IMMIGRAZIONE
Secondo decreto flussi per trecentomila
immigrati
ROMA - Un nuovo decreto flussi "utile anche per
far emergere la clandestinità e il lavoro sommerso". Lo ha annunciato durante
il question time alla Camera il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero.
"Il 5 giugno - ha spiegato Ferrero - il mio ministero ha fatto partire
la procedura per un secondo decreto, in corso di definizione": Sarà pronto
con ogni probabilità "entro settembre" questo decreto permetterà l'ingresso
in Italia di oltre 300mila lavoratori immigrati extracomunitari. Lo stesso ministro
ha sollecitato a non "prendersi in giro. E' del tutto evidente,
ha continuato, che una parte delle domande arrivate per il decreto flussi 2006
riguardano stranieri che sono già in Italia e lavorano in nero". Il nuovo
decreto flussi "potrebbe essere utile - ha detto Ferrero - anche per far
emergere la clandestinità e il lavoro sommerso. Uno dei problemi dell'economia
del Paese è ripulire il nero e l'illegalità diffusa e farla emergere. Così si
pagano anche le tasse e si contribuisce al risanamento del bilancio. E' necessario
un secondo decreto che faccia corrispondere l'azione di governo alla realtà
del Paese. Vale a dire, garantire a tutti coloro che hanno diritto di avere
un lavoro e una casa di poter entrare regolarmente".
Il secondo decreto flussi è uno degli strumenti che consente di fare politiche
di immigrazione in attesa dei tempi istituzionali per poter modificare la legge
Bossi-Fini, anche alla luce del fatto che la maggioranza al Senato del centro-sinistra non
è grandiosa e che questa è una legge fortemente sostenuta dal centrodestra,
per cui si prevede una fortissima battaglia politica. Il primo decreto flussi fatto dal precedente
governo prevedeva una quota di 170mila immigrati extracomunitari per cui, continua
Ferrero, "l'entità di questo secondo decreto prende atto del numero di
domande che sono state presentate da datori di lavoro italiani per avere lavoratori
immigrati. L'ordine di grandezza è delle 500mila domande: quindi noi, semplicemente,
abbiamo registrato questa quantità di domande facendo un secondo decreto di
poco oltre 300 mila persone per far sì che col primo si vada a coprire l'intera
domanda". Il ministro ha, inoltre, lamentato la farraginosità delle procedure
di gestione dei flussi poste in essere dalla Bossi-Fini, procedure che rendono
"lentissime le risposte date ai datori di lavoro che hanno richiesto queste
persone: oggi, a circa quattro mesi da quando è stato varato il primo decreto,
ci troviamo con poche centinaia di domande già trattate, cui è stata data una
risposta".
Quanto proposto dal ministro per la solidarietà sociale
è in linea con ciò che più volte hanno asserito lo stesso Presidente del Consiglio,
Romano Prodi, e il ministro dell’Interno Giuliano Amato dei temi dell’ immigrazione.
Le ultime dichiarazioni del ministro dell'Interno presso