STAMPA
ITALIANA ALL’ESTERO
L’Eco d’Italia intervista il Primo Consigliere
Commerciale dell’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires
Carmine Robustelli: “Convincere gli italiani che l’Argentina é un paese competitivo
per attrarre investimenti”
BUENOS AIRES – “Dobbiamo facilitare i contatti, riprendere
la fiducia, migliorare le relazioni bilaterali anche di fronte alle perplessità
e agli effetti psicologici negativi che la crisi argentina ha causato a livello
internazionale, non soltanto in Italia. Perché l’Argentina é un paese vicino
all’Italia, per la consonanza culturale e per la storia comune che i nostri
emigrati hanno aiutato a costruire”, ha detto Carmine Robustelli, Primo
Consigliere Commerciale dell’Ambasciata d’Italia in Argentina, durante un intervista
de L’eco d’Italia.
Carmine Robustelli è nato a Scafati in Provincia di Salerno,
43 anni fa e si é laureato in Scienze Politiche all’Istituto Universitario Orientale
di Napoli. Entrato nel servizio diplomatico nel febbraio
Consigliere
Robustelli, ormai da alcuni anni si parla molto del Sistema Italia, ci può spiegare
bene di cosa si tratta?
L’obiettivo è favorire l’internazionalizzazione delle
imprese italiane, soprattutto di quelle medie e piccole, che, per la loro stessa
dimensione, trovano maggiori difficoltà ad investire all’estero. Le nostre aziende
hanno sempre dimostrato una grande propensione verso il commercio internazionale,
ma tradizionalmente sono meno presenti all’estero quanto agli investimenti.
E con un mercato internazionale sempre più competitivo, il sostegno a queste
aziende risulta fondamentale per la loro crescita. Il Sistema Italia punta a
favorire il lavoro congiunto di Ambasciata, ICE e Camere di Commercio. Un lavoro
che di fatto è stato sempre realizzato, ma che,attraverso il cosiddetto Sistema
Italia, viene più razionalmente organizzato dal centro, dalle autorità italiane.
È un modo di lavorare sempre più coordinato e organizzato per promuovere l’Italia
all’estero e quindi per migliorare l’inserimento locale delle nostre aziende.
Com’è strutturato
il Sistema Italia a Buenos Aires? In cosa consiste il lavoro dell’Ambasciata
in questo campo?
Rapporti economico-commerciali con l’Argentina; promozione
del commercio e degli investimenti italiani in Argentina; cooperazione allo
sviluppo.
L’Ambasciata cura direttamente le relazioni con le competenti
autorità argentine e predispone relazioni
per le autorità italiane sulla situazione economica in Argentina.
La promozione del commercio e degli investimenti italiani
in Argentina é gestito insieme all’Istituto Nazionale per il Commercio Estero
(ICE), il cui ufficio è accreditato a tal fine presso il Ministero degli Affari
Esteri argentino come parte dell’Ambasciata stessa. Ovviamente, attraverso opportune
forme di coordinamento e collaborazione, cerchiamo di evitare duplicazioni.
In linea generale, l’ICE si occupa di favorire l’inserimento delle imprese italiane
nel mercato locale, anche attraverso rapporti con le imprese argentine, e l’Ambasciata
delle relazioni istituzionali con le autorità argentine, a tutela delle aziende
italiane.
Nel quadro dei rapporti tra imprese, occorre citare anche
il lavoro svolto dalle quattro Camere di commercio italiane, ufficialmente riconosciute,
operanti in Argentina, che hanno sede a Buenos Aires, Rosario, Córdoba e Mendoza.
Le Camere sono entità private di diritto argentino che ricevono contributi dallo
stato italiano per le attività che svolgono per il miglioramento dei rapporti
bilaterali.
E
Per
Il turismo é
anche parte del Sistema Italia?
Certo. Ma, purtroppo, l’ENIT (Ente Nazionale Italiano
per il Turismo), l’organismo per la promozione del turismo in Italia, ha interrotto
le attività del suo ufficio di Buenos Aires a fine 2004. Adesso, con la ripresa
dell’economia argentina, stiamo lavorando affinché l`ENIT riconsideri la propria
decisione.
Come si porta
avanti questo lavoro legato al Sistema Italia?
Innanzitutto, attraverso il lavoro in comune, la reciproca
disponibilità, frequenti incontri, la massima trasparenza su obiettivi e strumenti.
Lo scopo è agire in sinergia, trovando le giuste forme di coordinamento, con
il fine condiviso, ogni ufficio nell’ambito delle proprie competenze e specifiche
attitudini, di favorire l’inserimento delle imprese italiane nel mercato argentino.
E funziona?
Il segreto è non fare affidamento su rapporti gerarchici,
ma favorire il dialogo fra i vari attori e poter lavorare assieme. E direi che
funziona. A Buenos Aires c’é molta collaborazione e si cerca di lavorare a progetti
comuni, purtroppo sempre in un quadro di risorse finanziarie insufficienti.
Siamo convinti che, seguendo su questa strada, si possano ottenere sempre migliori
risultati.
Il Sistema Italia,
in realtà, é un lavoro che l’Italia ha sempre fatto?
Ciò che si sta cercando di fare oggi nasce da un’esperienza
sul campo accumulata negli anni da questi enti, che hanno sempre cercato di
lavorare insieme. L’elemento importante è che oggi giunge dall’Italia una spinta
crescente a queste forme di sinergia e coordinamento. Il coordinamento funziona
meglio se parte anche dal centro.
I rapporti tra
Italia e Argentina non é però che siano un granché?
Occorre lavorare sempre di più affinché i rapporti tra
i due Paesi, tra i due mondi imprenditoriali migliorino. La crisi economica
dell’Argentina é stata pesante ed ha causato problemi nelle relazioni economiche,
commerciali ed imprenditoriali, non solo con l’Italia, ma un po’ con tutti i
partner internazionali dell’Argentina.
Cosa si fa per
aiutare a questo miglioramento?
Il nostro obiettivo é
un aumento del volume totale dell’interscambio commerciale tra Italia ed Argentina,
con crescita sia delle importazioni che delle esportazioni nelle due direzioni.
Gli effetti, anche psicologici, della crisi argentina sull’imprenditoria internazionale
sono stati molto forti. Occorre ora che l’Argentina mostri di essere
un paese competitivo per attrarre investimenti. Da parte nostra, faremo di tutto
affinché gli imprenditori italiani vengano a conoscenza delle opportunità di
investimento in Argentina. Al riguardo, negli ultimi mesi si può in effetti
registrare un certo ritorno di interesse degli imprenditori italiani verso l’Argentina.
In quali settori?
I settori potenzialmente interessanti sono tanti: solo
per citarne alcuni, l’agro-industria, con particolare attenzione per le produzioni
biologiche, la lavorazione del legno, l’industria tessile, il turismo, i minerali
non ferrosi, come il marco e il granito.
E
Come funzionano
questi crediti?
Il crediti sanitario è gestito dal “Ministerio de Salud”
e quello per le Pymes dal “Ministerio de Economia, Secretaria Pequeña y Mediana
Empresa (SEPYME)”.
Per il credito sanitario è stato predisposto un bando per forniture ad ospedali pubblici
argentini. Si tratta di strutture scelte dal “Ministerio de Salud” e distribuite
in tutto il paese.
I crediti per le Pymes sono destinati all’acquisto di
macchinari, di beni strumentali. Vengono, come dicevo, gestiti dalla Sepyme
e sono già stati pubblicati due bandi. Presto arriverà il terzo.
Entrambi i crediti sono per acquisti di beni per metà
di provenienza italiana e per metà argentina. La gestione dei crediti è assicurata
dalle autorità argentine, con la supervisione della nostra Unità Tecnica Locale
(UTL).
E le iniziative
a dono?
Le iniziative a dono vengono realizzate attraverso tre
canali: gestione diretta, ONG ed organizzazioni internazionali, in particolare
PNUD, OIL e UNIDO. A gestione diretta, eseguiamo il Programma Integrato di Cooperazione
Tecnica (PICT), che mira a facilitare l’aggregazione di imprese nel quadro di
un processo di sviluppo territoriale, sul modello dei distretti industriali
italiani.
Le Regioni italiane
ultimamente stanno lavorando anche molto in Argentina.
A seguito della crisi, molte regioni italiane, soprattutto
quelle da dove sono partiti più emigrati per l’Argentina, si sono interessate
molto all’Argentina operando in un primo tempo soprattutto nel campo dell’assistenza.
Ora stanno arricchendo il proprio impegno con attività di cooperazione e nell’area
economico-commerciale.
Quel che fanno e quel che possono fare le Regioni è molto
importante, proprio per lo stretto e diretto rapporto con il territorio e con
l’imprenditoria italiana piccola e media. Inoltre, possono utilizzare, come
utile strumento di avvicinamento tra le imprese dei due Paesi, anche i rapporti
sviluppati con le associazioni di corregionali esistenti in Argentina.
Un esempio di impegno regionale italiano per l’Argentina
nel settore economico-commerciale è stato il recente seminario “Argentina
Cosa chiedete
allo Stato argentino per facilitare questa ripresa dei rapporti imprenditoriali?
In una società di mercato, non sono i governi a determinare
le scelte degli imprenditori. Ogni Paese, se vuole essere competitivo, deve
dimostrare all’imprenditoria internazionale di essere attrattivo, creando un
quadro di stabilità economica e giuridica. Ciò vale ancor più per l’Argentina
che sta uscendo da una grave crisi economica e finanziaria. Da parte nostra,
in collaborazione anche con le competenti istituzioni argentine, possiamo cercare
di diffondere tra i nostri imprenditori le informazioni rilevanti, affinché
possano effettuare le loro scelte in maniera consapevole.
Che ruolo tocca
alla comunità italiana?
La comunità italiana e gli imprenditori di origine italiana
hanno un ruolo fondamentale, perché possono contribuire a spiegare l’Argentina
agli imprenditori italiani interessati a questo Paese, facilitando così le relazioni
tra i due mondi imprenditoriali.
A proposito
della crisi, le aziende italiane in Argentina come hanno reagito?
Le imprese italiane, sia grandi che piccole, in linea
generale, sono rimaste in Argentina, mostrando un vero impegno di lungo periodo
verso questo Paese, ed oggi, con la ripresa economica, si stanno giovando di
tale scelta. Stiamo registrando altresì, nell’ultimo periodo, l’arrivo di qualche
nuova impresa italiana, anche in settori non tradizionali, come ad esempio quello
dell’ambiente. La sfida dell’Argentina oggi é creare un clima favorevole agli
investimenti, è convincere gli imprenditori che il Paese si è incamminato su
una strada stabile di crescita economica e che quindi investire in Argentina
conviene.
Quali sono i
commenti che gli imprenditori italiani fanno dell’Argentina e degli argentini?
In linee generale, è
opinione comune che gli argentini abbiano un ottimo livello culturale e rilevanti
capacità di lavoro ed apprendimento. Inoltre la qualità della mano d’opera é
un fattore positivo, anche se occorre effettuare uno sforzo, peraltro già in
corso da parte delle competenti autorità, in materia di formazione professionale,
per rivitalizzare in molti mestieri una solida tradizione, entrata in parte
in crisi nello scorso decennio.
Tutti sono comunque, come noi, convinti che la grande
e solida storia di amicizia tra i due Paesi
fornisca tutti gli ingredienti perché le relazioni bilaterali, anche nel campo
economico-commerciale, continuino a crescere ed a rafforzarsi. (María Josefina
Cerutti, L'Eco d'Italia/Inform)