INFORM - N. 125 - 23 giugno 2006


COOPERAZIONE

Progetto di scambio "Educatori veneti nel mondo"

 

VENEZIA - Mentre la Regione Veneto siglava un accordo di scambio e sviluppo economico con l’Uruguay nello stesso momento, a Montevideo, si svolgeva il Congresso Mondiale dell’educazione sociale, organizzato dall’organizzazione mondiale degli educatori sociali (AIEJI), a cui ha partecipato anche la sezione veneta dell’ANEP (Associazione nazionale educatori professionali) per presentare il progetto di scambio “Educatori veneti nel mondo”, finanziato dalla Regione Veneto. Con tale progetto l’Anep si propone di avere un costante scambio di “buone prassi” per conoscere i programmi socio-educativi anche di altri paesi e nello specifico, ha avviato un piano di intese con gli educatori dell’Uruguay.

La visita degli educatori veneti ha rilevato alcune caratteristiche degli operatori uruguayani: a differenza dei nostri operatori, loro si trovano a lavorare quasi sempre in emergenza, per arginare soprattutto il disagio sociale della povertà. I servizi principali riguardano soprattutto bambini di strada e adolescenti a rischio emarginazione, mentre poco presenti sono i servizi per anziani e disabili. I servizi e gli educatori accompagnano i giovani nella ricerca di una buona qualità di vita, con i mezzi dati che certamente non sono molti, in un economia che non raggiunge di sicuro gli standard italiani. Gli educatori di questi centri accompagnano il giovane fino ai 18 anni, aiutandolo nella formazione, la ricerca e l’inserimento lavorativo.

Un'altra differenziazione importante, che ribalta in qualche modo anche il tipo di formazione da dare, è il rapporto con l’immigrazione, che nei servizi italiani tende ad esplorare per capire, conoscere ed incorporare, mentre l’Uruguay ha un problema sostanziale di emigrazione, quindi viaggia in senso opposto, sottolineando i valori dell’essere membro di una comunità d’origine.

Alcune divergenze anche nella formazione, come ci testimonia Beatrice Ferraboschi, operatrice dell’Anep sezione Veneto, che ha partecipato al Congresso.

Infatti anche gli educatori pagano lo scotto di una mancanza di tutele a vario titolo: non hanno una formazione specifica, di tipo universitario e non esistono normative specifiche destinate alla professione. Questo fa si che siano meno tutelati da un punto di vista contrattuale e che il loro lavoro acquisisca un connotato di “missione”: lavorano in emergenza costante, con un rapporto di lavoro coi ragazzi anche di un educatore per 50 utenti, facendo molta fatica, che sopportano davvero con forza perché credono nell’utilità di quello che fanno. Una situazione così deteriorata a livello sociale è dovuta anche al cambiamento delle politiche economiche, che rende la situazione difficile, e la prima cosa che appare agli occhi della delegazione veneta è l’alto livello di empatia e di passione che emana dai loro colleghi d’oltre oceano.

In questo momento il gruppo veneto Anep sta attendendo, come previsto dalla Legge regionale n. 54 del 1983 e approvato con Delibera di Giunta regionale n. 2311 del 2005, il finanziamento necessario per ricambiare l’ospitalità degli educatori uruguayani, al fine di continuare quello scambio d’intese che non è solo lavorativo ma anche di comuni intenti personali. Nel frattempo, in via del tutto informale, gli educatori veneti tengono dei rapporti con l’associazione mondiale (AIEJI), per portare avanti le intese concordate al congresso, e si può già anticipare che si sono aggiunti i collaboratori di Bolivia, Cile, Brasile, al fine di ampliare il gruppo di lavoro e gli accordi di collaborazione. (Veneti nel Mondo/Inform)


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