INFORM - N. 131 - 4 luglio 2006


CULTURA

Trieste ricorda Alida Valli

Retrospettiva cinematografica, mostra e convegno sulla grande attrice istriana

 

TRIESTE  - Una grande attrice ma anche una donna schiva, che si presentava con nella cartella il suo curriculum e che, in una delle sue ultime, poche, interviste, disse “io non voglio morire”.

Così ricorda Alida Valli la scrittrice Anna Maria Mori -  istriana come lo era la grande attrice - che sta portando avanti un importante progetto dedicato al cinema dello scorso secolo: Ma l'amore no...”looking for Alida Valli”, risposta morale, ha detto Mori, al desiderio espresso dalla Valli.

La rassegna, che oltre alla retrospettiva cinematografica comprenderà un convegno ed una mostra sull'attrice di Pola, è stata presentata nei giorni scorsi dall'assessore alla Cultura Roberto Antonaz, che sostiene quest'iniziativa dedicata “ad una donna straordinaria, oltre che un'attrice internazionale, che ha sempre mantenuto un rapporto molto forte con Trieste e questa regione”. Per questo “il Friuli Venezia Giulia tiene in maniera particolare a celebrarla - ha detto l'assessore - nell'anniversario della sua scomparsa”.

Se infatti nel prossimo autunno saranno presentati i film dell'attrice sottoposti a restauro (Addio Kira e Noi Vivi) sarà nell'aprile della prossima primavera che partiranno tanto la retrospettiva cinematografica quanto la mostra e il convegno che saranno in seguito riproposti a Firenze (ma anche Roma, dove la Valli visse gli ultimi anni, sembra interessata ad accogliere le manifestazioni in suo onore).

“Una rassegna nel nome di Alida Valli ha un forte significato culturale e politico” ha detto Mori, che con Annamaria Percavassi di Alpe Adria Cinema e Paola Pauli di Laboratorio Immagine Donna, entrambi partner attivi del progetto, ha affiancato l'assessore nell'illustrazione del programma.

“La sua vita di attrice è un giornale vivo del novecento italiano, perché nessuno come lei ha saputo raccontare i modelli femminili di quel periodo” ha detto Mori (autrice tra l’altro di “Nata in Istria”, v. Inform n. 63 del 27 marzo 2006 http://www.mclink.it/com/inform/art/06n06330.htm , ndr) 

 sottolineando il lavoro di questa donna di frontiera alla ricerca sino all'ultimo, anche attraverso la sperimentazione professionale, di una nuova identità femminile e sociale.  (l.v.z./Inform)


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