che annuncia la nascita  del movimento politico “L’Altra Sicilia–Antudo”(*) , partito dei siciliani “al di qua ed al di là del Faro” , come viene sottolineato nello statuto del nuovo movimento. Che è “frutto della volontà e continuazione ideale dell’Associazione di diritto internazionale “L’Altra Sicilia - al servizio della Sicilia e dei Siciliani”, la quale resta interlocutore privilegiato per i rapporti con i siciliani della diaspora”

Il movimento è  dunque aperto “a tutti i siciliani , per cittadinanza e residenza, o per nascita o per origine o per elezione, che ne condividano i principi fondamentali che vorranno iscriversi e riunisce idealmente tutti i sicilianisti di diversa provenienza ideale e culturale purché di orientamento federalista e confederalista e tutti i siciliani, “al di qua e al di là del Faro”, che hanno a cuore l’identità, il benessere, la civiltà e la dignità del popolo siciliano”.

Il movimento si ispira “nella sua vita associativa e politica, a principi universali di libertà, democrazia ed uguaglianza, nel quadro dell’ordinamento della Costituzione della Repubblica Italiana e della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea”. Fine ultimo del movimento “è di lottare per il riscatto della Sicilia sotto un profilo istituzionale, politico, culturale, economico e sociale”. 

Da un punto di vista istituzionale, obiettivo del movimento “è di dare attuazione piena al “Patto Costituzionale” del 1946; obiettivo massimo la sua riforma e la piena attuazione della stessa affinché venga esplicitata una volta e per tutte la natura pattizia e confederale di quell’accordo, attraverso l’istituzione di uno “Stato di Sicilia” confederato con l’Italia, con sovranità e cittadinanza proprie ed in rapporto speciale con l’Unione Europea”.  Da un punto di vista economico, obiettivo “è garantire la sopravvivenza dell’apparato produttivo isolano contro ogni tentativo in atto di annientamento o di colonizzazione; obiettivo massimo è lo sviluppo ai massimi livelli dell’economia siciliana dando ad essa autonomia, stabilità e centralità nel contesto euro-mediterraneo”. Da un punto di vista culturale, obiettivo “è la conquista dell’autocoscienza dei Siciliani di essere popolo, attraverso la riacquisizione della loro memoria storica e la difesa della loro lingua; obiettivo massimo è il bilinguismo e il pieno sviluppo, ad ogni livello ed in ogni settore della società, della cultura, dell’identità e dell’associazionismo siciliano”.

Stemma del movimento è la Triscele su sfondo giallo-rosso, con l’iscrizione superiore di “L’Altra Sicilia” ed inferiore di “Antudo” in un anello esterno, con le due iscrizioni separate da due trisceli più piccole ed identiche a quella principale. (Inform)

 

(*) Il termine Antudo risale ai “Vespri siciliani” nella Sicilia del XIII secolo.  Famoso simbolo di quella lotta fu questa parola d’ordine usata dagli esponenti della rivolta. Il termine Antudo sarà spiegato dallo studioso Santi Correnti nel XX secolo come incitamento : “ANimus TUus DOminus” e cioè il coraggio è il tuo signore (non i Francesi).Il 3 aprile 1282 venne adottata la bandiera giallo-rossa, con al centro la Trinacria e che diverrà il vessillo di Sicilia. La bandiera venne formata dal rosso di Palermo e dal giallo di Corleone a seguito di un atto di confederazione stipulato da 29 rappresentanti delle due città. Antudo fu scritto anche nel vessillo (ndr).  


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