INFORM - N. 126 - 26 giugno 2006


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

L’Eco d’Italia intervista il Primo Consigliere Commerciale dell’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires

Carmine Robustelli: “Convincere  gli italiani che l’Argentina é un paese competitivo per attrarre investimenti”

 

BUENOS AIRES – “Dobbiamo facilitare i contatti, riprendere la fiducia, migliorare le relazioni bilaterali anche di fronte alle perplessità e agli effetti psicologici negativi che la crisi argentina ha causato a livello internazionale, non soltanto in Italia. Perché l’Argentina é un paese vicino all’Italia, per la consonanza culturale e per la storia comune che i nostri emigrati hanno aiutato a costruire”, ha detto Carmine Robustelli,  Primo Consigliere Commerciale dell’Ambasciata d’Italia in Argentina, durante un intervista de L’eco d’Italia.  

Carmine Robustelli è nato a Scafati in Provincia di Salerno, 43 anni fa e si é laureato in Scienze Politiche all’Istituto Universitario Orientale di Napoli. Entrato nel servizio diplomatico nel febbraio 1988 a Roma si é dedicato ai Rapporti economici con l’Europa Orientale e poi é stato a Brasilia come Primo Segretario Commerciale. Nel 1996 é stato trasferito a Bruxelles alla Rappresentanza italiana presso l’Unione Europea, finché nel 2000 rientra al Ministero degli Esteri alla Direzione Generale per l’Integrazione Europea, Ufficio V dedicato alla Cooperazione in ambito UE nei settori della giustizia e degli affari interni. Nel luglio 2004 é stato inviato in Argentina: “A Buenos Aires”, ha detto Robustelli, ”é come stare a casa; e poi la città è ricca di stimoli culturali. L’Argentina é bella e la gente molto accogliente”.

Consigliere Robustelli, ormai da alcuni anni si parla molto del Sistema Italia, ci può spiegare bene di cosa si tratta?

L’obiettivo è favorire l’internazionalizzazione delle imprese italiane, soprattutto di quelle medie e piccole, che, per la loro stessa dimensione, trovano maggiori difficoltà ad investire all’estero. Le nostre aziende hanno sempre dimostrato una grande propensione verso il commercio internazionale, ma tradizionalmente sono meno presenti all’estero quanto agli investimenti. E con un mercato internazionale sempre più competitivo, il sostegno a queste aziende risulta fondamentale per la loro crescita. Il Sistema Italia punta a favorire il lavoro congiunto di Ambasciata, ICE e Camere di Commercio. Un lavoro che di fatto è stato sempre realizzato, ma che,attraverso il cosiddetto Sistema Italia, viene più razionalmente organizzato dal centro, dalle autorità italiane. È un modo di lavorare sempre più coordinato e organizzato per promuovere l’Italia all’estero e quindi per migliorare l’inserimento locale delle nostre aziende.

Com’è strutturato il Sistema Italia a Buenos Aires? In cosa consiste il lavoro dell’Ambasciata in questo campo?

Rapporti economico-commerciali con l’Argentina; promozione del commercio e degli investimenti italiani in Argentina; cooperazione allo sviluppo.

L’Ambasciata cura direttamente le relazioni con le competenti autorità argentine e predispone  relazioni per le autorità italiane sulla situazione economica in Argentina.

La promozione del commercio e degli investimenti italiani in Argentina é gestito insieme all’Istituto Nazionale per il Commercio Estero (ICE), il cui ufficio è accreditato a tal fine presso il Ministero degli Affari Esteri argentino come parte dell’Ambasciata stessa. Ovviamente, attraverso opportune forme di coordinamento e collaborazione, cerchiamo di evitare duplicazioni. In linea generale, l’ICE si occupa di favorire l’inserimento delle imprese italiane nel mercato locale, anche attraverso rapporti con le imprese argentine, e l’Ambasciata delle relazioni istituzionali con le autorità argentine, a tutela delle aziende italiane.

Nel quadro dei rapporti tra imprese, occorre citare anche il lavoro svolto dalle quattro Camere di commercio italiane, ufficialmente riconosciute, operanti in Argentina, che hanno sede a Buenos Aires, Rosario, Córdoba e Mendoza. Le Camere sono entità private di diritto argentino che ricevono contributi dallo stato italiano per le attività che svolgono per il miglioramento dei rapporti bilaterali.

E la Cooperazione allo Sviluppo?

Per la Cooperazione, l’Ambasciata si avvale di un’Unità Tecnica Locale (UTL), che si dedica specificamente ai progetti di cooperazione.

Il turismo é anche parte del Sistema Italia?

Certo. Ma, purtroppo, l’ENIT (Ente Nazionale Italiano per il Turismo), l’organismo per la promozione del turismo in Italia, ha interrotto le attività del suo ufficio di Buenos Aires a fine 2004. Adesso, con la ripresa dell’economia argentina, stiamo lavorando affinché l`ENIT riconsideri la propria decisione.

Come si porta avanti questo lavoro legato al Sistema Italia?

Innanzitutto, attraverso il lavoro in comune, la reciproca disponibilità, frequenti incontri, la massima trasparenza su obiettivi e strumenti. Lo scopo è agire in sinergia, trovando le giuste forme di coordinamento, con il fine condiviso, ogni ufficio nell’ambito delle proprie competenze e specifiche attitudini, di favorire l’inserimento delle imprese italiane nel mercato argentino.

E funziona?

Il segreto è non fare affidamento su rapporti gerarchici, ma favorire il dialogo fra i vari attori e poter lavorare assieme. E direi che funziona. A Buenos Aires c’é molta collaborazione e si cerca di lavorare a progetti comuni, purtroppo sempre in un quadro di risorse finanziarie insufficienti. Siamo convinti che, seguendo su questa strada, si possano ottenere sempre migliori risultati.

Il Sistema Italia, in realtà, é un lavoro che l’Italia ha sempre fatto?

Ciò che si sta cercando di fare oggi nasce da un’esperienza sul campo accumulata negli anni da questi enti, che hanno sempre cercato di lavorare insieme. L’elemento importante è che oggi giunge dall’Italia una spinta crescente a queste forme di sinergia e coordinamento. Il coordinamento funziona meglio se parte anche dal centro.

I rapporti tra Italia e Argentina non é però che siano un granché?

Occorre lavorare sempre di più affinché i rapporti tra i due Paesi, tra i due mondi imprenditoriali migliorino. La crisi economica dell’Argentina é stata pesante ed ha causato problemi nelle relazioni economiche, commerciali ed imprenditoriali, non solo con l’Italia, ma un po’ con tutti i partner internazionali dell’Argentina.

Cosa si fa per aiutare a questo miglioramento?

Il nostro obiettivo  é un aumento del volume totale dell’interscambio commerciale tra Italia ed Argentina, con crescita sia delle importazioni che delle esportazioni nelle due direzioni. Gli effetti, anche psicologici, della crisi argentina sull’imprenditoria internazionale sono stati molto forti.  Occorre ora che l’Argentina mostri di essere un paese competitivo per attrarre investimenti. Da parte nostra, faremo di tutto affinché gli imprenditori italiani vengano a conoscenza delle opportunità di investimento in Argentina. Al riguardo, negli ultimi mesi si può in effetti registrare un certo ritorno di interesse degli imprenditori italiani verso l’Argentina.

In quali settori?

I settori potenzialmente interessanti sono tanti: solo per citarne alcuni, l’agro-industria, con particolare attenzione per le produzioni biologiche, la lavorazione del legno, l’industria tessile, il turismo, i minerali non ferrosi, come il marco e il granito.

E la Cooperazione allo sviluppo in quale punto si trova?

La Cooperazione é senz’altro un elemento molto importante delle relazioni bilaterali. È doveroso ricordare che, al momento della crisi argentina, l’Italia ha varato un pacchetto di iniziative per lo sviluppo. Sono stati stanziati 100 milioni di Euro per crediti agevolati nei settori della Sanità e delle piccole e medie imprese e varie iniziative a dono per un valore di circa 50 milioni di Euro.  

Come funzionano questi crediti?

Il crediti sanitario è gestito dal “Ministerio de Salud” e quello per le Pymes dal “Ministerio de Economia, Secretaria Pequeña y Mediana Empresa (SEPYME)”.

Per il credito sanitario è stato predisposto  un bando per forniture ad ospedali pubblici argentini. Si tratta di strutture scelte dal “Ministerio de Salud” e distribuite in tutto il paese.

I crediti per le Pymes sono destinati all’acquisto di macchinari, di beni strumentali. Vengono, come dicevo, gestiti dalla Sepyme e sono già stati pubblicati due bandi. Presto arriverà il terzo.

Entrambi i crediti sono per acquisti di beni per metà di provenienza italiana e per metà argentina. La gestione dei crediti è assicurata dalle autorità argentine, con la supervisione della nostra Unità Tecnica Locale (UTL).

E le iniziative a dono?

Le iniziative a dono vengono realizzate attraverso tre canali: gestione diretta, ONG ed organizzazioni internazionali, in particolare PNUD, OIL e UNIDO. A gestione diretta, eseguiamo il Programma Integrato di Cooperazione Tecnica (PICT), che mira a facilitare l’aggregazione di imprese nel quadro di un processo di sviluppo territoriale, sul modello dei distretti industriali italiani.

Le Regioni italiane ultimamente stanno lavorando anche molto in Argentina.

A seguito della crisi, molte regioni italiane, soprattutto quelle da dove sono partiti più emigrati per l’Argentina, si sono interessate molto all’Argentina operando in un primo tempo soprattutto nel campo dell’assistenza. Ora stanno arricchendo il proprio impegno con attività di cooperazione e nell’area economico-commerciale. 

Quel che fanno e quel che possono fare le Regioni è molto importante, proprio per lo stretto e diretto rapporto con il territorio e con l’imprenditoria italiana piccola e media. Inoltre, possono utilizzare, come utile strumento di avvicinamento tra le imprese dei due Paesi, anche i rapporti sviluppati con le associazioni di corregionali esistenti in Argentina.

Un esempio di impegno regionale italiano per l’Argentina nel settore economico-commerciale è stato il recente  seminario “Argentina 2006”, organizzato a fine maggio a seguito della visita del Presidente della Regione, Claudio Martini. Lavoriamo affinchè iniziative come questa si ripetano, con l’obiettivo di illustrare all’imprenditoria italiana che opportunità offre l’Argentina oggi.

Cosa chiedete allo Stato argentino per facilitare questa ripresa dei rapporti imprenditoriali?

In una società di mercato, non sono i governi a determinare le scelte degli imprenditori. Ogni Paese, se vuole essere competitivo, deve dimostrare all’imprenditoria internazionale di essere attrattivo, creando un quadro di stabilità economica e giuridica. Ciò vale ancor più per l’Argentina che sta uscendo da una grave crisi economica e finanziaria. Da parte nostra, in collaborazione anche con le competenti istituzioni argentine, possiamo cercare di diffondere tra i nostri imprenditori le informazioni rilevanti, affinché possano effettuare le loro scelte in maniera consapevole.

Che ruolo tocca alla comunità italiana?

La comunità italiana e gli imprenditori di origine italiana hanno un ruolo fondamentale, perché possono contribuire a spiegare l’Argentina agli imprenditori italiani interessati a questo Paese, facilitando così le relazioni tra i due mondi imprenditoriali.

A proposito della crisi, le aziende italiane in Argentina come hanno reagito?

Le imprese italiane, sia grandi che piccole, in linea generale, sono rimaste in Argentina, mostrando un vero impegno di lungo periodo verso questo Paese, ed oggi, con la ripresa economica, si stanno giovando di tale scelta. Stiamo registrando altresì, nell’ultimo periodo, l’arrivo di qualche nuova impresa italiana, anche in settori non tradizionali, come ad esempio quello dell’ambiente. La sfida dell’Argentina oggi é creare un clima favorevole agli investimenti, è convincere gli imprenditori che il Paese si è incamminato su una strada stabile di crescita economica e che quindi investire in Argentina conviene.

Quali sono i commenti che gli imprenditori italiani fanno dell’Argentina e degli argentini?

In linee generale,  è opinione comune che gli argentini abbiano un ottimo livello culturale e rilevanti capacità di lavoro ed apprendimento. Inoltre la qualità della mano d’opera é un fattore positivo, anche se occorre effettuare uno sforzo, peraltro già in corso da parte delle competenti autorità, in materia di formazione professionale, per rivitalizzare in molti mestieri una solida tradizione, entrata in parte in crisi nello scorso decennio.

Tutti sono comunque, come noi, convinti che la grande e solida storia di amicizia tra i due  Paesi fornisca tutti gli ingredienti perché le relazioni bilaterali, anche nel campo economico-commerciale, continuino a crescere ed a rafforzarsi. (María Josefina Cerutti, L'Eco d'Italia/Inform)


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