REFERENDUM RIFORMA COSTITUZIONALE
Tremaglia (An): “In Italia non ci si è
accorti che gli italiani all’estero votano il
referendum e che sono entrati in Parlamento. Servono nuovi impegni e
responsabilità”
2.707.988 i cittadini italiani nel mondo chiamati al voto referendario.
Il 22 giugno è stato l’ultimo giorno per votare
ROMA – “Nell’ultimo giorno in cui gli Italiani all’estero votano per il referendum sulla Costituzione, questo è un saluto patriottico e di grande ammirazione per quanto è stato fatto e per quanto i nostri connazionali rappresentano nel mondo come grande risorsa e ricchezza morale, culturale, economica e politica”. Così l’on. Mirko Tremaglia, esponente di An e Ministro per gli Italiani nel Mondo nella passata legislatura.
Tremaglia ricorda che “sono chiamati al voto, sono chiamati a questo straordinario voto in 2.707.988 connazionali”. “Anche per questo è un fatto storico” aggiunge. “Perché – sottolinea- è la prima volta che i cittadini italiani all’estero votano per una norma costituzionale e perché nel momento in cui nasce questa riforma costituzionale si stabilisce che alla Camera il numero dei Deputati eletti dai cittadini residenti all’estero passa da 12 a 18. Con 18 deputati – prosegue - si forma un gruppo parlamentare alla Camera di straordinario valore politico, finanziato dal Parlamento, che può essere autonomo ed indipendente”.
L’on. Tremaglia, rivolgendosi ai connazionali nel mondo, sottolinea però anche una altra cosa: “salvo eccezioni, gli uomini della politica italiana hanno totalmente dimenticato che anche voi siete chiamati a votare il referendum e che siete entrati per la prima volta in Parlamento”. “Con il 22 giugno termina questa vicenda elettorale straordinaria degli Italiani all’estero senza che qui in Italia ci si sia accorti di questa importanza. Occorrono - conclude - nuovi impegni e responsabilità”. (Inform)