STAMPA
ITALIANA ALL’ESTERO
Da
“L’Eco d’Italia”, Buenos Aires
Andiamo così male?
BUENOS AIRES - Con attenzione e con interesse si è letto
il commento fatto da Mario Basti (su Tribuna Italiana, v. Inform n.129 del 30
giugno, ndr) in merito alla situazione
economica italiana. In particolare la parte finale, nella quale egli si pone
la domanda su " quale sarà la situazione
se la consegna di riduzione del 10 % viene applicata anche all'Istituto Italiano
di Cultura e perché no? Al Consolato generale di Buenos Aires? ". Anche se si potrebbe interpretare, leggendo l'articolo,
che i problemi sorgerebbero solo per l'Istituto Italiano di Cultura e per il
Consolato italiano, è chiaro che non solo in questi termini ci si può allarmare
nel caso di una difficile situazione economica.
Ci sarebbero altre domande da porsi; ad esempio, il perché
si è giunti a tale situazione; cosa ha fatto (o cosa non ha fatto) il precedente
governo per il Paese al punto da giungere a tale situazione.
E soprattutto capire e rendersi conto di come evolverà
la situazione e cosa ci si potrà aspettare nei prossimi mesi.
Ponendo in relazione varie interviste, commenti, ed anche
ripensando a passate esperienze quando in Italia si ebbe la necessità di porre
un freno ad eccessive spese ricorrendo nel contempo a maggiori entrate, già
il quadro della situazione appare più chiaro.
Non certo per renderci felici e neppure per gratificarci
di un simile esame, ma per comprendere effettivamente come stanno le cose.
Un piccolo accenno storico a una precedente situazione
analoga all'attuale, la si ricorda negli anni 90 / 91 quando l'allora governo
Amato fu costretto a varare una forte manovra economica, allora per 40.000 miliardi
di lire che venne anche ripetuta per i due anni successivi, pur se di ridotte
dimensioni. Il problema da risolvere era, in qualche modo simile all'attuale:
trovare risorse per far fronte alle spese sempre più incalzanti che lo Stato
doveva affrontare.
Oggi, diversamente da allora, la situazione appare più complicata per il fatto
che l'Italia fa parte della Comunità Europea e non più solo del Mercato Comune
Europeo; questo fa sì che ci si debba confrontare con gli altri Paesi europei
rendendo conto del Bilancio e soprattutto dell'incidenza e della distribuzione
delle entrate e delle uscite.
Sarebbe facile dare la colpa dell'attuale situazione
al governo Berlusconi, e certamente tale governo di colpe ne ha molte, già a
partire da quando l'allora Ministro per l'Economia e il Tesoro, Giulio Tremonti,
il giorno prima di dare le proprie dimissioni dichiarò che i conti pubblici
erano in ordine; ma attribuire colpe non serve a risolvere il problema.
Cosa ci si può aspettare, invece? Si parla di una "manovrina" per attuare
poi una ben più incisiva manovra; ed è quello che presumibilmente si farà, anche
per non gravare di colpo sulle già ristrette disponibilità finanziarie degli
italiani.
Sarebbe il caso di aprire un bel dialogo, una conferenza
sugli aspetti riguardanti la situazione politico-economico-amministrativa dell'Italia
e dei relativi problemi congiunturali; sarebbe molto utile per comprendere motivi
e conseguenze e per trarre anche alcune conclusioni.
Pur senza predire il futuro, però, ci si può già formare
un quadro: Mario Basti si preoccupa di
cosa accadrebbe all'Istituto Italiano di Cultura ed al Consolato, ma cosa accadrebbe
agli italiani residenti all'estero ed alle loro associazioni, alle istituzioni,
a tutti i cittadini residenti all'estero? Non è forse questo il problema più importante
se "andiamo davvero così male?"
Ci stiamo aspettando una risposta da parte dei nostri
rappresentanti eletti in Parlamento per conoscere cosa si sta facendo e cosa
si intende fare o proporre per gli italiani all'estero.
La cultura, la scuola, l'insegnamento della lingua italiana
è uno degli aspetti della situazione ma la previsione generale, questa si, non
appare rosea perché una riduzione dei possibili finanziamenti ai vari Ministeri
comporta una minore disponibilità verso possibili o precedentemente previsti
contributi.
Ma contributi a favore di chi? Solo di alcuni Istituti
o Istituzioni?
Gli anziani che versano in ristrette condizioni finanziarie
per vivere o sopravvivere quotidianamente i quali risolverebbero moltissimi
dei loro problemi se solo ottenessero un "assegno sociale" di soli
250 euro mensili, e le Associazioni che soffrono per mancanza di fondi necessari
alla sola ristrutturazione degli edifici nei quali operano, cosa possono aspettarsi?
E le opere alle quali si dedicano tali associazioni,
le silenziose attività di concreto aiuto agli italiani residenti all'estero,
la diffusione della lingua e della cultura che capaci docenti offrono a fronte
di un modestissimo contributo spese? I
patronati, la stampa, le radio locali?
È una serie di domande che rivolgiamo ai nostri rappresentanti
politici recentemente eletti ed alle locali Pubbliche Amministrazioni, dai quali
e dalle quali ci aspettiamo una risposta per meglio conoscere la situazione
attuale e poterci rendere conto di quale potrà essere la condizione futura.
Quando si vedranno attuate concrete azioni a favore dei cittadini e delle associazioni
italiane residenti all'estero, allora si, ci troveremo uniti e solidali con
Mario Basti per applaudire le iniziative dedicate anche ad altri settori più
specifici. Un augurio (ed un sollecito) ai nostri politici ! (L’Eco d’Italia,
Cario Editore/Inform)