MEETING
DI SAN ROSSORE
Dall’Unesco corsi per far conoscere le
fonti energetiche alternative
Silvio Dottorini: “Grande interesse per
le rinnovabili anche nei Paesi Opec”
SAN ROSSORE (PISA) - “Fino a quattro o cinque anni fa
parlare di fonti energetiche rinnovabili nel mondo era come parlare di fantascienza.
Oggi tutti ne discutono, tutti vogliono sapere e l’interesse non è solo occidentale,
ma radicato anche in oriente e negli stessi Paesi Opec, dove si prospettano
incredibili investimenti in materia”. Diffondere la conoscenza delle fonti alternative
di energia è uno dei primi obiettivi di Silvio Dottorini, responsabile europeo
per le innovazioni scientifiche e tecnologiche dell’Unesco, che questa mattina
al meeting di San Rossore ha spiegato come negli anni l’organismo internazionale
sia stato in prima linea in campagne di e-learning via satellite nel mondo,
e adesso stia procedendo ad un’analoga opera di formazione a distanza, tramite
internet, proprio sul tema delle fonti di energia alternative.
“L’ufficio Unesco che si occupa di scienza e tecnologia
si trova a Venezia – spiega – e proprio da Venezia, a partire dallo scorso mese
di maggio, stiamo conducendo una vasta campagna di formazione e informazione,
suddivisa in tre livelli e destinata ad informare tecnici, manager e politici.
Spieghiamo cosa sono le fonti energetiche alternative e rinnovabili, come si
utilizzano e quali possibilità offrono”.
I corsi sono diffusi in diverse decine di Paesi tra cui
l’Albania,
“In Italia abbiamo una buona cultura di base – prosegue Dottorini - e tutti sanno cosa siano l’eolico o l’energia idroelettrica, ma ci sono Paesi, come quelli balcanici o arabi, dove il divario culturale tra una ristretta classe dirigente e la massa della popolazione, fa sì che poche, pochissime persone, abbiano mai sentito parlare di queste risorse. Noi cerchiamo di rimediare a questo gap con lezioni che possono essere seguite direttamente dal Paese di residenza ed anche essere registrate e riutilizzate. Stiamo ottenendo buoni risultati”. Il prossimo passo dell’ufficio di Venezia sarà organizzare una serie di workshop per fare incontrare politici e manager con ricercatori e imprenditori, per favorire lo scambio di tecnologie. (pp/Inform)