INFORM - N. 139 - 14 luglio 2006


MONDIALI DI CALCIO

La Squadra italiana

 

WASHINGTON - Forse non se ne rendono conto ma il ‘gruppo’ di giocatori italiani con la vittoria sulla Francia è stato il miglior testimonial per l’Italia. Più di un miliardo di persone ha seguito in TV da 207 nazioni la finale del Campionato del Mondo. E l’immagine che questi giovani professionisti hanno diffuso è quella di un’Italia sorridente, piena di entusiasmo, abituata a sopportare lo scontro fisico, sobria nelle dichiarazioni ufficiali. Un’Italia lontana dal cliché, purtroppo confermato anche in questi giorni, di un Paese in cui la cultura della furbizia, dello ‘shortcut’, dell’imbroglio piccolo o grande è dura a morire. I giocatori della Nazionale italiana appartengono a grandi squadre che sono state colpite da fenomeni di corruzione e che ne subiranno le conseguenze.

La loro grande prestazione sportiva è anche la dimostrazione che un conto è il malaffare nel quale sguazzano a vario titolo squallidi figuri del sottobosco malavitoso italiano ed un conto è la voglia di pulizia, di correttezza e di sacrificio che i ragazzi della Nazionale hanno dimostrato. E la loro è l’Italia vera, la maggioranza che chiede un ritorno a una chiara etica di comportamento.

Un grazie affettuoso da noi cittadini italiani che viviamo da anni all’estero e siamo spesso oggetto dei commenti ironici sulla nostra Italia e sulle disgrazie di casa nostra. Le prime pagine dei giornali e delle televisioni di tutto il mondo ci hanno dedicato ampio spazio, la gente ci sorride ammirata. Ed è tutto merito vostro, cari ed intelligenti atleti della Nazionale italiana. (Sì, perché, a sentire le vostre dichiarazioni e interviste ci si rende conto che non siete solo delle ottime macchine di muscoli, ma avete anche cervello e cultura, vivaddio).  (Oscar Bartoli, "Letter from Washington"/Inform)


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