INFORM - N. 145 - 24 luglio 2006


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Le Acli a Prodi: “Staminali, non venga tradito l’accordo raggiunto in Senato. Preoccupano le affermazioni del ministro Mussi da Bruxelles”

 

ROMA - Le Acli esprimono “forte preoccupazione per le intenzioni annunciate questa mattina a Bruxelles dal ministro della ricerca Fabio Mussi prima del Consiglio europeo sulla competitività, circa il possibile impiego a scopi di ricerca degli embrioni crioconservati”. E si rivolgono al Presidente del Consiglio Romano Prodi “perché agisca in queste ore affinché non vengano traditi la lettera e lo spirito dell’accordo lodevolmente raggiunto al Senato la settimana scorsa” (v. Inform n.143 del 20 luglio).

“Si ha la spiacevole sensazione – le Acli - che il ministro Mussi sia alla ricerca di una soluzione non per tutelare la vita e la dignità degli embrioni, anche quelli crioconservati, ma per far passare ‘in qualche modo’ la ricerca sulle staminali embrionali. Lo spirito e la lettera dell’accordo del Senato ci sembra invece vincolino il governo italiano a tutt’altro atteggiamento, in ossequio tra l’altro alla legge 40. Non si possono utilizzare e dunque distruggere gli embrioni umani a fini di ricerca scientifica. Questo dice l’incipit della mozione votata dalla maggioranza, e non capiamo perché il ministro Mussi voglia partire dalla coda di quel documento, anziché dalla testa”.

Particolarmente critiche sono le Acli rispetto all’idea - avanzata dal ministro - di un “comitato” europeo che lavori per definire una data limite per l’impiantabilità degli embrioni crioconservati, oltre la quale gli embrioni stessi andrebbero destinati alla ricerca. “Non può essere la politica - spiega il presidente nazionale Acli Andrea Olivero - a stabilire convenzionalmente ciò che la scienza non è ancora in grado di affermare in modo certo e condiviso: il momento, cioè, in cui un embrione non è più impiantabile. Il Consiglio europeo si limiti ad applicare il principio di precauzione a questa materia, seguendo e non forzando lo studio e il dibattito scientifico. Si investano piuttosto – sottolinea Olivero - i soldi europei su quei progetti che sono condivisi - le ricerche sulle cellule staminali adulte - e che offrono di fatto le uniche possibilità credibili di successo nella lotta contro le malattie ad oggi incurabili”. (Inform)


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