INFORM - N. 143 - 20 luglio 2006


RICERCA

Staminali: approvata in Senato la mozione dell’Unione che impegna il Governo a sostenere in UE “le ricerche che non implichino la distruzione di embrioni umani”

Soddisfazione delle Acli: “Passato il principio della inviolabilità dell’embrione umano”. Olivero: “Inimmaginabile fino a pochi mesi fa il consenso su questo punto di Ds, Rifondazione e Comunisti italiani

 

ROMA – Il Senato ha approvato ieri con 152 voti la risoluzione dell'Unione sulle staminali. Respinte quelle dell'Udc e del gruppo delle Autonomie.  Il centro sinistra ha quindi approvato compatto la mozione che impegna il Governo a sostenere nell'Unione Europea "le ricerche che non implichino la distruzione di embrioni umani”. La mozione votata è in vista del Consiglio europeo sulla Competitività che il 24 luglio dovrà varare il VII Programma Quadro dell'UE sulla ricerca, cioè il piano pluriennale di finanziamento alla ricerca scientifica e tecnologica. Programma già approvato dal Parlamento europeo in una versione che finanzia anche le ricerche sugli embrioni.

C’è soddisfazione nelle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani per l’approvazione della mozione in Senato. Le Acli, infatti,  “molto positivo” il contenuto della mozione votata ieri dalla maggioranza in Senato

Secondo il presidente nazionale Acli Andrea Olivero “è passato un principio per noi fondamentale: non si possono utilizzare e dunque distruggere gli embrioni umani a fini di ricerca scientifica e, aggiungiamo pure, di profitto commerciale”. “Si tratta – prosegue - di un risultato inimmaginabile in Italia fino a pochi mesi fa, quando il fronte referendario per l’abolizione della legge 40 chiedeva esattamente questo, nei modi e nei toni che tutti ricordiamo. Oggi – sottolinea Olivero – non solo i Ds, ma perfino Rifondazione comunista e Comunisti italiani sottoscrivono di fatto il principio di inviolabilità degli embrioni e chiedono al contempo di privilegiare la ricerca sulle staminali adulte. Il Governo italiano ha ora un binario estremamente preciso e delineato sul quale muoversi in sede europea. E’ quanto ci aspettiamo che faccia” conclude Olivero. (Inform)


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