INFORM - N. 141 - 18 luglio 2006


EUROPA-AFRICA

I problemi dell’immigrazione discussi a Rabat (Marocco)

 

BRUXELLES - Il dibattito su come affrontare i problemi relazionati con l’immigrazione è stato al centro della recente conferenza ministeriale in Rabat (Marocco) tra Europa e Africa sullo sviluppo e l’immigrazione. La grave situazione causata per il flusso massiccio di immigranti che tentano di raggiungere ogni giorno l’Europa impone un’azione urgente e prioritaria. Per questo motivo Francia, Spagna e Marocco hanno preso iniziative congiunte per organizzare la Conferenza di Rabat il 10 ed 11 Luglio dove si sono incontrati rappresentanti di 57 paesi delle due sponde del Mediterraneo.

 “Per la prima volta, si sono incontrati i paesi d’emigrazione, di transito e di destinazione per discutere del problema e considerare possibili misure comuni”, ha dichiarato l’eurodeputato francese Jean-Marie Cavada (ALDE) che ha preso parte alla conferenza nella capitale marocchina.

 Cavada è presidente della Commissione delle libertà civili, giustizia e affari interni del Parlamento Europeo, per il quale l’immigrazione e l’asilo sono tra i temi più urgenti. L’eurodeputato ha anche aggiunto che “per la prima volta dopo il Vertice di Tampere del 1999, l’Unione Europea ammette che i problema collegati all’immigrazione derivano per gran parte da politiche verticali di sviluppo economico nei paesi d’emigrazione. Però, se da un lato dobbiamo combattere l’immigrazione illegale, dall’altro é necessario garantire agli immigrati legali l’assistenza e l’integrazione di cui hanno bisogno.”

 La Conferenza ha approvato un piano d’azione di 62 punti, introducendo una “azione congiunta” tra Europa ed Africa, sottoscritto in nome dell’esecutivo dell’Europa dal Commissario Europeo per la giustizia, la libertà e la sicurezza, Franco Frattini. Questo piano d’azione sottolinea la necessità di moltiplicare le azioni a favore dello sviluppo dei paesi africani, anche attraverso nuovi aiuti finanziari agli immigrati legali in Europa che desiderano investire in progetti imperniati sul loro paese d’origine. Per i paesi firmatari, la lotta contro le mafie implicate nel traffico dei clandestini rappresenta un altro tema vitale.

Senza dubbio per raggiungere gli intenti sostenuti a Rabat è necessario che questi paesi passino al più presto dalle parole ai fatti. Per questo motivo, il Parlamento Europeo si aspetta che dal processo di Rabat scaturisca una commissione di controllo che segua l’attuazione delle singole concrete misure adottate. (http://www.aiccre.it /Inform)


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