INFORM - N. 134 - 7 luglio 2006


SOCIETA’

Fotografata dall’Eurispes l’Italia che funziona

In un contesto economico che riprende a tirare sono le produzioni di eccellenza che trainano la ripresa. Il manifesto-appello per il rilancio del nostro Paese

 

ROMA - E’ un Italia che tenta di reagire ad una difficile fase di stagnazione economica quella che emerge dal rapporto dell’Eurispes, realizzato con il contributo di Postel Spa, dal titolo "Nostra Eccellenza. Cento casi di successo come esempio di un’Italia che ce la può fare". L’indagine, di oltre mille pagine, si è sviluppata su 100 realtà imprenditoriali ed istituzionali di eccellenza, scelte per la loro efficienza, capacità di innovazione e qualità dei servizi. La ricerca fa risaltare come nei primi mesi del 2006 il sistema produttivo italiano presenti nei settori di alta qualità - prodotti chimici, metallurgici, meccanici e mezzi di trasporto - significativi segnali di ripresa. Un trend positivo che viene sottolineato, oltre che da un nuovo clima di fiducia degli imprenditori, anche dalla generale crescita degli ordinativi, del fatturato e dell’export. A fronte di una situazione economica in evoluzione ma ancora difficile, l’Italia si trova al 56° posto nella classifica della competitività stilata dal Word Competitiveness Yearbook. Dall’Eurispes vengono anche suggerite, al fine di recuperare il gap economico che ci separa dal resto d’Europa, alcune iniziative concrete, come ad esempio la riduzione dei costi della burocrazia, l’aumento degli aiuti statali per l’apparato produttivo, la promozione di investimenti per la ricerca ad elevata tecnologia e la qualificazione delle risorse umane e professionali.

Gli esiti del rapporto sono stati discussi a Roma, presso la Sala delle Colonne della Camera dei Deputati, nel corso di una tavola rotonda che il presidente dell’Eurispes Gian Maria Fara ha introdotto ricordando come la ricerca rappresenti "una metafora dell’Italia che funziona". Un viaggio, quello dell'Eurispes, fra le nostre aziende ed istituzioni di eccellenza, dislocate in buona parte nel meridione d’Italia, che potrebbero tirare la volata all’intero sistema produttivo italiano. "Queste cento lucciole - ha infatti affermato Fara che parla di segnali incoraggianti per l’economia del nostro Paese - potrebbero rimettere in moto la spirale virtuosa della ripresa". Un progressivo miglioramento che, secondo il presidente dell’Eurispes, non può essere attribuito all’attuale maggioranza di governo, ma nasce dall’impegno complessivo di un sistema Italia che vuole "guarire dalla malattia".

Daniele Capezzone, presidente della Commissione attività produttive, commercio e turismo della Camera dei Deputati (La Rosa nel Pugno), ha invece illustrato i contenuti del manifesto-appello "L’Italia ce la può fare", già sottoscritto da numerosi esponenti del mondo imprenditoriale ed universitario, nel quale si chiede la creazione di uno "statuto degli outsider", ovvero delle categorie della popolazione meno garantite, come i giovani, i pensionati, le donne, i disoccupati e gli immigrati. Dall’appello viene anche auspicata la liberalizzazione dell’economia italiana dai vincoli che bloccano la concorrenza, l’apertura di un dibattito sulle riforme strutturali più urgenti, la detassazione per cinque anni degli aumenti salariali ed una rivisitazione del Libro Bianco di Marco Biagi. Capezzone, dopo aver evidenziato la necessità di superare la retorica del "declino inevitabile", ha chiesto alle parti politiche uno sforzo comune che consenta di avviare un aperto confronto sui contenuti delle riforme. "Il nostro obiettivo - ha concluso sottolineando l’esigenza di semplificare la scesa in campo delle aziende - è quello di ridurre a 7 giorni il tempo necessario per l’apertura di un’impresa".

Un problema, quello della complessità burocratica, che è stato affrontato anche dal deputato dell’Ulivo Nicola Rossi, della Commissione bilancio, tesoro e programmazione della Camera, che ha evidenziato come in questo contesto sia opportuna una riduzione degli adempimenti della Pubblica Amministrazione che, in caso di inadempienza, andrebbe punita con apposite sanzioni. Rossi ha inoltre ricordato sia il ritardo della politica, al cospetto di una società italiana che è andata avanti, sia il costante impegno di quella parte dell’imprenditoria che, nonostante le difficoltà, ha lottato contro il declino e la stagnazione economica.

Il deputato di Alleanza Nazionale Adofo Urso, della Commissione attività produttive, commercio e turismo della Camera, ha invece messo in evidenza come negli ultimi anni i prodotti di qualità italiani, nonostante il calo complessivo del nostro export, non abbiano perduto terreno e siano rimasti stabili, attestandosi intorno al 4%, sui mercati internazionali. Urso ha inoltre fatto notare come il saldo negativo della nostra bilancia commerciale sia in rosso soprattutto a causa del pesante passivo energetico. Un problema, quello della mancanza di energia, che potrebbe essere superato solo attraverso un uso integrato del nucleare e delle fonti alternative. "La via italiana alla globalizzazione - ha aggiunto Urso - può essere solo quella dell’eccellenza e della qualità".

Maurizio Beretta, direttore generale della Confindustria, ha invece parlato della difficile situazione dell’imprenditore italiano che, a causa degli eccessivi carichi fiscali e delle difficoltà burocratiche, ha perso competitività e la stessa capacità di attrarre il capitale degli investitori stranieri. Un gap, fatto di infrastrutture materiali ed immateriali, che impedisce all’azienda di crescere. Le difficoltà delle imprese italiane sono state al centro anche dell’intervento del vice presidente della Confederazione italiana della piccola e media industria (Confapi) Flavio Casotti che ha sottolineato come la carta vincente delle nostre aziende sui mercati internazionali siano ancora la creatività e l’innovazione. Casotti ha inoltre proposto di premiare, con i vantaggi fiscali derivanti dal taglio del cuneo fiscale, solo le aziende che operano liberamente sul mercato senza tutele o monopoli esclusivi di tipo legislativo. Cristina Bandinelli, vice presidente della Confederazione nazionale dell’artigianato (Cna), ha chiesto di facilitare al massimo e di rendere più conveniente l’apertura di nuove imprese, soprattutto da parte dei giovani. Uno snellimento delle procedure burocratiche che, fra le altre cose, consentirebbe di liberare ulteriori risorse per la competitività dell’azienda.

Oltre all’intervento del presidente di Postel Spa Giovanni Ialongo, che ha ricordato come l’obiettivo dell’eccellenza produttiva possa essere conquistato solo attraverso la costante proiezione dell’azienda verso l’innovazione e la ricerca, segnaliamo da ultimo le testimonianze degli imprenditori Adriano Federici (Gruppo Marconi), Donatella Lo Giudice (Gruppomega) e Marco Mantovani (Locman) che hanno raccontato le loro storie, riprese dal Rapporto Eurispes, ed hanno sollecitato una radicale semplificazione delle procedure burocratiche che ostacolano lo sviluppo delle imprese.(Goffredo Morgia-Inform)


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