INFORM - N. 131 - 4 luglio 2006


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Da “L’Eco d’Italia”, Buenos Aires

Andiamo così male?

 

BUENOS AIRES - Con attenzione e con interesse si è letto il commento fatto da Mario Basti (su Tribuna Italiana, v. Inform n.129 del 30 giugno, ndr) in merito alla situazione economica italiana. In particolare la parte finale, nella quale egli si pone la domanda su  " quale sarà la situazione se la consegna di riduzione del 10 %  viene applicata anche all'Istituto Italiano di Cultura e perché no? Al Consolato generale di Buenos Aires? ".  Anche se si potrebbe interpretare, leggendo l'articolo, che i problemi sorgerebbero solo per l'Istituto Italiano di Cultura e per il Consolato italiano, è chiaro che non solo in questi termini ci si può allarmare nel caso di una difficile situazione economica.

Ci sarebbero altre domande da porsi; ad esempio, il perché si è giunti a tale situazione; cosa ha fatto (o cosa non ha fatto) il precedente governo per il Paese al punto da giungere a tale situazione.

E soprattutto capire e rendersi conto di come evolverà la situazione e cosa ci si potrà aspettare nei prossimi mesi.

Ponendo in relazione varie interviste, commenti, ed anche ripensando a passate esperienze quando in Italia si ebbe la necessità di porre un freno ad eccessive spese ricorrendo nel contempo a maggiori entrate, già il quadro della situazione appare più chiaro.

Non certo per renderci felici e neppure per gratificarci di un simile esame, ma per comprendere effettivamente come stanno le cose.

Un piccolo accenno storico a una precedente situazione analoga all'attuale, la si ricorda negli anni 90 / 91 quando l'allora governo Amato fu costretto a varare una forte manovra economica, allora per 40.000 miliardi di lire che venne anche ripetuta per i due anni successivi, pur se di ridotte dimensioni. Il problema da risolvere era, in qualche modo simile all'attuale: trovare risorse per far fronte alle spese sempre più incalzanti che lo Stato doveva affrontare.

Oggi, diversamente da allora,  la situazione appare più complicata per il fatto che l'Italia fa parte della Comunità Europea e non più solo del Mercato Comune Europeo; questo fa sì che ci si debba confrontare con gli altri Paesi europei rendendo conto del Bilancio e soprattutto dell'incidenza e della distribuzione delle entrate e delle uscite.

Sarebbe facile dare la colpa dell'attuale situazione al governo Berlusconi, e certamente tale governo di colpe ne ha molte, già a partire da quando l'allora Ministro per l'Economia e il Tesoro, Giulio Tremonti, il giorno prima di dare le proprie dimissioni dichiarò che i conti pubblici erano in ordine; ma attribuire colpe non serve a risolvere il problema.

Cosa ci si può aspettare, invece?  Si parla di una "manovrina" per attuare poi una ben più incisiva manovra; ed è quello che presumibilmente si farà, anche per non gravare di colpo sulle già ristrette disponibilità finanziarie degli italiani.

Sarebbe il caso di aprire un bel dialogo, una conferenza sugli aspetti riguardanti la situazione politico-economico-amministrativa dell'Italia e dei relativi problemi congiunturali; sarebbe molto utile per comprendere motivi e conseguenze e per trarre anche alcune conclusioni.

Pur senza predire il futuro, però, ci si può già formare un quadro:  Mario Basti si preoccupa di cosa accadrebbe all'Istituto Italiano di Cultura ed al Consolato, ma cosa accadrebbe agli italiani residenti all'estero ed alle loro associazioni, alle istituzioni, a tutti i cittadini residenti all'estero?  Non è forse questo il problema più importante se "andiamo davvero così male?"

Ci stiamo aspettando una risposta da parte dei nostri rappresentanti eletti in Parlamento per conoscere cosa si sta facendo e cosa si intende fare o proporre per gli italiani all'estero.

La cultura, la scuola, l'insegnamento della lingua italiana è uno degli aspetti della situazione ma la previsione generale, questa si, non appare rosea perché una riduzione dei possibili finanziamenti ai vari Ministeri comporta una minore disponibilità verso possibili o precedentemente previsti contributi.

Ma contributi a favore di chi? Solo di alcuni Istituti o Istituzioni?

Gli anziani che versano in ristrette condizioni finanziarie per vivere o sopravvivere quotidianamente i quali risolverebbero moltissimi dei loro problemi se solo ottenessero un "assegno sociale" di soli 250 euro mensili, e le Associazioni che soffrono per mancanza di fondi necessari alla sola ristrutturazione degli edifici nei quali operano, cosa possono aspettarsi?

E le opere alle quali si dedicano tali associazioni, le silenziose attività di concreto aiuto agli italiani residenti all'estero, la diffusione della lingua e della cultura che capaci docenti offrono a fronte di un modestissimo contributo spese?  I patronati, la stampa, le radio locali?

È una serie di domande che rivolgiamo ai nostri rappresentanti politici recentemente eletti ed alle locali Pubbliche Amministrazioni, dai quali e dalle quali ci aspettiamo una risposta per meglio conoscere la situazione attuale e poterci rendere conto di quale potrà essere la condizione futura. Quando si vedranno attuate concrete azioni a favore dei cittadini e delle associazioni italiane residenti all'estero, allora si, ci troveremo uniti e solidali con Mario Basti per applaudire le iniziative dedicate anche ad altri settori più specifici. Un augurio (ed un sollecito) ai nostri politici ! (L’Eco d’Italia, Cario Editore/Inform)


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