RICERCA
Le Acli a Prodi: “Staminali, non venga
tradito l’accordo raggiunto in Senato. Preoccupano le affermazioni del ministro
Mussi da Bruxelles”
ROMA - Le Acli esprimono “forte preoccupazione per le
intenzioni annunciate questa mattina a Bruxelles dal ministro della ricerca
Fabio Mussi prima del Consiglio europeo sulla competitività, circa il possibile
impiego a scopi di ricerca degli embrioni crioconservati”. E si rivolgono al
Presidente del Consiglio Romano Prodi “perché agisca in queste ore affinché
non vengano traditi la lettera e lo spirito dell’accordo lodevolmente raggiunto
al Senato la settimana scorsa” (v. Inform n.143 del 20 luglio).
“Si ha la spiacevole sensazione – le Acli - che il ministro
Mussi sia alla ricerca di una soluzione non per tutelare la vita e la dignità
degli embrioni, anche quelli crioconservati, ma per far passare ‘in qualche
modo’ la ricerca sulle staminali embrionali. Lo spirito e la lettera dell’accordo
del Senato ci sembra invece vincolino il governo italiano a tutt’altro atteggiamento,
in ossequio tra l’altro alla legge 40. Non si possono utilizzare e dunque distruggere
gli embrioni umani a fini di ricerca scientifica. Questo dice l’incipit della
mozione votata dalla maggioranza, e non capiamo perché il ministro Mussi voglia
partire dalla coda di quel documento, anziché dalla testa”.
Particolarmente critiche sono le Acli rispetto all’idea
- avanzata dal ministro - di un “comitato” europeo che lavori per definire una
data limite per l’impiantabilità degli embrioni crioconservati, oltre la quale
gli embrioni stessi andrebbero destinati alla ricerca. “Non può essere la politica
- spiega il presidente nazionale Acli Andrea Olivero - a stabilire convenzionalmente
ciò che la scienza non è ancora in grado di affermare in modo certo e condiviso:
il momento, cioè, in cui un embrione non è più impiantabile. Il Consiglio europeo
si limiti ad applicare il principio di precauzione a questa materia, seguendo
e non forzando lo studio e il dibattito scientifico. Si investano piuttosto
– sottolinea Olivero - i soldi europei su quei progetti che sono condivisi -
le ricerche sulle cellule staminali adulte - e che offrono di fatto le uniche
possibilità credibili di successo nella lotta contro le malattie ad oggi incurabili”.
(Inform)