REFERENDUM RIFORMA COSTITUZIONALE
La devolution non passa
Per Forza Italia “gravissime
irregolarità” nel voto degli italiani all’estero
ROMA –“Approvate il testo della Legge Costituzionale
concernente ‘Modifiche alla Parte II della Costituzione’ approvato dal Parlamento
e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 269 del 18 novembre 2005?”. E’ il quesito
stampato sulla scheda consegnata agli elettori il 25 e 26 giugno (i connazionali
all’estero hanno votato per corrispondenza entro il 22 giugno).
E la maggioranza degli italiani non ha approvato. Niente
devolution. Gli italiani hanno scelto di conservare il testo della Costituzione
così come è nata 60 anni fa, senza la riforma dei 50 articoli della seconda
parte, voluta dalla Casa delle Libertà e appprovata nel
2005 con i suoi soli voti.
I “no” sono stati il 61,5%. I “si” 38,5%. Due sole le
regioni in cui il “sì” è prevalso: Lombardia e Veneto.
In particolare i “no” sono il 52,6% nell'Italia settentrionale
(contro il 47,4% dei “sì”), percentuale che al Centro sale al 67,7% (32,3% i
“sì”) e al Meridione al 74,7% (25,3% i “sì”). Nell'Italia insulare i “no” sono
il 70,6%, i “sì” il 29,4%.
I risultati provvisori dell’estero sembrano ricalcare
quelli del territorio nazionale. In 56.995 sezioni su 61.862 i “no” si sono
attestati infatti al 61,7% a fronte del 38,3% dei “sì”.
Significativa l’affluenza alle urne: il 53,6% . “E’ importante
che abbia votato la maggioranza degli elettori”, ha detto il Ministro dell’Interno
Giuliano Amato. “Mi ha colpito - ha aggiunto - dopo 10 anni, il ritorno al superamento
del quorum, che non c’è, ma politicamente lo si percepisce sempre”.
Al Nord la percentuale più alta dei votanti, il 60,4%.
Nell'Italia centrale è andato alle urne il 57% degli elettori, al Meridione
ha votato il 42,6% degli elettori, il 44,3% nelle isole. E' l'Emilia Romagna
la regione in cui si registra l'affluenza più alta, con il 64,3%, seguita dal
Veneto, con il 62,2%.
Quello del 25 e 26 giugno è stato il secondo referendum
confermativo della nostra storia costituzionale. L’unico precedente è datato
7 ottobre 2001 ed in quell’occasione 10.438.419 cittadini espressero, votando
“sì”, il loro consenso al mantenimento della legge di riforma del Titolo V della
Costituzione.
Commenti soddisfatti dal fronte del “no”. Quella del
“no” è una grande vittoria, ma ora bisogna dire “basta
agli odi e alle polemiche”. Così il senatore a vita Oscar Luigi Scalfaro, presidente
del Comitato per il No. L’ex presidente della Repubblica ha tenuto a sottolineare
che si è trattato di una vittoria di tutto il popolo italiano che ha così inteso,
con una straordinaria partecipazione, “difendere i valori della Carta Costituzionale
in vigore nata con il sangue e con la lotta”.
“Come maggioranza di governo, è ora nostro dovere aprire
il dialogo con tutte le forze politiche - afferma Prodi - per discutere insieme
gli aggiornamenti da apportare alla Costituzione”. A questo scopo, “ho chiesto
al ministro per i Rapporti con il Parlamento di avviare i contatti”. Perché
le riforme si devono fare con l'accordo più ampio possibile, e non a colpi di
maggioranza.
Per il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli
Esteri Massimo D’Alema “è finito il tentativo
di usare prima le elezioni amministrative, poi il referendum come un
modo strumentale per dare una spallata agli equilibri di governo”. “Ora – ha
commentato - si chiude una lunga fase politica di conflitti e contribuisce a
rafforzare la stabilità”. Per d’Alema “tolto di mezzo questo testo così discutibile
e pericoloso, si può aprire un confronto serio sul futuro istituzionale del
paese che comprenda sia il riassetto del federalismo che la legge elettorale”.
“Il voto dei cittadini – ha affermato il Ministro della
Difesa Arturo Parisi - ci rende più fiduciosi perché rafforza il governo e la
maggioranza”. E anche Parisi ha ribadito che l’Unione ha l’intenzione di mantenere
“l’invito al dialogo con la Cdl sulle riforme”.
Il fronte del “sì” non la prende bene. E
Intanto il leader del Carroccio Umberto Bossi che aveva
minacciato scherzosamente “andremo in Svizzera in caso di vittoria dei no”,
ora ha assicurato che “si va avanti comunque” . “Certo fa un po’ tristezza -
ha aggiunto Bossi - vedere questo Nord... anche se a maggioranza ha votato ‘sì’
la parte avanzata del Paese, mentre ha votato ‘no’ la parte che crede nell’assistenzialismo”.
“Ma si va avanti comunque Anche scozzesi, gallesi e catalani hanno tentato più
volte. Tenteremo ancora, forse la gente ha bisogno di maturare”.
Il coordinatore nazionale di Forza Italia Sandro Bondi
ha invece tirato in ballo presunte irregolarità nel voto degli italiani all’estero.
Ancora prima che in Italia oggi chiudessero i seggi Bondi ha detto che sono
state “già riscontrate le prime gravissime irregolarità nelle operazioni preliminari
allo spoglio in corso nel seggio speciale di Castelnuovo di Porto riservato
ai voti degli italiani residenti all’estero”.
“Dai nostri rappresentanti di lista – ha detto Bondi
- apprendiamo, fra l’altro, che alcune buste sarebbero arrivate aperte e non
sigillate; che alcune schede sarebbero già state aperte e di fatto ‘prescrutinate’
prima del termine di inizio delle operazioni di spoglio; che alcune schede sarebbero
state aperte e richiuse con nastro adesivo; che in alcune sezioni le schede
nulle sarebbero già state selezionate e separate da quelle valide; che alcune
schede sarebbero già state firmate e timbrate presso le sezioni prima dell’inizio
delle operazioni di spoglio; che vi sarebbero urne aperte e non sigillate”.
“Tutto questo – ha aggiunto Bondi - avviene in un clima di totale confusione,
con episodi di esplicita ostilità nei confronti dei rappresentanti della Cdl
e, in aggiunta a ciò, a porte chiuse, di fatto impedendo ai rappresentanti di
lista che coprono più di una sezione di adempiere alla propria funzione”. “Chiediamo
al Ministro dell’Interno – ha concluso l’esponente di Fi - di intervenire per
appurare quanto è stato segnalato, per denunciare i comportamenti contra-legem,
e per ripristinare una situazione di perfetta regolarità prima che inizino le
operazioni di spoglio, sempre che, come appare, esse non siano già state irregolarmente
pre avviate”.(S.P.-Inform)