AMBIENTE
L'indagine
di Legambiente sulle metropoli dell'Unione Europea
Helsinki in vetta alla classifica delle
città sostenibili.
Bene Berlino , Goteborg, Dresda, Barcellona
e Copenaghen. Le metropoli più in affanno: Madrid, Parigi, Saragozza, Anversa
ROMA - C’è Helsinki da sola, lassù, la più sostenibile
tra le metropoli europee. Precede nettamente grandi città come Berlino e Barcellona
- che pure ottengono un giudizio positivo – e medie città come Goteborg, Dresda
o Copenaghen. Gli altri centri urbani europei invece arrancano, sono assediati
dallo smog o congestionati dal traffico, hanno poco verde o poca qualità urbana,
poca raccolta differenziata e tanta spazzatura, non conoscono le isole pedonali
o hanno pochissime piste ciclabili. Vienna a Stoccolma sono a un passo dalla
sufficienza piena, mentre Madrid e Parigi, Londra e Bruxelles sono davvero lontane
dalla sostenibilità. Le italiane, poi, escono davvero male dal confronto europeo.
Milano e Napoli malissimo.
A tracciare questo identikit ambientale delle città europee
con più di mezzo milione di abitanti è la ricerca “Ecosistema Urbano Europa”
realizzata da Legambiente e dall’Istituto di Ricerche Ambiente Italia, con il
contributo di Dexia Crediop. E’ la prima ricerca di benchmarking ambientale
fatta all’interno della Ue (anzi è la prima a livello mondiale, sottolinea Legambiente)
su un campione di città così elevato e su un ampio spettro di parametri, con
dati tutti originali. “Ecosistema Urbano Europa” è stato presentato a Roma,
nel corso di una conferenza stampa, da Roberto Della Seta (presidente nazionale
Legambiente), Mauro Cicchiné (presidente Dexia Crediop), Maria Berrini e Lorenzo
Bono (Ambiente Italia).
Sono state prese in esame 26 città della UE a 25, che
hanno collaborato con Legambiente e Ambiente Italia alla redazione del rapporto
fornendo le cifre relative ai diversi indicatori esaminati: l’inquinamento atmosferico
(con le concentrazioni di biossido di azoto, polveri sottili e ozono), la depurazione
delle acque reflue, i consumi idrici, le aree verdi e quelle pedonalizzate,
l’uso del trasporto pubblico e la densità delle linee urbane su ferro, la gestione
dei rifiuti e quella energetica (con un focus su impianti solari e teleriscaldamento)
e, infine, le politiche ambientali dell’amministrazione (dagli acquisti verdi
alla progettualità sostenibile). I centri considerati – 9 del nord,
8 dell’Europa centrale, 7 del sud e 2 dell’est – appartengono a 13 diverse nazioni.
Il giudizio migliore lo strappa dunque Helsinki, forte
di ottime prestazioni in tutti i parametri analizzati. Se la capitale finlandese è la città più sostenibile,
sono buoni anche i giudizi su Berlino, Goteborg e Dresda. Berlino raggiunge
ad esempio un record nella quantità di Kw di energia solare installati su edifici
pubblici (21.200). Si piazzano bene anche Barcellona e Copenaghen. Al limite
della sufficienza sono Vienna e Stoccolma, una delle città più verdi d’Europa
ma anche una delle città con la maggiore produzione di rifiuti. Le metropoli
più in affanno: Madrid, Parigi, Saragozza, Anversa.
Le tre italiane inserite da Legambiente nello studio
compaiono tutte nel gruppo delle otto peggiori (Roma è quintultima). Milano
e Napoli sono addirittura penultima e ultima. Il capoluogo partenopeo offre
isole pedonali virtuali, zero piste ciclabili, un trasporto pubblico scadente,
una abbondante produzione di rifiuti aggravata dall’assenza di una seria raccolta
differenziata (solo il 5%). Mentre Milano eccelle per lo smog: ha i valori più
alti in Europa per le polveri sottili, è seconda solo a Parigi per i livelli
di ozono. Anche Roma esce male dal confronto con le colleghe europee (vedi soprattutto
le voci smog e rifiuti), ma almeno tiene botta nei parametri del trasporto pubblico
e in quello dell’energia solare.
Tornando a uno sguardo d’insieme sull’Unione Europea
è la penisola scandinava che strappa il maggior numero di primati di settore.
Mentre addirittura nella metà dei parametri quantitativi di Ecosistema Urbano
Europa sono Milano e Napoli a offrire le performance peggiori: è il caso dell’inquinamento,
dei consumi idrici, del verde urbano, delle aree pedonali e delle piste ciclabili,
dei rifiuti e della raccolta differenziata. Relativamente alla gestione della
spazzatura va anzi messo in evidenza un dato paradossale: Napoli è la città
europea che produce più pattume e insieme la città europea che fa meno raccolta
differenziata. E le continue emergenze rifiuti nella metropoli partenopea sono
lì a ricordarci quanto la gestione di questo settore sia in ritardo.
In generale l’Italia esce dalla ricerca con le ossa rotte.
Napoli è ultima, Milano penultima, Roma quintultima. Non sono solo le posizioni
in classifica a evidenziare il ritardo del Belpaese. Spessissimo, nei parametri
esaminati, Roma, Milano e Napoli inoltre hanno prestazioni di gran lunga peggiori
non solo rispetto alle prime della classe, ma anche rispetto alla media europea.
E’ il caso dello smog, dei rifiuti, del verde urbano e della depurazione. Napoli
ad esempio è la peggiore di tutte nel parametro del verde urbano: 2 striminziti
mq di parchi e giardini per abitante contro i 181 mq di Goteborg. I milanesi
hanno a disposizione spazi pedonalizzati 80 volte più piccoli di quelli di Goteborg.
Napoli non ha piste ciclabili, mentre nella gelida Helsinki ci sono