CULTURA
Trieste ricorda Alida Valli
Retrospettiva cinematografica, mostra e
convegno sulla grande attrice istriana
TRIESTE - Una
grande attrice ma anche una donna schiva, che si presentava con nella cartella
il suo curriculum e che, in una delle sue ultime, poche, interviste, disse “io
non voglio morire”.
Così ricorda Alida Valli la scrittrice Anna Maria Mori
- istriana come lo era la grande attrice
- che sta portando avanti un importante progetto dedicato al cinema dello scorso
secolo: Ma l'amore no...”looking for Alida Valli”, risposta morale, ha detto
Mori, al desiderio espresso dalla Valli.
La rassegna, che oltre alla retrospettiva cinematografica
comprenderà un convegno ed una mostra sull'attrice di Pola, è stata presentata
nei giorni scorsi dall'assessore alla Cultura Roberto Antonaz, che sostiene
quest'iniziativa dedicata “ad una donna straordinaria, oltre che un'attrice
internazionale, che ha sempre mantenuto un rapporto molto forte con Trieste
e questa regione”. Per questo “il Friuli Venezia Giulia tiene in maniera particolare
a celebrarla - ha detto l'assessore - nell'anniversario della sua scomparsa”.
Se infatti nel prossimo autunno saranno presentati i
film dell'attrice sottoposti a restauro (Addio Kira e Noi Vivi) sarà nell'aprile
della prossima primavera che partiranno tanto la retrospettiva cinematografica
quanto la mostra e il convegno che saranno in seguito riproposti a Firenze (ma
anche Roma, dove
“Una rassegna nel nome di Alida Valli ha un forte significato
culturale e politico” ha detto Mori, che con Annamaria Percavassi di Alpe Adria
Cinema e Paola Pauli di Laboratorio Immagine Donna, entrambi partner attivi
del progetto, ha affiancato l'assessore nell'illustrazione del programma.
“La sua vita di attrice è un giornale vivo del novecento
italiano, perché nessuno come lei ha saputo raccontare i modelli femminili di
quel periodo” ha detto Mori (autrice tra l’altro di “Nata in Istria”, v. Inform
n. 63 del 27 marzo 2006 http://www.mclink.it/com/inform/art/06n06330.htm
, ndr)
sottolineando
il lavoro di questa donna di frontiera alla ricerca sino all'ultimo, anche attraverso
la sperimentazione professionale, di una nuova identità femminile e sociale.
(l.v.z./Inform)