INFORM - N. 143 - 20 luglio 2006


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Da “Tribuna Italiana” del 19 luglio  La Finestra di Mario Basti

Scandali: a ognuno i suoi!

 

BUENOS AIRES - Non negarlo, caro Lettore, certamente anche tu, come tanti italiani dabbene, quando scoppiò in Italia, lo scandalo Tangentopoli, divenuto presto uno scandalo universale, hai arrossito, come se quello scandalo ti riguardasse personalmente, mentre tu eri sempre stato una persona per bene e forse ti capitò anche di dover fare uno sforzo per non reagire pesantemente a insinuazioni, dato che per tutti o quasi, lo scandalo era merce di largo consumo per noi italiani e soltanto per noi italiani. Erano gli anni Novanta e, visto che la nostra reazione non era quella che volevano provocare, di Tangentopoli  a poco a poco si parlò sempre meno e dopo alcuni anni non se ne parlò più e tanti (sebbene non tutti) riconobbero addirittura che in certi casi e con certi metodi si era esagerato. come del resto era naturale, anche perchè degli scandali non avevamo il monopolio l’Italia e noi italiani, benché negli altri Paesi nei cinque continenti, pur se nessuno era immune, non avevano saputo trovare per la propria scandalomania, un nome, una qualificazione orecchiabile come Tangentopoli! Né altro!

Da allora sono trascorsi sedici anni e passa. e cosa ho trovato nel “Corriere della Sera” di giovedí scorso? La notizia di uno scandalo che non condanna noi italiani, ma addirittura i nostri piú severi critici in materia. Una scandalosa notizia a pagina 17, col titolo: “Finanziamenti al Labour (cioé al partito oggi governante in G. Bretagna ndr.) Arrestato l’uomo di Blair”. Cosí ho appreso che un lord, uomo di fiducia del premier Tony Blair, chiedeva generoso sostegno economico per il partito a munifici uomini d’affari, promettendo in cambio un seggio nella Camera dei Lord (ambita ricompensa che quattro di essi hanno già ricevuto). Qualcuno potrebbe pensare che sarebbe esagerato parlare di Tangentopoli, anche... perchè lo scandalo non é avvenuto in Italia, ma in Gran Bretagna. Tu sai, caro Lettore, che politici e giornalisti britannici sono all’avanguardia nel mondo (e in tanti li seguono) nel deplorare questo tipo di scandali, quando i responsabili sono italiani  o di altri Paesi. E i primi a farsi eco delle loro severe critiche, sono i politici e giornalisti italiani, per tanti dei quali quello che dicono britannici, francesi, tedeschi o americani (magari anche qualche spagnolo) é oro colato, é verità sacrosanta. Perciò li considerano maestri di etica e di morale. E invece i nostrani sanno benissimo che nel mondo d’oggi, in tutti i paesi grandi e piccoli, specialmente in alcuni, gli scandali sono il pane quotidiano.

Ed allora, caro Lettore, non te la prendere per certe critiche dirette o indirette a noi italiani e pensa che se qualcuno proclama di aver seguito un corso di etica é molto probabile che il corso sia stato ... “ad usum delphini”!

Comunque,  visto che siamo in questo tema, mi colpisce la breve lettera che il “Corriere della Sera” ha pubblicato lo scorso giovedì, di un lettore, Fabio Frontoni, il quale riferendosi ai grandi sacrifici richiesti per far fronte alle difficoltà attuali del nostro Paese da Prodi e Padoa Schioppa e che gli  italiani capiranno - scrive Frontani -: “ Sono certo che gli italiani capirebbero un po’ di più se il governo decidesse di dare il buon esempio tagliando gli stipendi di favola  e tanti privilegi dei nostri parlamentari e politici”. In Italia e in tanti altri Paesi che conosciamo bene, anche questa é una forma comune di scandalomania, senza che si debba o si possa parlare di Tangentopoli!. Magari una forma più grave perchè poco evidente anche se si capisce bene.

Non si capisce bene - io, per  lo meno non lo capisco - come uno dei più autorevoli e importanti ministri dell’attuale governo, il titolare del dicastero dell’Interno, Giuliano Amato, uomo di sinistra tutto d’un pezzo, giorni fa, abbia dichiarato di essere rimasto “esterrefatto”, per quel che ha letto, ha ascoltato, ha sentito dire sul cosiddetto “caso Sismi” al quale molte pagine e uguale rilievo hanno dedicato i media italiani ed anche alcuni importanti stranieri. Essere rimasto “esterrefatto”significa secondo il vocabolario, che qualcosa lo ha atterrito, lo ha sbalordito. E ad atterrirlo sarebbe stato proprio il caso Sismi, che ti riassumo brevemente con poche parole. Risiedeva da alcuni anni a Milano - non per turismo, né per relazioni familiari - Abu Omar iman di una moschea milanese, già arrestato due volte, come terrorista in Egitto. Nel 2003 un commando americano lo sequestrò e lo portò in Egitto ove finí nuovamente in carcere. Ma qualche settimana fa i capi del SISMI (Servizio segreto dell’Esercito Italiano) Mancini, Figuero, Pollari vengono accusati  -in base a intercettazioni telefoniche ufficiali (subito rivelate ai giornali) -  di aver aiutato la CIA nel sequestro  del terrorista tre anni prima. Ad accusarli sono due magistrati della Procura di Milano quella che acquistò celebrità con Tangentopoli.

Non si sa ancora come va a finire. Si pone comunque un duplice interrogativo: “Questo é uno scandalo tale da lasciare “esterrefatto” il ministro dell’Interno? D’altra parte, dato e non concesso che i funzionari del Sismi aiutarono quelli della Cia e commisero perciò una irregolarità, era preferibile che si coccolassero a Milano un capo terrorista qual era Abu Omar?  E un terzo interrogativo: Perchè i Servizi segreti si definiscono segreti, se poi un magistrato amico di giornalisti si sente autorizzato a rivelare, sapendo che saranno pubblicate le intercettazioni che possono contenere anche riferimenti a fatti privati di gente che non ha a che vedere con la vicenda? Potere Esecutivo, Potere Legislativo, Potere Giudiziario: in Italia e altrove sono uguali o qualcuno di essi essi è... più uguale, cioè vale più degli altri due? la risposta che darai a questo interrogativo, Altri scandali non mancherebbero: Più o meno gravi ce ne sono tutti i giorni. Ma preferisco chiudere la FINESTRA di oggi guardando qualcosa di meno duro delle testate del giocatore che sai e di più allegro delle retrocessioni di alcune grandi squadre italiane. Come la statistica che vede Italia e Germania trainare la produzione europea; o un’altra statistica britannica apparsa giorni fa nel giornale milanese, secondo cui “Il paese più felice del mondo sarebbe l’arcipelago piccolino del Pacifico: Vanuatu”. L’Italia é solo 48esima, ma precede tutti gli altri paesi industrializzati e occidentali. Non credi, caro Lettore, che queste statistiche siano preferibili agli scandali? Anche se un titolo de “La Nación” di sabato può sembrarci un... Premio di consolazione: “El fútbol italiano, de la gloria al escándalo”!

Ma la gloria... chi ce la toglie? (Mario Basti-Tribuna Italiana/Inform)


Vai a: