STAMPA
ITALIANA ALL’ESTERO
Da
“Tribuna Italiana” del 19 luglio
Scandali: a ognuno i suoi!
BUENOS AIRES - Non negarlo, caro Lettore, certamente
anche tu, come tanti italiani dabbene, quando scoppiò in Italia, lo scandalo
Tangentopoli, divenuto presto uno scandalo universale, hai arrossito, come se
quello scandalo ti riguardasse personalmente, mentre tu eri sempre stato una
persona per bene e forse ti capitò anche di dover fare uno sforzo per non reagire
pesantemente a insinuazioni, dato che per tutti o quasi, lo scandalo era merce
di largo consumo per noi italiani e soltanto per noi italiani. Erano gli anni
Novanta e, visto che la nostra reazione non era quella che volevano provocare,
di Tangentopoli a poco a poco si parlò
sempre meno e dopo alcuni anni non se ne parlò più e tanti (sebbene non tutti)
riconobbero addirittura che in certi casi e con certi metodi si era esagerato.
come del resto era naturale, anche perchè degli scandali non avevamo il monopolio
l’Italia e noi italiani, benché negli altri Paesi nei cinque continenti, pur
se nessuno era immune, non avevano saputo trovare per la propria scandalomania,
un nome, una qualificazione orecchiabile come Tangentopoli! Né altro!
Da allora sono trascorsi sedici anni e passa. e cosa
ho trovato nel “Corriere della Sera” di giovedí scorso? La notizia di uno scandalo
che non condanna noi italiani, ma addirittura i nostri piú severi critici in
materia. Una scandalosa notizia a pagina 17, col titolo: “Finanziamenti al Labour
(cioé al partito oggi governante in G. Bretagna ndr.) Arrestato l’uomo di Blair”.
Cosí ho appreso che un lord, uomo di fiducia del premier Tony Blair, chiedeva
generoso sostegno economico per il partito a munifici uomini d’affari, promettendo
in cambio un seggio nella Camera dei Lord (ambita ricompensa che quattro di
essi hanno già ricevuto). Qualcuno potrebbe pensare che sarebbe esagerato parlare
di Tangentopoli, anche... perchè lo scandalo non é avvenuto in Italia, ma in
Gran Bretagna. Tu sai, caro Lettore, che politici e giornalisti britannici sono
all’avanguardia nel mondo (e in tanti li seguono) nel deplorare questo tipo
di scandali, quando i responsabili sono italiani o di altri Paesi. E i primi a farsi eco delle
loro severe critiche, sono i politici e giornalisti italiani, per tanti dei
quali quello che dicono britannici, francesi, tedeschi o americani (magari anche
qualche spagnolo) é oro colato, é verità sacrosanta. Perciò li considerano maestri
di etica e di morale. E invece i nostrani sanno benissimo che nel mondo d’oggi,
in tutti i paesi grandi e piccoli, specialmente in alcuni, gli scandali sono
il pane quotidiano.
Ed allora, caro Lettore, non te la prendere per certe
critiche dirette o indirette a noi italiani e pensa che se qualcuno proclama
di aver seguito un corso di etica é molto probabile che il corso sia stato ...
“ad usum delphini”!
Comunque, visto
che siamo in questo tema, mi colpisce la breve lettera che il “Corriere della
Sera” ha pubblicato lo scorso giovedì, di un lettore, Fabio Frontoni, il quale
riferendosi ai grandi sacrifici richiesti per far fronte alle difficoltà attuali
del nostro Paese da Prodi e Padoa Schioppa e che gli italiani capiranno - scrive Frontani -: “ Sono
certo che gli italiani capirebbero un po’ di più se il governo decidesse di
dare il buon esempio tagliando gli stipendi di favola e tanti privilegi dei nostri parlamentari e
politici”. In Italia e in tanti altri Paesi che conosciamo bene, anche questa
é una forma comune di scandalomania, senza che si debba o si possa parlare di
Tangentopoli!. Magari una forma più grave perchè poco evidente anche se si capisce
bene.
Non si capisce bene - io, per lo meno non lo capisco - come uno dei più autorevoli
e importanti ministri dell’attuale governo, il titolare del dicastero dell’Interno,
Giuliano Amato, uomo di sinistra tutto d’un pezzo, giorni fa, abbia dichiarato
di essere rimasto “esterrefatto”, per quel che ha letto, ha ascoltato, ha sentito
dire sul cosiddetto “caso Sismi” al quale molte pagine e uguale rilievo hanno
dedicato i media italiani ed anche alcuni importanti stranieri. Essere rimasto
“esterrefatto”significa secondo il vocabolario, che qualcosa lo ha atterrito,
lo ha sbalordito. E ad atterrirlo sarebbe stato proprio il caso Sismi, che ti
riassumo brevemente con poche parole. Risiedeva da alcuni anni a Milano - non
per turismo, né per relazioni familiari - Abu Omar iman di una moschea milanese,
già arrestato due volte, come terrorista in Egitto. Nel 2003 un commando americano
lo sequestrò e lo portò in Egitto ove finí nuovamente in carcere. Ma qualche
settimana fa i capi del SISMI (Servizio segreto dell’Esercito Italiano) Mancini,
Figuero, Pollari vengono accusati -in
base a intercettazioni telefoniche ufficiali (subito rivelate ai giornali) - di aver aiutato
Non si sa ancora come va a finire. Si pone comunque un
duplice interrogativo: “Questo é uno scandalo tale da lasciare “esterrefatto”
il ministro dell’Interno? D’altra parte, dato e non concesso che i funzionari
del Sismi aiutarono quelli della Cia e commisero perciò una irregolarità, era
preferibile che si coccolassero a Milano un capo terrorista qual era Abu Omar?
E un terzo interrogativo: Perchè i Servizi segreti si definiscono segreti,
se poi un magistrato amico di giornalisti si sente autorizzato a rivelare, sapendo
che saranno pubblicate le intercettazioni che possono contenere anche riferimenti
a fatti privati di gente che non ha a che vedere con la vicenda? Potere Esecutivo,
Potere Legislativo, Potere Giudiziario: in Italia e altrove sono uguali o qualcuno
di essi essi è... più uguale, cioè vale più degli altri due? la risposta che
darai a questo interrogativo, Altri scandali non mancherebbero: Più o meno gravi
ce ne sono tutti i giorni. Ma preferisco chiudere
Ma la gloria... chi ce la toglie? (Mario Basti-Tribuna
Italiana/Inform)