FORMAZIONE
Primo Master universitario in “Sviluppo
globale e giustizia sociale” per studenti di Paesi in via di sviluppo
È stato presentato dal direttore Caritas
romana Guerino Di Tora
ROMA - “Gli investimenti
in capitale umano – intendendo con questo istruzione, salute e tutto quanto
comporta uno sforzo verso l’affermazione della dignità dell’uomo – sono le basi
su cui fondare il processo di sviluppo per quei paesi che vivono nel disagio
estremo e nella povertà”. Così mons. Guerino Di Tora, direttore della Caritas
diocesana di Roma, ha presentato il Master universitario “Sviluppo globale e
giustizia sociale”, nella conferenza che si è tenuta martedì 4 luglio presso
la sede della Camera di Commercio di Roma.
Alla conferenza di presentazione sono intervenuti Mons.
Giampaolo Crepaldi, segretario del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, Maria
Pia Garavaglia, vice sindaco del Comune di Roma, Cristina De Luca, sottosegretario
al Ministero della Solidarietà Sociale, Silvia Costa, assessore alla Scuola
ed alla Formazione della Regione Lazio, Giuseppe Deodato, Ministero degli Esteri
– Direzione Cooperazione allo sviluppo, Stefano Zamagni, economista e numerosi
rappresentanti delle istituzioni e del mondo della solidarietà
Il Master “Global
development and social justice”, il primo in Italia indirizzato a studenti di
paesi in via di sviluppo, è organizzato dalla Caritas diocesana di Roma in collaborazione
con
Per il biennio 2006 - 2008 venti studenti provenienti
da Filippine, Haiti, India, Bosnia Erzagovina, Indonesia, Ruanda e Thailandia,
approfondiranno le tematiche inerenti allo sviluppo sociale, la giustizia e
la pace grazie alle borse di studio assegnate dagli organizzatori e dagli sponsor
del Master.
La presentazione ufficiale del Master ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti
delle istituzioni e del mondo della cooperazione internazionale.
Mons. Giampaolo Crepaldi, segretario del Pontificio Consiglio
Giustizia e Pace, ha sottolineato “l’originalità e la preveggenza dell’iniziativa,
che si pone nel solco delle indicazioni della dottrina sociale della Chiesa,
ed in particolare della Sollecitudo rei socialis di Giovanni Paolo II. Un’idea
di sviluppo come emancipazione delle popolazioni, che ha
Giuseppe Deodato, direttore generale della Cooperazione
del Ministero degli Esteri, ha evidenziato che “il processo di sviluppo deve
essere graduale, condiviso ed indirizzato soprattutto ai giovani. Negli anni
passati è stato orientato troppo sugli aspetti economici – PIL, reddito – trascurando
le reali esigenze dei popoli e causando enormi danni sociali”.
Cristina De Luca, sottosegretario al Ministero della
Solidarietà Sociale, ha definito l’iniziativa “come segno che anticipa i tempi:
una grande occasione per affermare la solidarietà come prassi per lo sviluppo
che unisce obiettivi, esigenze e strumenti”; mentre l’economista dell’Università
di Bologna Stefano Zamagni ha improntato il suo intervento soffermandosi sul
nesso causale tra educazione, democrazia e sviluppo economico: “per uno sviluppo
economico e sociale sostenibile è necessario che vi sia un sistema democratico,
l’educazione rappresenta l’elemento fondamentale per incentivare la prassi democratica”.
(Inform)