EUROPA-AFRICA
I problemi dell’immigrazione discussi a
Rabat (Marocco)
BRUXELLES - Il dibattito su come affrontare i problemi
relazionati con l’immigrazione è stato al centro della recente conferenza ministeriale
in Rabat (Marocco) tra Europa e Africa sullo sviluppo e l’immigrazione. La grave
situazione causata per il flusso massiccio di immigranti che tentano di raggiungere
ogni giorno l’Europa impone un’azione urgente e prioritaria. Per questo motivo
Francia, Spagna e Marocco hanno preso iniziative congiunte per organizzare la
Conferenza di Rabat il 10 ed 11 Luglio dove si sono incontrati rappresentanti
di 57 paesi delle due sponde del Mediterraneo.
“Per la prima
volta, si sono incontrati i paesi d’emigrazione, di transito e di destinazione
per discutere del problema e considerare possibili misure comuni”, ha dichiarato
l’eurodeputato francese Jean-Marie Cavada (ALDE) che ha preso parte alla conferenza
nella capitale marocchina.
Cavada è presidente
della Commissione delle libertà civili, giustizia e affari interni del Parlamento
Europeo, per il quale l’immigrazione e l’asilo sono tra i temi più urgenti.
L’eurodeputato ha anche aggiunto che “per la prima volta dopo il Vertice di
Tampere del 1999, l’Unione Europea ammette che i problema collegati all’immigrazione
derivano per gran parte da politiche verticali di sviluppo economico nei paesi
d’emigrazione. Però, se da un lato dobbiamo combattere l’immigrazione illegale,
dall’altro é necessario garantire agli immigrati legali l’assistenza e l’integrazione
di cui hanno bisogno.”
La Conferenza
ha approvato un piano d’azione di 62 punti, introducendo una “azione congiunta”
tra Europa ed Africa, sottoscritto in nome dell’esecutivo dell’Europa dal Commissario
Europeo per la giustizia, la libertà e la sicurezza, Franco Frattini. Questo
piano d’azione sottolinea la necessità di moltiplicare le azioni a favore dello
sviluppo dei paesi africani, anche attraverso nuovi aiuti finanziari agli immigrati
legali in Europa che desiderano investire in progetti imperniati sul loro paese
d’origine. Per i paesi firmatari, la lotta contro le mafie implicate nel traffico
dei clandestini rappresenta un altro tema vitale.
Senza dubbio per raggiungere gli intenti sostenuti a
Rabat è necessario che questi paesi passino al più presto dalle parole ai fatti.
Per questo motivo, il Parlamento Europeo si aspetta che dal processo di Rabat
scaturisca una commissione di controllo che segua l’attuazione delle singole
concrete misure adottate. (http://www.aiccre.it
/Inform)