MEETING
DI SAN ROSSORE
Puntare sulle fonti rinnovabili
SAN ROSSORE (PISA) –Numerosi gli interventi della prima
VI edizione del Meeting di san Rossore quest’anno dedicato all’energia, alle
fonti rinnovabili . Tra gli intervenuti, Enrique Diaz Moreno, rappresentante
della Regione Navarra e coordinatore del gruppo di lavoro sull’energia della
CRPM-Conferenza delle Regioni Periferiche e Marittime. “Dobbiamo puntare sulle
fonti rinnovabili – ha detto - ma dobbiamo anche partire dall’idea che è necessaria
una distribuzione globale dell’energia. Europa unita significa anche uguali
diritti per tutti, compreso il diritto allo sviluppo. E’ necessario costruire
in Europa una rete dove l’energia fluisca liberamente, in modo che anche le
realtà periferiche non siano penalizzate da eccessivi costi e possano progettare
il loro sviluppo”.
Portando avanti le istanze e le richieste delle Regioni
della CRPM (organismo internazionale a capo del quale si trova il presidente
della Toscana Claudio Martini), Moreno ha sottolineato la necessità per l‘Europa
di valutare il proprio potenziale energetico generale e pensare alla creazione
di una rete integrata tra gli Stati, senza leggi protezionistiche, perché “è
inutile costruire centrali eoliche dove non c’è vento, ma chi ha vento può produrre
energia eolica anche per chi non ne ha”. La preoccupazione per il futuro è evidente
e riguarda anche la possibilità di sviluppo turistico per molte Regioni marittime
che vorrebbero fare di questo settore una leva economica ma si vedono penalizzate
da costi eccessivi per il trasporto di persone e materiali.
“I cambiamenti climatici – ha proseguito Moreno – così
come la maggiore richiesta energetica dei mercati emergenti, la necessità di
interconnessione globale e molti altri fattori ci fanno capire che è indispensabile
un rapido cambiamento del modello energetico che ha dominato nel XX secolo e
che ha visto i Paesi più industrializzati avere energia abbondante e a basso
costo, causando anche molte guerre e ingiustizie nei Paesi del terzo mondo,
che invece hanno materie prime. Occorre coinvolgere la società, renderla consapevole
del problema energetico parlandone ai ragazzi fin dalle scuole primarie. Oggi
più che mai è fondamentale pensare globalmente e agire localmente”.
Al Meeting anche Jeremy Leggett, geologo che da consulente
dell’industria petrolifera britannica che cercava i luoghi dove il petrolio
si nascondeva è diventato direttore scientifico della società Solarcentury ed
esperto di Greenpeace. Che ha fatto osservare come in Inghilterra e in Germania
il solare sia giudicato conveniente e come sul fotovoltaico si investa molto
di più che in Italia. Leggett ha mostrato i pannelli solari installati su tutto
il tetto dell’Alexander Stadium di Birmingham, la Cis Tower di Manchester, le
microgriglie e le lampadine ad un watt in grado di illuminare un’intera galleria
d’arte sempre in Inghilterra. Come ha mostrato anche la propria casa a Richmond,
dove un tetto di mattonelle solari e la scelta di elettrodomestici a basso consumo ha consentito in poche settimane di abbattere
la metà dei consumi e delle emissioni nell’atmosfera. Senza considerare l’energia
che con il solare e le altre fonti rinnovabili, ricorda il geologo, potrebbe
essere prodotta ed immessa in rete.
“Dalle abitazioni – ha spiegato – arriva la metà dei
gas che immettiamo nell’atmosfera. Rendere le nostre case più efficienti è dunque
importante e gli interventi per farlo sono alla portata di tutte le tasche”.
“La buona notizia è che un giorno le fonti rinnovabili garantiranno l’efficienza
energetica che cerchiamo. La cattiva notizia – conclude - è che prima che avvenga
la nostra economia sarà colpita da una tremenda crisi causata dalla raggiungimento
del picco di produzione del greggio, uno shock mondale come quello causato dal
crollo della borsa nel
Finisce l’era del petrolio, almeno del petrolio facile
e buon mercato. Sul grande schermo scorrono i grafici sull’aumento vertiginoso
del prezzo al barile, schizzato ad ottanta dollari ed inimmaginabile fino a
cinque anni fa. L’Italia dipende per l’84% dall’energia derivata dal greggio,
il mondo dal 1985 consuma più petrolio di quanto ne scopra. Tra due o quattro anni, ha spiegato
Leggett, raggiungeremo la produzione massima: il picco teorizzato dall’americano
Hubbert nel 1956. Le stesse maggiori compagnie petrolifere confermano le previsioni.
Prima del picco l’offerta prevale sulla domanda: i prezzi sono bassi e tutto
va bene. Dopo il picco la domanda prevale sull’offerta, i prezzi aumentano e
i tempi si fanno duri. La maggior crescita di consumi arriverà dalla Cina e
dall’India. “Ci troviamo dentro ad una corsa per procurare energie alternative
– ha concluso Leggett – L’importante è non farsi prendere dal panico ed investire
sulle rinnovabili per il futuro delle nuove generazioni. Investire sul carbone
ed il nucleare sarebbe invece un suicidio”.
A sua volta il fisico teorico Luigi Sertorio ha ricordato
che “il Rinascimento fiorentino è nato e si è sviluppato grazie all’energia
solare. Ed è stato un periodo fertile di crescita culturale e di evoluzione
per l’umanità. Il sistema energetico attuale è invece – ha osservato - un semplice
spreco di risorse naturali utilizzate con l’unico scopo di guadagnare denaro
per poi buttarle in discarica. Gli unici a trarre profitti da questo sistema
sono i gestori e i produttori, a discapito della natura e dei consumatori, novelli
schiavi nutriti dalla mano del padrone e privi degli strumenti per guadagnarsi
il pane da soli. Dovremmo essere capaci di invertire la tendenza – ha avvertito
Sertorio - smetterla di fare denaro sprecando energia e utilizzare invece l’energia
generata dal vento, dal sole, dall’acqua, risorse rinnovabili che producono
scorie organiche che non pesano sull’ecosistema.”
Sertorio è professore associato di ecofisica alla facoltà
di scienze dell’Università di Torino. Ha ricoperto ruoli di ricerca presso l’Università
di Roma, l’Istituto nazionale di fisica nucleare, in importanti laboratori negli
Stati Uniti e al Cern. Ha diretto alcuni programmi della divisione degli affari
scientifici della Nato. È autore di oltre novanta pubblicazioni scientifiche
e, tra i suoi libri, di Storia dell'abbondanza (2002).(Inform)