INFORM - N. 143 - 20 luglio 2006


MEETING DI SAN ROSSORE

Puntare sulle fonti rinnovabili

 

SAN ROSSORE (PISA) –Numerosi gli interventi della prima VI edizione del Meeting di san Rossore quest’anno dedicato all’energia, alle fonti rinnovabili . Tra gli intervenuti, Enrique Diaz Moreno, rappresentante della Regione Navarra e coordinatore del gruppo di lavoro sull’energia della CRPM-Conferenza delle Regioni Periferiche e Marittime. “Dobbiamo puntare sulle fonti rinnovabili – ha detto - ma dobbiamo anche partire dall’idea che è necessaria una distribuzione globale dell’energia. Europa unita significa anche uguali diritti per tutti, compreso il diritto allo sviluppo. E’ necessario costruire in Europa una rete dove l’energia fluisca liberamente, in modo che anche le realtà periferiche non siano penalizzate da eccessivi costi e possano progettare il loro sviluppo”.

Portando avanti le istanze e le richieste delle Regioni della CRPM (organismo internazionale a capo del quale si trova il presidente della Toscana Claudio Martini), Moreno ha sottolineato la necessità per l‘Europa di valutare il proprio potenziale energetico generale e pensare alla creazione di una rete integrata tra gli Stati, senza leggi protezionistiche, perché “è inutile costruire centrali eoliche dove non c’è vento, ma chi ha vento può produrre energia eolica anche per chi non ne ha”. La preoccupazione per il futuro è evidente e riguarda anche la possibilità di sviluppo turistico per molte Regioni marittime che vorrebbero fare di questo settore una leva economica ma si vedono penalizzate da costi eccessivi per il trasporto di persone e materiali.

“I cambiamenti climatici – ha proseguito Moreno – così come la maggiore richiesta energetica dei mercati emergenti, la necessità di interconnessione globale e molti altri fattori ci fanno capire che è indispensabile un rapido cambiamento del modello energetico che ha dominato nel XX secolo e che ha visto i Paesi più industrializzati avere energia abbondante e a basso costo, causando anche molte guerre e ingiustizie nei Paesi del terzo mondo, che invece hanno materie prime. Occorre coinvolgere la società, renderla consapevole del problema energetico parlandone ai ragazzi fin dalle scuole primarie. Oggi più che mai è fondamentale pensare globalmente e agire localmente”.

Al Meeting anche Jeremy Leggett, geologo che da consulente dell’industria petrolifera britannica che cercava i luoghi dove il petrolio si nascondeva è diventato direttore scientifico della società Solarcentury ed esperto di Greenpeace. Che ha fatto osservare come in Inghilterra e in Germania il solare sia giudicato conveniente e come sul fotovoltaico si investa molto di più che in Italia. Leggett ha mostrato i pannelli solari installati su tutto il tetto dell’Alexander Stadium di Birmingham, la Cis Tower di Manchester, le microgriglie e le lampadine ad un watt in grado di illuminare un’intera galleria d’arte sempre in Inghilterra. Come ha mostrato anche la propria casa a Richmond, dove un tetto di mattonelle solari e la scelta di elettrodomestici a basso consumo  ha consentito in poche settimane di abbattere la metà dei consumi e delle emissioni nell’atmosfera. Senza considerare l’energia che con il solare e le altre fonti rinnovabili, ricorda il geologo, potrebbe essere prodotta ed immessa in rete.

“Dalle abitazioni – ha spiegato – arriva la metà dei gas che immettiamo nell’atmosfera. Rendere le nostre case più efficienti è dunque importante e gli interventi per farlo sono alla portata di tutte le tasche”. “La buona notizia è che un giorno le fonti rinnovabili garantiranno l’efficienza energetica che cerchiamo. La cattiva notizia – conclude - è che prima che avvenga la nostra economia sarà colpita da una tremenda crisi causata dalla raggiungimento del picco di produzione del greggio, uno shock mondale come quello causato dal crollo della borsa nel 1929”.

Finisce l’era del petrolio, almeno del petrolio facile e buon mercato. Sul grande schermo scorrono i grafici sull’aumento vertiginoso del prezzo al barile, schizzato ad ottanta dollari ed inimmaginabile fino a cinque anni fa. L’Italia dipende per l’84% dall’energia derivata dal greggio, il mondo dal 1985 consuma più petrolio di quanto  ne scopra. Tra due o quattro anni, ha spiegato Leggett, raggiungeremo la produzione massima: il picco teorizzato dall’americano Hubbert nel 1956. Le stesse maggiori compagnie petrolifere confermano le previsioni. Prima del picco l’offerta prevale sulla domanda: i prezzi sono bassi e tutto va bene. Dopo il picco la domanda prevale sull’offerta, i prezzi aumentano e i tempi si fanno duri. La maggior crescita di consumi arriverà dalla Cina e dall’India. “Ci troviamo dentro ad una corsa per procurare energie alternative – ha concluso Leggett – L’importante è non farsi prendere dal panico ed investire sulle rinnovabili per il futuro delle nuove generazioni. Investire sul carbone ed il nucleare sarebbe invece un suicidio”.

A sua volta il fisico teorico Luigi Sertorio ha ricordato che “il Rinascimento fiorentino è nato e si è sviluppato grazie all’energia solare. Ed è stato un periodo fertile di crescita culturale e di evoluzione per l’umanità. Il sistema energetico attuale è invece – ha osservato - un semplice spreco di risorse naturali utilizzate con l’unico scopo di guadagnare denaro per poi buttarle in discarica. Gli unici a trarre profitti da questo sistema sono i gestori e i produttori, a discapito della natura e dei consumatori, novelli schiavi nutriti dalla mano del padrone e privi degli strumenti per guadagnarsi il pane da soli. Dovremmo essere capaci di invertire la tendenza – ha avvertito Sertorio - smetterla di fare denaro sprecando energia e utilizzare invece l’energia generata dal vento, dal sole, dall’acqua, risorse rinnovabili che producono scorie organiche che non pesano sull’ecosistema.”

Sertorio è professore associato di ecofisica alla facoltà di scienze dell’Università di Torino. Ha ricoperto ruoli di ricerca presso l’Università di Roma, l’Istituto nazionale di fisica nucleare, in importanti laboratori negli Stati Uniti e al Cern. Ha diretto alcuni programmi della divisione degli affari scientifici della Nato. È autore di oltre novanta pubblicazioni scientifiche e, tra i suoi libri, di Storia dell'abbondanza (2002).(Inform)


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