RASSEGNA
STAMPA
Da
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La contesa infinita dell'orso Bruno un’
altra sfida tra Italia e Germania
La vicenda è divenuta
motivo di scontro con accuse incrociate. Fioriscono le associazioni in favore
e poi rap, magliette e videogiochi.
SCHLIERSEE (Monaco di Baviera) - Dove è stato ammazzato
Bruno? Domanda scabrosa, quassù al romantico e (non) sperduto laghetto di Spitzing,
tre alberghi, due chalet con pontile, sei parcheggi tra le idilliache Alpi bavaresi
che tanto illanguidivano il Fuerher; domanda impertinente, soprattutto alla
vigilia dell'epocale Germania-Italia, semifinale Mondiale carica di corsi e
ricorsi della memoria calcistica. "L'hanno ucciso là", risponde a
bassa voce, guardandosi attorno con fare circospetto, la recepsionist dell'hotel
Arabella Sheraton (che fatica spillarle l'informazione: come se le avessero
vietato di parlarne). Punta il dito verso la montagna più a sud. Il Rotward.
Avvolto da un fittissimo, impenetrabile mantello di pini e conifere. Bosco verde
d'un verde scuro, intenso. Arcadia. Ode alla Natura. Icona ambientalista.
Palle. L'unico orso mai visto in Baviera negli ultimi
136 anni l'hanno fatto secco, alla faccia dell'amore dichiarato - sui cartelli
- per la preservazione dell'ambiente, animali compresi. La vicenda è stranota:
Bruno, la vittima, era un bell'orso bruno italiano di due anni. La sua colpa?
Essere scappato dal Parco del Brenta e aver sconfinato in Tirolo e poi, il 4
maggio, nella letale Baviera. Faceva razzìa di polli.
Gli agricoltori bavaresi volevano la sua pelle: "Ladro
italiano!". L'hanno avuta all'alba del 26 giugno. L'ora del decesso: 4
e 50. Delle spoglie non si sa più nulla. L'Italia le rivuole indietro.
La pretesa italiana è vista come azione di disturbo prima
del match. La solita (discutibile) Bild ha dedicato una pagina a Pecoraro Scanio:
"Italiener ganz scharf auf toten Bruno", gli italiani vogliono assolutamente
il corpo di Bruno. La foto del nostro ministro ghignante domina su quella dell'orso.
Altri quotidiani hanno dato, chi più, chi meno rilievo alla notizia. Bruno è
divenuto popolarissimo in Germania: alla radio ogni tanto si ascoltano annunci
che lo ricordano e lo rimpiangono.
Idem sui giornali. Vanno a ruba i giocattoli degli orsi
meccanici. I bambini sventolano bandierine col nome e in nome di Bruno.
Ma l'Italia che ha difeso (inutilmente) Bruno non è la
terra della giustizia e delle buone imprese, osserva maliziosamente la pur reputata
Die Zeit, quotidiano considerato tra i più seri e imparziali. Ieri c'era tutta
la terza fittissima pagina dedicata a un impietoso reportage che descrive l'Italia
degli ultimi scandali: da Moggiopoli a Vittorio Emanuele di Savoia, dalle puttane
del quasi re al calcio marcio e truccato, dalle veline alla questione morale,
passando per Berlusconi, Fini,
Insomma, siamo di nuovo all'eterno dissidio Roma e Berlino,
alla diffidenze di sempre. Con il rovesciamento dei ruoli. Stavolta, il popolo
"unto, parassita e mammone" - così ci hanno appena descritto - accusa
la civile Germania di aver assassinato a freddo una creatura protetta da leggi
e convenzioni (peraltro sottoscritte dalla Germania stessa). Tedeschi orsicidi.
È realtà.
Risultato: stasera, a Dortmund, i tifosi-animalisti di
entrambi gli schieramenti indosseranno t-shirt con su scritto: "Wir alle
sind Bruno", siamo tutti Bruno. Trecento attivisti del Deutscher Tierschutz
Bund, l'associazione nazionale tedesca per la protezione degli animali, le hanno
esibite sabato, a Berlino, riscuotendo successo ed approvazione. Alcuni tifosi
italiani oltranzisti hanno scelto invece un altro slogan assai più combattivo:
"Vendichiamo l'orso Bruno". Come?
Sparando alle anatre del tranquillo laghetto di Spitzing?
Forza Italia, per bocca di Valerio Carrara, responsabile del dipartimento Caccia,
uno che istituzionalmente cerca consensi e voti tra l'esercito delle doppiette,
vorrebbe dare a ciascuno dei 22 bambini che accompagnano in campo i giocatori
un bell'orsacchiotto di peluche. Simpatica iniziativa. Irrealizzabile, però:
perché violerebbe il monopolio degli sponsor che gestiscono il lucroso merchandising
del mondiale.
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