ITALIANI
ALL’ESTERO
Intervista all’on. Gianni Farina (L’Ulivo, ripartizione Europa)
ROMA – Pubblichiamo di seguito l’intervista di Salvatore
Viglia (www.lideale.it ) all’on. Gianni
Farina (L’Ulivo) eletto alla Camera nella
ripartizione Europa della Circoscrizione Estero.
“Per una congiunzione astrale che nessuno prevedeva,
due senatori del centrosinistra, eletti in America Latina, legittimamente eletti,
siano decisivi per la maggioranza in Senato” dice l’on. Farina.
Lei ha, al suo
attivo, una lunga esperienza di vita politica di base. Questo tipo di cultura
fa la differenza tra quanti non l’hanno avuta? Viene da pensare all’INCA CGIL
No, io non credo a questa differenza. Provengo da una
esperienza professionale diversa. Sino agli anno ’80, ero direttore nelle costruzioni
stradali civili in Africa ed in Europa. Naturalmente con il virus della politica.
Mi fu chiesto di abbandonare la professione e di abbracciare a tempo pieno,
l’attività politica. Ma considero quel valore professionale portato avanti sino
agli anni ’80, enorme. Tutto questo bagaglio l’ho trasferito nella politica
attiva. Una esperienza straordinaria di incontro con i lavoratori, con gli operai,
con i muratori, con i carpentieri ed i capi squadra, l’insieme, insomma, del
mondo del lavoro. Da lì, poi, è iniziata la grande avventura: prima responsabile
del PCI in Europa, in Svizzera, poi membro del Comitato Centrale e poi ho partecipato
a tutta la successiva trasformazione del partito da PDS a DS. Dai primi anni
’90, questa importante esperienza in Francia, nell’ambito sociale INCA CGIL
e l’incontro con i partiti del socialismo europeo, la politica e l’attività
sociale. Sono sopraggiunti compiti fondamentali ed importanti al Consiglio Generale
degli Italiani all’Estero, prima come consigliere semplice, poi, dal ’96 al
Il virus politico
è marcatamente di sinistra. Che cosa ha trovato dei vecchi valori della sinistra
nel nuovo Parlamento?
Sa, io vengo da una famiglia, una tradizione di sinistra.
Prima la resistenza dei padri, degli zii, poi la battaglia nelle istituzioni
democratiche in una valle molto difficile,
La comunità
degli italiani che lei rappresenta è affetta da particolari problemi?
Si, naturalmente. Io non dimentico mai che, eletto in
Parlamento, rappresento
E’ d’accordo
sull’abolizione delle barriere ideologiche almeno con gli altri deputati e senatori
eletti all’estero?
Totalmente. Penso che, al di là delle condizioni di ciascun
gruppo dei parlamentari eletti all’estero, il singolo debba essere maturo e
capace di lavorare su temi che più specificatamente ci riguardano all’estero,
con grande senso di dignità e collaborazione.
Al cospetto
di grandi problemi, non per ultimo le guerre in Israele ed Afghanistan, si dice
che i problemi degli italiani all’estero siano balzati all’ultimo posto, in
termini di priorità.
Assolutamente no. Io vivo questi drammi come tutti. Appartengo
alla generazione di compagni e di uomini politici per cui la politica estera
era una parte fondamentale dell’attività politica, di cittadini che si preoccupano
della guerra e della pace in tante parti del nostro pianeta. Per i nostri concittadini
italiani all’estero, i problemi sono grandi e riguardano una forza che è un
grande patrimonio non ancora utilizzato. Un patrimonio, quello degli italiani
nel mondo, presente in grandi Paesi con cui l’Italia ha relazioni importanti
e con Paesi ai quali trasmettiamo il messaggio che proviene dalla Repubblica,
dal nostro Paese.
Tremaglia ha
vinto o ha perso queste elezioni?
Io penso che Tremaglia abbia vinto e penso che abbia
vinto proprio perché affidare questo giudizio ad un soggetto politico quale
è Tremaglia che ha una lunga storia, molto diversa dalla mia si capisce, sia
sbagliato e negativo. E’ un errore legare il giudizio su Tremaglia al risultato
elettorale.
Le legge sul voto per gli italiani all’estero non è unicamente
merito di Mirko Tremaglia. E’ chiaro che a lui, però, va riconosciuto l’impegno
e la passione su questo problema: aver raggiunto l’obiettivo. Ha vinto con tanti
altri permettendo a milioni di cittadini italiani nel mondo di esercitare un
sacrosanto diritto.
Come spiega
che a parlare così sono uomini di sinistra mentre quelli di centrodestra l’hanno
abbandonato?
Ma perché sono miopi. Legano il giudizio unicamente all’immediato
risultato elettorale passato che, per colpe loro in quanto profondamente divisi,
è stato poco positivo. In realtà, in centro Europa, il centrodestra è minoritario,
ma in molte parti del mondo, penso all’area anglofona e a parti dell’America
Latina, non è affatto minoritaria, compete con il centrosinistra per conquistare
la fiducia dei cittadini e degli elettori. Questo giudizio su Tremaglia, credo
sia ingeneroso ed ingiusto da parte loro.
Questa sembra
un’analisi di un uomo intelligente ed equilibrato senza colore politico
Sa qual è il dramma vero? E’ che purtroppo, per una congiunzione
astrale che nessuno prevedeva, due senatori del centrosinistra, eletti in America
Latina, legittimamente eletti, siano decisivi per la maggioranza in Senato.
E’ stata proprio questa congiunzione astrale che ha portato uomini miopi, politici
miopi ad una analisi errata facendo passare in secondo piano la prospettiva
di valorizzazione di tanti milioni di italiani nel mondo.
Se lei con uno
schiocco delle dita potesse fare approvare una legge, quale approverebbe? Ha
progetti?
Io ne approverei due: l’aiuto sociale per tanti cittadini
che meritano e che sono l’onore della nostra patria in America Latina e che
oggi versano in condizioni terribili; la legge sulla difesa della lingua e cultura
italiana all’estero. Noi abbiamo, su lingua e cultura italiana all’estero, da
difendere un patrimonio ed abbiamo il dovere di trasmetterlo.
Il flop dell’Africa.
Nessun parlamentare eletto.
Mi dispiace, ma forse questo è anche colpa di una impostazione
sbagliata della legge ordinaria sull’esercizio del diritto di voto. Ho sostenuto
per tanto tempo e sono stato sconfitto dal Consiglio Generale degli Italiani
all’Estero, che l’Africa non andava aggregata all’area cosiddetta oceanica,
che era sbagliato, perché l’Europa guarda all’Africa, perché questa è parte
fondamentale anche della nostra civiltà, bisognava fare in modo che questa parte
dell’Africa che guarda all’Europa che io considererei quasi una propaggine dell’Europa,
fosse stata inclusa nell’area Europea. In questo modo si sarebbe consentito
ad un cittadino, a prescindere dalla sua colorazione politica, di essere eletto
e di rappresentare milioni di uomini e di donne che vivono a nostro contatto
anche dall’altra parte. (Salvatore Viglia, vice direttore del giornale on line
www.lideale.it/ Inform)