INFORM - N. 126 - 26 giugno 2006


RAI INTERNATIONAL

Carlo Consiglio replica al direttore di Rai International Massimo Magliaro

 

TORONTO - Il Direttore di Rai International, bontà sua, ha ritenuto di rispondere (v. Inform n. 124, ndr) alle mie doglianze sulla trasmissione " L'Italiana" registrata qui a Toronto mercoledì scorso.

A mio avviso lo fa cercando di arrampicarsi su specchi, dicendo bugie e scivolando sulla classica buccia di banana.

Il Direttore Magliaro, nella sua nota, fa riferimento ad un incontro avuto martedì alle ore 18,30 nella sede del Columbus Center con alcuni componenti del COMITES e CGIE.

Non capisco che relazione vi sia tra questo incontro e le mie doglianze. Questo Magliaro non lo dice ma inizia con non dire il vero.

Infatti in quell'incontro il Direttore Magliaro ha voluto sapere da noi cosa pensasse la Comunità di questo primo anno di programmazione in Canada di Rai International. Nulla sulla possibilità che un rappresentante istituzionale della comunità non potesse partecipare al dibattito. E sarebbe stato logico che l'on. Bucchino fosse il prescelto. Non siamo a Roma dove i soli parlamentari sono più di mille, ma siamo a Toronto dove ve ne è uno solo.

Del resto, al momento in cui sono stato invitato dal responsabile locale di Rai International mi era stato comunicato che non sarei stato sul podio ma che ci sarebbe stata la possibilità per qualcuno dei rappresentanti istituzionali dicesse la sua.

Se mi fosse stato detto che sarebbe successo quello che poi è successo, non avrei partecipato né alla trasmissione e nemmeno all' incontro del Columbus Center. E questo non certo perché volessi fare la prima donna, ma perché credo esattamente a quello che ho scritto.

Il Direttore di Rai International non ha capito o fa finta di non aver capito, infatti, che la comunità nel vedere la trasmissione registrata e non sapendo dell'incontro del Columbus Center è autorizzata a pensare che l'opinione dei rappresentanti istituzionali della Comunità (deputato, componenti del CGIE e Presidente del Comites) non conta nulla e che la loro opinione rispetto a quella espressa dagli altri partecipanti, è secondaria.

E siccome il buon senso vuole che ad illustrare la posizione fosse chi in una ipotetica scala gerarchica occupa il primo posto, a mio giudizio, l'on. Bucchino è stato umiliato dall'arroganza mostrata.

Se il Direttore di Rai International, durante l'incontro al Columbus Center ci avesse detto che l'on. Bucchino non avrebbe partecipato alla trasmissione, non essendo io uno "yesman" gli avrei detto in quella occasione quale fosse il mio pensiero.

Il Direttore di Rai International, poi, nella sua nota dà ad intendere che tutto il pubblico non avesse approvato la mia protesta. Anche questo non è vero. Ho ricevuto personalmente, attestazioni e solidarietà mentre uscivo dal teatro, ed alcune e mail. Del resto le dichiarazioni rilasciate all'agenzia "Nove Colonne" dall'on. Bucchino lo smentiscono.

Nel concludere la sua nota,infine, il Direttore di Rai International scivola sulla classica buccia di banana.

Infatti il Direttore di Rai International afferma che gli ospiti della trasmissione sono rappresentativi della comunità. Non discuto, e non perché debba ingraziarmeli, ma io mi riferivo, mi riferisco e mi riferirò sempre ai rappresentanti istituzionali, che sono stati eletti dalla comunità. Non voglio aprire un'altra polemica sulle differenze. Ma siccome per mio modus vivendi dico sempre quello che penso e penso sempre quello che dico, non posso sottrarmi alla mia coscienza e concludere dicendo: Ma ne siamo proprio sicuri che tutti gli ospiti lo siano?. (Carlo Consiglio-Inform)


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