ITALIANI
ALL’ESTERO
Lettera
aperta di Lucio Albanese e Antonio Amenta (Comites Norimberga)
Mondiali di calcio: nessuno ha difeso il
nome e l’immagine degli italiani
NORINBERGA – In una lettera aperta indirizzata al Presidente
del Consiglio Prodi, al Ministro Melandri, al Vice Ministro degli Esteri Danieli,
all’on. Tremaglia, ai parlamentari della circoscrizione Estero ed alla stampa
italiana i membri del Comites di Norimberga Lucio Albanese (CTIM Germania) e
Antonio Amenta (Internationale Begegnung Lohr a.Main) parlano del difficile
clima vissuto dalla nostra comunità in Germania durante i recenti mondiali di
calcio.
Domenica nove - spiegano i membri del Comites - a comunità
italiana ha festeggiato la vittoria della nostra Nazionale contro
Unico neo: il comportamento "poco professionale"
di Zidane contro Materazzi. Benché inqualificabile e condannabile sotto ogni
punto di vista, tutti i giornali tedeschi, di destra e di sinistra, (Bild, Spiegel,
Focus, Zeit, Stuttgarter Zeitung ecc.) hanno cavalcato questo avvenimento, continuando
la loro campagna anti-italiana inquisitoria ed offensiva, dandoci del provocatore,
furbastro, ruffiano, mafioso, parassita, e chi più ne ha, più ne metta!
Siamo sull'orlo di una forma di pericolosa xenofobia
nei confronti degli italiani, e questo, in un paese civile come
La rabbia e l'indignazione dei connazionali qui residenti
– proseguono i due esponenti del Comites - crescono nel vedere come i nostri
politici ignorino più o meno volutamente tale situazione, mentre chiedono scusa
ai Presidenti della Francia e dell'Algeria e dichiarano di comprendere l'azione
del calciatore francese che ha reagito ad una provocazione, come ha fatto il
presidente della Camera Bertinotti (come spiegare ora il comportamento di Zidane
ai ragazzi 'difficili' che spesso creano tanti problemi alle forze dell’ordine?).
Tralasciamo le esternazioni del leghista Calderoli, che con le sue arringhe
razziste esce totalmente fuori strada.
Allora noi italiani in Germania - dove nessuno è venuto
a scusarsi per tutte le provocazioni subite in queste ultime settimane - avremmo
dovuto agire come Zidane per essere presi in considerazione? e con quali conseguenze?
In tutta questa orgia di provocazioni ed insulti, all'infuori
dell'Ambasciatore Puri Purini nella faccenda dello 'Spiegel', nessuno ha difeso
il nome e l'immagine degli italiani. A parte gli oggettivi offensivi, adesso
ci imbrattano anche le bandiere e perfino i bambini che portano la maglietta
"ITALIA" vengono apostrofati ed insultati. Emblematico ciò che è avvenuto
in una cittadina nel Nord della Baviera, precisamente a Neustadt bei Coburg:
alla "Festa del fanciullo", dove i bambini delle scuole elementari
hanno sfilato per la città con le magliette dei Paesi che hanno partecipato
ai campionati mondiali di calcio, gli scolari con la maglietta "azzurra",
al loro arrivo, sono stati subissati di fischi (e di parolacce). Che pena tutto
questo!
Fino ad oggi nessun rappresentante politico tedesco ci
ha difeso o si è scusato ufficialmente, men che meno la nostra classe politica!
Eppure il Presidente del Consiglio Prodi, il Ministro Melandri e il Presidente
della Repubblica Napolitano erano in Germania ad assistere alle partite. Possibile
che non fossero informati, possibile che non abbiano speso una sola parola per
noi?
E i nostri "rappresentanti" eletti all'estero
in Parlamento, che ci dovrebbero rappresentare effettivamente, anche loro non
erano informati su tutto questo?
Forse che questi insulti e diffamazioni nei nostri confronti
non interessano ai responsabili politici, perchè ritenuti solo frutto di qualche
sprovveduto o di una collettiva euforia sportiva troppo spinta che lascia il
tempo che trova?
Cerchiamo di riflettere – concludono Lucio Albanese e
Antonio Amenta - e se parliamo tanto di provocazioni, allora bisogna dire tutto,
visto che chi è stato provocato in modo vergognoso ed infimo sono stati gli
italiani qui residenti. Non lasciamo il campo alle ambiguità o ipocrisie: ciò
aumenterebbe solo i danni. (Inform)