SOCIETA’
Fotografata dall’Eurispes l’Italia che
funziona
In un contesto economico che riprende a
tirare sono le produzioni di eccellenza che trainano la ripresa. Il manifesto-appello
per il rilancio del nostro Paese
ROMA - E’ un Italia che tenta di reagire ad una difficile
fase di stagnazione economica quella che emerge dal rapporto dell’Eurispes,
realizzato con il contributo di Postel Spa, dal titolo "Nostra Eccellenza.
Cento casi di successo come esempio di un’Italia che ce la può fare". L’indagine,
di oltre mille pagine, si è sviluppata su 100 realtà imprenditoriali ed istituzionali
di eccellenza, scelte per la loro efficienza, capacità di innovazione e qualità
dei servizi. La ricerca fa risaltare come nei primi mesi del 2006 il sistema
produttivo italiano presenti nei settori di alta qualità - prodotti chimici,
metallurgici, meccanici e mezzi di trasporto - significativi segnali di ripresa.
Un trend positivo che viene sottolineato, oltre che da un nuovo clima di fiducia
degli imprenditori, anche dalla generale crescita degli ordinativi, del fatturato
e dell’export. A fronte di una situazione economica in evoluzione ma ancora
difficile, l’Italia si trova al 56° posto nella classifica della competitività
stilata dal Word Competitiveness Yearbook. Dall’Eurispes vengono anche suggerite,
al fine di recuperare il gap economico che ci separa dal resto d’Europa, alcune
iniziative concrete, come ad esempio la riduzione dei costi della burocrazia,
l’aumento degli aiuti statali per l’apparato produttivo, la promozione di investimenti
per la ricerca ad elevata tecnologia e la qualificazione delle risorse umane
e professionali.
Gli esiti del rapporto sono stati discussi a Roma, presso
Daniele Capezzone, presidente della Commissione attività
produttive, commercio e turismo della Camera dei Deputati (
Un problema, quello della complessità burocratica, che
è stato affrontato anche dal deputato dell’Ulivo Nicola Rossi, della Commissione
bilancio, tesoro e programmazione della Camera, che ha evidenziato come in questo
contesto sia opportuna una riduzione degli adempimenti della Pubblica Amministrazione
che, in caso di inadempienza, andrebbe punita con apposite sanzioni. Rossi ha
inoltre ricordato sia il ritardo della politica, al cospetto di una società
italiana che è andata avanti, sia il costante impegno di quella parte dell’imprenditoria
che, nonostante le difficoltà, ha lottato contro il declino e la stagnazione
economica.
Il deputato di Alleanza Nazionale Adofo Urso, della Commissione
attività produttive, commercio e turismo della Camera, ha invece messo in evidenza
come negli ultimi anni i prodotti di qualità italiani, nonostante il calo complessivo
del nostro export, non abbiano perduto terreno e siano rimasti stabili, attestandosi
intorno al 4%, sui mercati internazionali. Urso ha inoltre fatto notare come
il saldo negativo della nostra bilancia commerciale sia in rosso soprattutto
a causa del pesante passivo energetico. Un problema, quello della mancanza di
energia, che potrebbe essere superato solo attraverso un uso integrato del nucleare
e delle fonti alternative. "La via italiana alla globalizzazione - ha aggiunto
Urso - può essere solo quella dell’eccellenza e della qualità".
Maurizio Beretta, direttore generale della Confindustria,
ha invece parlato della difficile situazione dell’imprenditore italiano che,
a causa degli eccessivi carichi fiscali e delle difficoltà burocratiche, ha
perso competitività e la stessa capacità di attrarre il capitale degli investitori
stranieri. Un gap, fatto di infrastrutture materiali ed immateriali, che impedisce
all’azienda di crescere. Le difficoltà delle imprese italiane sono state al
centro anche dell’intervento del vice presidente della Confederazione italiana
della piccola e media industria (Confapi) Flavio Casotti che ha sottolineato
come la carta vincente delle nostre aziende sui mercati internazionali siano
ancora la creatività e l’innovazione. Casotti ha inoltre proposto di premiare,
con i vantaggi fiscali derivanti dal taglio del cuneo fiscale, solo le aziende
che operano liberamente sul mercato senza tutele o monopoli esclusivi di tipo
legislativo. Cristina Bandinelli, vice presidente della Confederazione nazionale
dell’artigianato (Cna), ha chiesto di facilitare al massimo e di rendere più
conveniente l’apertura di nuove imprese, soprattutto da parte dei giovani. Uno
snellimento delle procedure burocratiche che, fra le altre cose, consentirebbe
di liberare ulteriori risorse per la competitività dell’azienda.
Oltre all’intervento del presidente di Postel Spa Giovanni
Ialongo, che ha ricordato come l’obiettivo dell’eccellenza produttiva possa
essere conquistato solo attraverso la costante proiezione dell’azienda verso
l’innovazione e la ricerca, segnaliamo da ultimo le testimonianze degli imprenditori
Adriano Federici (Gruppo Marconi), Donatella Lo Giudice (Gruppomega) e Marco
Mantovani (Locman) che hanno raccontato le loro storie, riprese dal Rapporto
Eurispes, ed hanno sollecitato una radicale semplificazione delle procedure
burocratiche che ostacolano lo sviluppo delle imprese.(Goffredo Morgia-Inform)