INFORM - N. 136 - 11 luglio 2006


ITALIANI ALL’ESTERO

Intervista all’on. Ricardo Merlo della Circoscrizione Estero

 

ROMA – Qui di seguito l’intervista di Salvatore Viglia (www.lideale.it) all’on. Ricardo Merlo.

 

L’on. Ricardo Antonio Merlo eletto per l’America Latina segnala tre priorità in assoluto: 1) molti italiani in America del Sud vivono in situazioni di grave disagio economico; 2) creare dei veri e propri municipi, per esempio a Buenos Aires 47 dipendenti consolari a fronte di 270.000 italiani, sono troppo pochi; 3) la promozione della lingua e della cultura italiana.

Lei è il deputato che ha ottenuto il maggior numero di voti tra quanti erano candidati all’estero.

43.600 preferenze. Il mio collegio è il Sud America ma in Argentina ed in Uruguay ho ottenuto rispettivamente 33.600 e 5000 voti.

Lo sa che, con un numero tale di voti, un deputato italiano, potrebbe aspirare a diventare ministro?

Sì, però la legge è legge e bisogna rispettarla, d’altronde, come in una partita di calcio, quando si entra in campo, si deve rispettare quello che dice l’arbitro.

Quale è stata la sua carriera politica?

Ho fatto parte, nel 1998, del Consiglio Generale degli italiani all’estero, poi Presidente del Comitato delle associazioni venete in Argentina, Presidente della Associazione Trevigiani nel mondo, Presidente del Comites di Buenos Aires. Infine, sono stato eletto parlamentare. Ma io provengo dal mondo dell’associazionismo e del volontariato. Noi abbiamo creato un movimento, che rappresenta le associazioni italiane in sud America e di cui fanno parte  persone di tutte le ideologie, per cui noi ci sentiamo di rappresentare tutti. Per le questioni che riguardano gli italiani nel mondo all’estero, non esistono destra e sinistra, esistono solo gli interessi degli italiani nel mondo.

Lei ha scelto il centrosinistra anche se da una posizione da indipendente.

No. Non ho scelto il centrosinistra perché, per esempio, non ho votato Bertinotti alla Camera. Ho votato il Presidente del Consiglio Prodi perché noi, in sud America, abbiamo vissuto una storia e sappiamo cosa vuol dire la governabilità, la necessità di un governo stabile e contribuire a quella stabilità politica. Abbiamo profondo rispetto per quello che legalmente e legittimamente hanno scelto gli italiani che vivono in Italia  con il loro voto, allora abbiamo dato la fiducia al governo. Non ne facciamo una questione ideologica. Ci sono cose che vanno al di là delle ideologie. Perciò sono più favorevole ai movimenti. Questi hanno una maggiore flessibilità. In America Latina, le categorie politiche hanno connotazioni diverse, esistono partiti ma ci sono quei movimenti storici che danno una dinamica diversa alla politica. Io  in quanto eletto in quel continente, vengo da  quella storia, quella cultura politica e ho rispettato, per quanto riguarda il sostegno al Presidente del Consiglio, quella che è stata la volontà popolare in Italia.

Però l’elezione del Presidente della Camera non le è piaciuta.

No, non è che non mi sia piaciuta, semplicemente non mi riconosco nei valori di Rifondazione Comunista pur rispettando moltissimo il Presidente Bertinotti. Ho ritenuto di avere la libertà di scelta, un voto, in fondo, non avrebbe deciso della stabilità della Camera. Il mio è un messaggio che intende chiarire la mia posizione cioè non la penso come l’on. Bertinotti sui fatti della politica.

Però Bertinotti ha una particolare sensibilità per i movimenti proprio come lei.

Sì, sì. Ma questo lo vedo sia a destra che a sinistra. Ci sono politici che hanno questa idea movimentista della politica. Però, la nostra storia, quella cioè del movimento associazionistico in America Latina conta più di 2000 associazioni sparse in tutta l’America del sud. In Argentina abbiamo 1066 associazioni italiane. Io sono vissuto e cresciuto lì ed ho amici di destra e di sinistra ma qui mi sento di rappresentare tutti. Quando siamo qui e chiediamo, per esempio, l’assegno sociale per gli anziani indigenti in sud America, non è certo una questione di destra o di sinistra. E’ una questione di buon senso. Per me,  le istanze di quanti vivono all’estero, sono questioni che vanno al di là e sono al di sopra degli schieramenti politici.

Possiamo dire che potrebbe non appoggiare, in qualche circostanza, questo governo?

Chiaramente. L’unica cosa che noi non faremo sarà quella di non aderire quando sarà posta la fiducia. Non faremo cadere il governo, questo sì. Però, nelle altre questioni, ci sentiamo liberi di pensare in maniera diversa.

La sua posizione si può paragonare a quella del senatore Pallaro?

Siamo nello stesso movimento,  Associazioni Italiane in Sud America (AISA). Lui è stato eletto senatore ed è anche il più votato al mondo.

Quali sono i problemi degli italiani in Argentina?

Soprattutto tre. Il primo è il più urgente ed io credo anche il più importante cioè la questione sociale dei nostri connazionali emigrati. In Argentina, Brasile,Uruguay, Venezuela, Perù etc. sono presenti emigrati che versano in condizioni economiche difficilissime. Mi riferisco ad italiani emigrati che percepiscono una pensione di 80 euro al mese e non ce la fanno. Quando, nel 2001, è scoppiata la crisi, venivano da me italiani che mi dicevano: «sono disperato». Non si può rimanere indifferenti: questa è una priorità assoluta.

Poi c’è la questione della rete consolare. Faccio un esempio, a Buenos Aires siamo 270.000 italiani, il consolato ha 47 dipendenti. Questo è uno scandalo, non si può. I consolati come quelli di Buenos Aires, S. Paolo, Caracas, Cordoba ed altri dove è presente una forte concentrazione di italiani, dovrebbero diventare dei piccoli municipi se si vogliono fare seriamente le cose. Mi chiedo: una provincia che conta 300.000 abitanti, di quanto personale ha bisogno per garantire i suoi sevizi? Il terzo tema è la promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo. Questi sono i tre problemi fondamentali. Un’altra questione che andrebbe affrontata seriamente è quella del riavvicinamento dei due Paesi Italia ed Argentina. Sto studiando insieme al Sen. Pallaro un progetto che consenta di realizzare questo obiettivo entro questa legislatura.

Qual è la sua posizione riguardo la questione dei bond argentini?

Anche questo è un problema da affrontare e risolvere. Io credo che il Governo argentino e le banche italiane debbano assumersi le proprie responsabilità soprattutto nei riguardi dei piccoli risparmiatori che hanno comprato quei titoli. Titoli consigliati, peraltro, dalle stesse banche quando queste già sapevano. Qui, c’è una parte di responsabilità della classe politica argentina di allora  e una parte delle banche italiane.

Concludendo, Argentina ed Italia devono essere più vicine: lì è presente una comunità di 611.000 italiani, se pensiamo anche ai discendenti, arriviamo a 15.000.000 di anime. In America Latina, oggi, sono  più presenti  Spagna e USA piuttosto che l’Italia. Il governo italiano  dovrebbe ripensare la sua presenza e il suo ruolo in America Latina.

Occorrono tanti soldi per realizzare questi buoni propositi. Il vice ministro Danieli dovrà fare miracoli?

Il vice ministro Danieli ha il vantaggio del portafoglio, cosa di cui non disponeva il ministro Tremaglia. Il periodo di Tremaglia è stato giusto, perché noi avevamo bisogno di una persona seduta nel Consiglio dei Ministri che ci rappresentasse, perché avevamo bisogno di una legge come quella del voto per gli italiani all’estero per avere i nostri rappresentanti in Parlamento. Adesso c’è un post Tremaglia uomo che, secondo me, rimarrà nella storia come il primo  ministro degli italiani nel mondo, forse l’unico.

Ha già un progetto di legge, sta già studiando una proposta da presentare?

In questi giorni, stiamo presentando con l’on. Angeli e il sen. Pallaro  una proposta che riguarda una cosa a cui teniamo molto: la legge sulla cittadinanza.

 Le donne per decenni non hanno potuto  trasmettere la cittadinanza ai loro figli solo perché donne. E’ una cosa assurda. Queste, per esempio, sono cose che si possono risolvere senza spendere un solo euro. Un Paese come l’Italia, una potenza economica di rango mondiale, democratico e repubblicano, non può tollerare un simile stato di cose.

Che accoglienza ha avuto in Parlamento?

Mi sento molto bene. Personalmente non ho problemi. Con il ministro Tremaglia, poi, il rapporto è molto intenso specie adesso, ho capito di quale intensità sia stato il suo sforzo per portare in Parlamento rappresentanti degli italiani che vivono all’estero.

Il risultato negativo delle elezioni politiche all’estero del centrodestra, è stato attribuito secondo l’on. Romagnoli di F.I., ai cattivi consiglieri di Tremaglia a non costituire una lista unica.

Prima di tutto Tremaglia ha vinto, non è stato sconfitto. Infatti se noi siamo qui, è solo grazie alla legge che porta il suo nome e questo è un trionfo. Conosco personalmente alcuni consiglieri di Tremaglia come Gianluigi Ferretti, che mi sembrano molto validi e capaci.  Ognuno sceglie le persone che vuole, però, secondo me, il grande vincitore di queste elezioni, è stato proprio Tremaglia.

Il referendum propositivo ha visto una tendenza al Sì in Argentina?

In Argentina ha vinto il Sì perché il messaggio di abbassare i costi della politica è arrivato all’estero forte e chiaro e la gente ha votato Sì.

C’è stata in questo senso una strumentalizzazione?

Strumentalizzazione proprio non credo. Non è stata una campagna di informazione come previsto, questo sì. Io sono tornato in Argentina il 24 giugno, praticamente, non ho potuto parlare alla gente e l’opera di informazione non è stata fatta efficacemente dai responsabili. La diversità della tendenza degli elettori dalle politiche al referendum, si spiega. Gli italiani all’estero non voteranno sempre allo stesso modo, oggi possono apparire di centrosinistra, domani di centrodestra. Questa legge del voto degli italiani all’estero dimostra la grande capacità di democrazia della Repubblica italiana. Veramente non capisco alcuni dirigenti politici che si perdono in polemiche sterili, essi vedono l’albero e non vedono il bosco.

Se ho capito bene, la posizione dell’elettore medio italiano all’estero sarà una posizione obiettiva, non vincolata ad una logica di partito?

La gente ha votato le persone. Io dico a quanti ventilano imbrogli elettorali, che lo spoglio è stato totalmente regolare. Ho assistito alle operazioni di conteggio, c’era qualche deficit organizzativo, questo sì, ma non parlino di truffa o di falso. Lo scarto dei voti tra centrosinistra e centrodestra è tale che, anche se contassero e ricontassero cento volte le schede, non cambierebbe il risultato finale. Tutto è stato regolare.

Questa è una bella notizia, se tutto è stato regolare.

La questione è politica. Purtroppo, alcuni che hanno partecipato all’estero come candidati, si sono prestati a queste cose, si sono lasciati utilizzare per una campagna in questo senso. Dopo la amministrative ed il referendum, il risultato mostra  che  c’è la volontà dell’elettorato di andare, oggi, verso questo governo, poi si vedrà.

Quale è l’impressione negativa che ha avuto del Parlamento?

A me piace parlare di impressioni positive. Ci sono parlamentari di grande capacità. In Italia ho assistito a discussioni di alto livello in Commissione Affari Esteri. Mi sono veramente arricchito. Avendo studiato scienze politiche partecipare a così alto livello all’attività di questo Parlamento è una esperienza veramente unica. Mi piace la discussione politica quando si pensa in positivo per costruire e non per distruggere. Non capisco la politica per distruggere. L’unico modo di portare avanti la società è la politica e la democrazia.

Come sempre, sono a disposizione di tutti gli italiani. Sul sito web della Camera c’è il mio indirizzo personale dove tutti possono scrivermi. Mi impegno, per quanto è nei miei poteri di risolvere i loro problemi specie quelli per cui non è necessario approvare prima una legge. Tra non molto, a Buenos Aires, avrò un ufficio dove potrò incontrare i miei connazionali raccogliere critiche e suggerimenti. Se non si parla con la gente, non si può avere la pretesa di capire le loro necessità né  la possibilità di risolvere i loro problemi.  (Salvatore Viglia, vice direttore del giornale on line www.lideale.it/Inform)


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