INFORM - N. 140 - 17 luglio 2006


IL PUNTO DI MARIO ZACCHERA

Crisi in Medio Oriente

 

Si torna a sparare in Medio Oriente e la crisi come sempre rischia di allargarsi. Mai come questa volta era una "crisi annunciata" e se a tutti si stringe il cuore pensando alle migliaia di persone che ne vengono coinvolte soffrendo senza averne alcuna colpa diretta, non possiamo giocare solo al gioco stupido del "Chi ne ha la colpa?".

Tutti i miei amici sanno che io sono amico di Israele, il che non significa accettarne a scatola chiusa ogni atteggiamento.

Alla radice dell’ennesima crisi mediorientale penso però ci sia ancora una volta una fondamentale domanda: siete d'accordo che Israele ha diritto ad esistere ?

Perchè se la risposta è positiva (come ovviamente lo è per me) allora bisogna capire che cosa significhi per gli israeliani essere circondati da nemici, essere colpiti ogni giorno (da mesi, ma in Italia non lo diceva nessuno...) con razzi sparati da zone che volontariamente gli stessi israeliani avevano militarmente occupato, ma poi rilasciato anche su pressioni internazionali ma soprattutto in cambio di speranze e trattative di pace.

Se crediamo che Israele abbia il diritto di esistere stando in pace con i vicini (e viceversa) perché da anni si lasciano impunemente esistere i guerriglieri nel sud del Libano, protetti ed armati da Siria ed Iran, così come si permette agli estremisti islamici di arruolare kamikaze in mezza Europa?

A che cosa servono gli incontri infiniti e perchè l'ONU, gli Stati arabi moderati, l'Europa, i pacifisti in generale non ne hanno ottenuto lo sgombero e il loro scioglimento ? Non ci troveremmo oggi davanti alla crisi attuale!

Ciascuno di noi può giudicare se Israele esageri o meno nelle rappresaglie (ed ai nostri occhi spesso ci sembra che esageri) ma certo che - per esempio - il tanto criminalizzato "muro della vergogna" ha ridotto - bloccandone le infiltrazioni - quasi del 100% gli attentati kamikaze in Israele (se non c'erano attentati, nessuno avrebbe costruito il muro, che infatti nessuno aveva costruito in 50 anni!). Eppure tutti (o quasi) in Italia ne erano ferocemente contro, così come se Gaza viene rilasciata e poi proprio da lì  partono i razzi contro Israele ...

Ripeto, non si tratta qui di "tifare" o di assegnare colpe o responsabilità che senz'altro tutti hanno, ma di capire che nella complessità della situazione se si assicurasse veramente la sicurezza a tutti in quell'area, Israele non si sognerebbe di attaccare alcuno.

Ma centinaia di migliaia di estremisti arabi vogliono davvero la pace? Sono disposti a riconoscere Israele o invece arruolano kamikaze per distruggerlo? I vari fondamentalisti islamici sono d'accordo nel non farsi più finanziare per attività militari o sono alla ricerca proprio di questi fondi?

E cosa si deve fare con stati (come l'Iran) il cui presidente chiede l'annientamento di Israele e vuole costruire la bomba atomica per ottenerlo ?

Quando penso che proprio oggi quella mammola di Prodi chiede proprio all'Iran (!!) - visitato in questi giorni da D'Alema - di fare da mediatore (?!) mi chiedo se siamo dei pazzi o se ho capito male.

Preghiamo - ciascuno nella fede che ha (se ce l'ha...) che la pace nasca e cresca nei cuori, ma ricordiamoci che - nel concreto - per avere la pace non si può preparare e finanziare la guerra.

In Italia ed in Europa - dove è così facile, chic e poco costoso sventolare le bandiere della pace - pochi si chiedono se davvero gli "sbandieratori" siano poi veramente "operatori di pace "o in cuor loro lo siano forse sì, ma con tanti "se" e tanti "ma", al contrario di quello che dicono. (Mario Zacchera, deputato al Parlamento, responsabile Esteri di An/Inform)


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