ITALIANI
ALL’ESTERO
Un
libro di Daniele Rossini per ricordare i lavoratori colpiti dalla “lenta morte”
L’Altra Marcinelle
Dalle grandi tragedie sul lavoro alla lunga
catena di vittime della silicosi
BRUXELLES - Esce a distanza di cinquant'anni dalla catastrofe
di Marcinelle il libro di Daniele Rossini, edito delle Edizioni Patronato Acli
del Belgio. Un libro per ricordare le grandi tragedie del lavoro, ma soprattutto
per ricordare i tanti lavoratori colpiti dalla “lenta morte” provocata dalla
silicosi. Un libro per ricordare le vittime delle malattie professionali, dunque,
ma non solo: un libro ricco di documentazione sulle lotte per il riconoscimento
della silicosi, sull’evoluzione normativa nel quadro di accordi bilaterali,
nazionali e internazionali; un libro di testimonianze e di statistiche…
“Il libro di Daniele
Rossini va oltre la tragedia di Marcinelle, oltre la straordinarietà delle grandi
tragedie del lavoro, pur sciaguratamente ricorrenti. L’altra Marcinelle è la
storia, anzi le tante storie “ordinarie” dei minatori uccisi dalla silicosi,
lentamente, silenziosamente, irrimediabilmente”. Così apre il suo intervento
Michele Consiglio, Vicepresidente delegato del Patronato ACLI e responsabile
nazionale del settore emigrazione e immigrazione delle ACLI, all’incontro di
presentazione del libro, avvenuto a Bruxelles il 18 giugno scorso e presieduto
da Michele Ottati, Presidente delle ACLI del Belgio.
“Queste ordinarie tragedie del lavoro, – ha continuato
Consiglio - queste ordinarie ingiustizie costituiscono la trama del libro, facendo
risaltare ancora di più l’impegno ostinato e generoso, la competenza e la passione
con cui Daniele Rossini ha lavorato, per oltre quarant’anni, nel rendere esigibili
i diritti dei minatori italiani, anche aprendo lunghi contenziosi legali con
lo Stato belga e mettendo in luce le molte contraddizioni e lacune della legislazione
sulla sicurezza del lavoro in miniera. Il Patronato Acli e le Acli hanno condotto
e vinto molte di queste battaglie in Belgio. Tutte insieme a Rossini”.
Portando poi la riflessione sul ruolo dei patronati e
del Patronato Acli in particolare, Consiglio ha osservato che sarebbe un errore
considerare il libro di Rossini come un “libro di storia”. E’ al presente, infatti,
che esso consegna responsabilità ineludibili per chi si occupa di diritti sul
lavoro. “Dobbiamo far emergere in ogni occasione – ha concluso Consiglio – i
problemi che minacciano la sicurezza e la salute dei lavoratori. Siamo qui in
Belgio per ricordare con Marcinelle le migliaia di morti per silicosi. E ricordare
per noi vuol dire “mai più”: non deve succedere più! E allora “L’altra Marcinelle”
vuol dire basta anche alle morti per esposizione all’amianto e a tutte le morti
sul lavoro dovute ad una riduzione delle tutele. Come italiano, come italiano
ospite in Belgio, come vicepresidente del Patronato Acli, non posso non collegare
la durissima esperienza degli emigranti italiani alla realtà degli immigrati
di oggi nel nostro Paese. Noi sappiamo quanti lavoratori immigrati lavorano
in settori pericolosi con scarsissime tutele. Ce lo dice l’Inps e le statistiche
degli infortuni sul lavoro. Il “mai più” dell’“Altra Marcinelle” vale anche
per loro”.