INFORM - N. 140 - 17 luglio 2006


 

ITALIANI ALL’ESTERO

Lettera aperta di Lucio Albanese e Antonio Amenta (Comites Norimberga)

Mondiali di calcio: nessuno ha difeso il nome e l’immagine degli italiani

 

NORINBERGA – In una lettera aperta indirizzata al Presidente del Consiglio Prodi, al Ministro Melandri, al Vice Ministro degli Esteri Danieli, all’on. Tremaglia, ai parlamentari della circoscrizione Estero ed alla stampa italiana i membri del Comites di Norimberga Lucio Albanese (CTIM Germania) e Antonio Amenta (Internationale Begegnung Lohr a.Main) parlano del difficile clima vissuto dalla nostra comunità in Germania durante i recenti mondiali di calcio.

Domenica nove - spiegano i membri del Comites - a comunità italiana ha festeggiato la vittoria della nostra Nazionale contro la Francia: incredibilmente siamo diventati campioni del mondo. Una serata indimenticabile!

Unico neo: il comportamento "poco professionale" di Zidane contro Materazzi. Benché inqualificabile e condannabile sotto ogni punto di vista, tutti i giornali tedeschi, di destra e di sinistra, (Bild, Spiegel, Focus, Zeit, Stuttgarter Zeitung ecc.) hanno cavalcato questo avvenimento, continuando la loro campagna anti-italiana inquisitoria ed offensiva, dandoci del provocatore, furbastro, ruffiano, mafioso, parassita, e chi più ne ha, più ne metta!

Siamo sull'orlo di una forma di pericolosa xenofobia nei confronti degli italiani, e questo, in un paese civile come la Germania!

La rabbia e l'indignazione dei connazionali qui residenti – proseguono i due esponenti del Comites - crescono nel vedere come i nostri politici ignorino più o meno volutamente tale situazione, mentre chiedono scusa ai Presidenti della Francia e dell'Algeria e dichiarano di comprendere l'azione del calciatore francese che ha reagito ad una provocazione, come ha fatto il presidente della Camera Bertinotti (come spiegare ora il comportamento di Zidane ai ragazzi 'difficili' che spesso creano tanti problemi alle forze dell’ordine?). Tralasciamo le esternazioni del leghista Calderoli, che con le sue arringhe razziste esce totalmente fuori strada.

Allora noi italiani in Germania - dove nessuno è venuto a scusarsi per tutte le provocazioni subite in queste ultime settimane - avremmo dovuto agire come Zidane per essere presi in considerazione? e con quali conseguenze?

In tutta questa orgia di provocazioni ed insulti, all'infuori dell'Ambasciatore Puri Purini nella faccenda dello 'Spiegel', nessuno ha difeso il nome e l'immagine degli italiani. A parte gli oggettivi offensivi, adesso ci imbrattano anche le bandiere e perfino i bambini che portano la maglietta "ITALIA" vengono apostrofati ed insultati. Emblematico ciò che è avvenuto in una cittadina nel Nord della Baviera, precisamente a Neustadt bei Coburg: alla "Festa del fanciullo", dove i bambini delle scuole elementari hanno sfilato per la città con le magliette dei Paesi che hanno partecipato ai campionati mondiali di calcio, gli scolari con la maglietta "azzurra", al loro arrivo, sono stati subissati di fischi (e di parolacce). Che pena tutto questo!

Fino ad oggi nessun rappresentante politico tedesco ci ha difeso o si è scusato ufficialmente, men che meno la nostra classe politica! Eppure il Presidente del Consiglio Prodi, il Ministro Melandri e il Presidente della Repubblica Napolitano erano in Germania ad assistere alle partite. Possibile che non fossero informati, possibile che non abbiano speso una sola parola per noi?

E i nostri "rappresentanti" eletti all'estero in Parlamento, che ci dovrebbero rappresentare effettivamente, anche loro non erano informati su tutto questo?

Forse che questi insulti e diffamazioni nei nostri confronti non interessano ai responsabili politici, perchè ritenuti solo frutto di qualche sprovveduto o di una collettiva euforia sportiva troppo spinta che lascia il tempo che trova?

Cerchiamo di riflettere – concludono Lucio Albanese e Antonio Amenta - e se parliamo tanto di provocazioni, allora bisogna dire tutto, visto che chi è stato provocato in modo vergognoso ed infimo sono stati gli italiani qui residenti. Non lasciamo il campo alle ambiguità o ipocrisie: ciò aumenterebbe solo i danni. (Inform)


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