INFORM - N. 128 - 28 giugno 2006


POLEMICHE

La protesta del Comites di Friburgo per le offese della rivista Der Spiegel ai calciatori italiani

 

FRIBURGO - "In nome del Comitato che ho l’onore di presiedere, e mio personale, sento il dovere di protestare energicamente contro le affermazioni, apparse sull’ultimo numero della rivista tedesca 'Der Spiegel', non nuova ad esternazioni simili, che vanno oltre alle considerazioni d’ordine calcistico ed investono un presunto e molto generico modo d’essere e di comportarsi degli italiani". Con queste parole il Presidente del Comites di Friburgo Giuseppe Maggio ha respinto con decisione la rappresentazione "mammona" e "opportunistica" dei calciatori italiani data dall'editorialista del "Der Spiegel" Achim Achilles. "Agli amici tedeschi - prosegue la nota di Giuseppe Maggio diffusa da Vito D'Adamo - che certo non hanno bisogno degli stereotipi suggeriti dal sunnominato settimanale per giudicare l’opera dei lavoratori italiani in Germania, facciamo credito della loro piena estraneità alle inopportune illazioni dello Spiegel. I nostri connazionali rivendicano orgogliosamente l’onore di aver attivamente partecipato alla ricostruzione della Repubblica Federale Tedesca, alla creazione di uno spirito di piena collaborazione tra le due Nazioni e alla realizzazione della società italiana in ambito europeo e mondiale.

"Invitiamo pertanto - prosegue Giuseppe Maggio - i membri del Comitato e del Cgie-Germania, i colleghi dell’Intercomites, i parlamentari della circoscrizione Estero, le forze politiche e sociali, i mass-media e tutte le realtà, ivi costituite, a partecipare attivamente alle iniziative di condanna delle gratuite asserzioni dello Spiegel.

"Chiediamo inoltre all’amministrazione italiana in Germania e all’Ambasciata d’Italia a Berlino una presa di posizione, presso le opportune sedi, decisa ed ufficiale. Stiamo infatti parlando - conclude il Presidente del Comites di Friburgo ricostruendo la strategia narrativa dell'articolo - di uno scritto che parte da considerazioni lecite sulle prestazioni poco felici, ma molto fortunate, della Nazionale di calcio italiana, riflessioni su cui non abbiamo niente da eccepire, per poi allargarsi subdolamente a presunte caratteristiche razziali italiane, suggerendo a malaccorti lettori temi ed argomenti non condivisibili".(Inform)


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