PATRONATO
INAS-CISL
L’editoriale
di “Corrispondenza Italia” n. 608 del 16 luglio 2006
Al congresso Ces di Siviglia, la proposta
di un patronato europeo
ROMA
- Non è troppo presto, per il patronato di assistenza della Cisl, guardare all’orizzonte
del maggio 2007, quando a Siviglia si riunirà in congresso
Peraltro
tutto il sindacalismo internazionale va assumendo coscienza della necessità
di corrispondere unitariamente ed organicamente ai crescenti problemi della
mobilità umana in tutto il mondo. Non c’è più infatti e soltanto il tradizionale
flusso che andava dal Sud al Nord nel mondo. 62 milioni di persone migrano sulle
direttrici Sud-Sud. 40 milioni su quelle Nord-Nord. E 50 milioni verso Nord.
Questi i dati odierni del fenomeno. Mentre, d’altro canto, si diffonde la consapevolezza
dei paesi sviluppati, ed europei in particolare, che le migrazioni apportano
una risorsa di generazioni fresche, indispensabile per equilibrare le tendenze
al progressivo invecchiamento delle loro popolazioni. Si calcola, ad esempio,
che se nei prossimi 40 anni non arriveranno in Europa flussi migratori regolati
e strutturati o addirittura programmati e preparati anche professionalmente,
avremo una caduta del 24 per cento della capacità di lavoro e di produzione,
con un conseguente impatto negativo sulle economie dei nostri paesi.
Governare,
anche dal punto di vista delle garanzie sociali, questa nuova mobilità è indispensabile
anche perché esse riguarderanno sempre di più, persone provviste di qualificazioni
medie ed alte, non solo in entrata ma pure in uscita dai confini, anche del
nostro paese. In questo senso risultano sempre meno fondati i luoghi comuni
sulla pigrizia e sul “mammismo” dei giovani italiani i cui comportamenti si
vanno rapidamente omologando a quelli dei coetanei europei. Nell’ultimo decennio,
ad esempio, c’è stato un incremento del 40 per cento di cittadini che vivono
in un paese diverso da quello di origine. E per l’Italia si registra un aumento
di espatri che investe in primo luogo i neolaureati: dal