COOPERAZIONE
Progetto di scambio "Educatori veneti
nel mondo"
VENEZIA
- Mentre
La
visita degli educatori veneti ha rilevato alcune caratteristiche degli operatori
uruguayani: a differenza dei nostri operatori, loro si trovano a lavorare quasi
sempre in emergenza, per arginare soprattutto il disagio sociale della povertà.
I servizi principali riguardano soprattutto bambini di strada e adolescenti
a rischio emarginazione, mentre poco presenti sono i servizi per anziani e disabili.
I servizi e gli educatori accompagnano i giovani nella ricerca di una buona
qualità di vita, con i mezzi dati che certamente non sono molti, in un economia
che non raggiunge di sicuro gli standard italiani. Gli educatori di questi centri
accompagnano il giovane fino ai 18 anni, aiutandolo nella formazione, la ricerca
e l’inserimento lavorativo.
Un'altra
differenziazione importante, che ribalta in qualche modo anche il tipo di formazione
da dare, è il rapporto con l’immigrazione, che nei servizi italiani tende ad
esplorare per capire, conoscere ed incorporare, mentre l’Uruguay ha un problema
sostanziale di emigrazione, quindi viaggia in senso opposto, sottolineando i
valori dell’essere membro di una comunità d’origine.
Alcune
divergenze anche nella formazione, come ci testimonia Beatrice Ferraboschi,
operatrice dell’Anep sezione Veneto, che ha partecipato al Congresso.
Infatti
anche gli educatori pagano lo scotto di una mancanza di tutele a vario titolo:
non hanno una formazione specifica, di tipo universitario e non esistono normative
specifiche destinate alla professione. Questo fa si che siano meno tutelati
da un punto di vista contrattuale e che il loro lavoro acquisisca un connotato
di “missione”: lavorano in emergenza costante, con un rapporto di lavoro coi
ragazzi anche di un educatore per 50 utenti, facendo molta fatica, che sopportano
davvero con forza perché credono nell’utilità di quello che fanno. Una situazione
così deteriorata a livello sociale è dovuta anche al cambiamento delle politiche
economiche, che rende la situazione difficile, e la prima cosa che appare agli
occhi della delegazione veneta è l’alto livello di empatia e di passione che
emana dai loro colleghi d’oltre oceano.
In
questo momento il gruppo veneto Anep sta attendendo, come previsto dalla Legge
regionale n. 54 del 1983 e approvato con Delibera di Giunta regionale n. 2311
del 2005, il finanziamento necessario per ricambiare l’ospitalità degli educatori
uruguayani, al fine di continuare quello scambio d’intese che non è solo lavorativo
ma anche di comuni intenti personali. Nel frattempo, in via del tutto informale,
gli educatori veneti tengono dei rapporti con l’associazione mondiale (AIEJI),
per portare avanti le intese concordate al congresso, e si può già anticipare
che si sono aggiunti i collaboratori di Bolivia, Cile, Brasile, al fine di ampliare
il gruppo di lavoro e gli accordi di collaborazione. (Veneti nel Mondo/Inform)