INFORM - N. 144 - 21 luglio 2006


ARTE

La scomparsa di Ugo Attardi

 

ROMA - Ugo Attardi, uno dei più poliedrici artisti italiani della seconda metà del Novecento, è scomparso nella notte a Roma all’età di 83 anni. Pittore e scultore di fama internazionale, aveva ricevuto solo qualche mese fa da Carlo Azeglio Ciampi il titolo di Grande Ufficiale della Repubblica, per i suoi meriti artistici e per aver saputo diffondere e valorizzare in tutto il mondo il genio e la creatività propri del nostro Paese.

Nato il 12 marzo del 1923 a Sori (Genova) da genitori siciliani, l’anno seguente si trasferisce a Palermo. Fondamentale nel suo percorso d’artista l’approdo a Roma, nel 1945, su invito dell’amico Consagra. Qui frequenta lo studio di Guttuso e già nel 1947 entra nel vivo del dibattito artistico partecipando (insieme alla Accardi, a Consagra, Dorazio, Guerrini, Perilli,  Sanfilippo e Turcato) alla fondazione di “Forma 1”, il primo gruppo astrattista italiano del secondo dopoguerra. Ma poco dopo Attardi avverte la necessità impellente di un rinnovato e sia pur visionario rapporto col reale e si allontana definitivamente dall’esperienza astratta, mantenendone comunque alcune conquiste formali. L’artista dà vita a un personale espressionismo esistenziale fondato su una drammatica compresenza delle differenze: bellezza e deformità, tenerezza e violenza, esperienza corporea e dimensione onirica.

A partire dagli anni Cinquanta partecipa più volte alla Biennale di Venezia e alla Quadriennale di Roma e presenta grandi mostre personali nei più importanti spazi espositivi italiani. Nel 1961 aderisce al gruppo “Il Pro e il Contro”, accanto a Calabria, Farulli, Gianquinto, Guccione e Vespignani. Un viaggio in Spagna lo induce alla riscoperta dei classici e all’approfondimento degli studi storici. Sono questi anche gli anni della stesura del romanzo L’erede selvaggio, pubblicato nel 1970 e per il quale otterrà nel 1971 il Premio Viareggio per la narrativa. Nel 1967 avvia una fervida attività di scultore e nascono, dopo L' Addio Che Guevara del 1968, alcuni gruppi lignei tra cui L'Arrivo di Pisarro del 1968-71 e sensualissimi bronzi, come La Maga del 1974.

I suoi monumenti sono collocati nelle principali capitali europee e mondiali. Solo per ricordarne alcuni: Il Vascello della Rivoluzione, realizzato nel 1988, si trova a Roma, presso il Palazzo dello Sport; Nelle Americhe, del 1992, a Buenos Aires; il celebre Ulisse, del 1997, a New York; Il Cristo, del 2002, è entrato a far parte della collezione dei Musei Vaticani. Nel 2004, una scultura di Ugo Attardi raffigurante Enea è stata donata al popolo maltese e collocata all’entrata del porto della Valletta. (Inform)


Vai a: