INFORM - N. 122 - 20 giugno 2006


POLEMICHE

“Giù le mani dagli emigranti, risparmiamoli dalle pletore post elettorali”

L’Associazione Trevisani nel Mondo ed un intervento del prosindaco Gentilini che sgrida i concittadini all’estero che hanno votato a sinistra

 

TREVISO - “Giù le mani dagli emigranti e tanto di cappello  per quello che sono stati e che sono. Persone con una loro testa e dignità, che nella vita hanno conosciuto il pane salato dell’esilio e si sono guadagnati il rispetto  sul campo del lavoro e dell’onestà, che hanno una loro intelligenza di mondo che è unica e aliena da qualsiasi indottrinamento. Da qualsiasi parte esso provenga.

Per riscattare una condizione inizialmente precaria hanno già pagato abbastanza e si sono fatti le ossa per ragionare per proprio conto. Chiunque si accosta a loro, deve farlo con riguardo e rispetto dovuto, che di  continenti e del  mondo ne sanno parecchio. Sarebbe giusto risparmiarli dalle pletore post elettorali. Visto che, a loro  e nostro disgusto, ve n’erano state fin troppe anche prima. A Treviso tolleriamo il folklore anche in quanto spiritoso, bonario e magari in buona fede. Altrove  non hanno mezzi per capirlo fino in fondo”.

La Presidenza della Trevisani nel Mondo si è così espressa a seguito dell’articolo comparso in cronaca di ieri dal titolo “Genty, carota e bastone per gli emigranti”, dove si annuncia la distribuzione alle Sezioni Atm  di un Dvd relativo ad un intervento televisivo del prosindaco Giancarlo Gentilini  che “ sgrida i concittadini all’estero  che  ( come una pugnalata) hanno votato a sinistra , aggiungendo che la “prossima volta , vi insegnerò io come per chi dovrete votare. Vi insegnerò io cos’è la realtà bolscevica  e cos’è invece la realtà dell’ordine, della disciplina e del rispetto della legge..” E quant’altro su cui l’Associazione preferisce non soffermarsi e continuare così questa sua riflessione di fondo.

La Trevisani nel Mondo è stata antesignana e si  è battuta fin dalla fondazione per questo diritto - dovere di voto,anche quando le istituzioni erano latitanti, perché potessero essere cittadini di serie A e non emarginati dalla vita civile del nostro paese. Abbiamo sempre collaborato e continuiamo a farlo con Istituzioni, enti locali, Comuni e specialmente con Provincia e Regione. A prescindere dal colore politico.   Per sostenere le politiche di sviluppo culturale e di relazione, che sono utili anche sul piano economico considerando che le nostre comunità nel mondo incrementano gli interscambi  della Marca Trevigiana e del Sistema Italia.

L’Atm ha portato , inizialmente in solitudine, l’affetto e il ricordo della terra di origine, ha percepito le esigenze e raccolto le istanze del mondo emigratorio. L’Atm non è mai entrata nel ventre di “ balene” di qualsiasi tipo, per i valori di matrice cristiana che ne ispirano lo Statuto e perseguendo lo scopo principale della solidarietà espressa nella  promozione integrale della persona emigrata . La sua “ ideologia” è quella di sentirci tutti fratelli di un’unica dimensione: quella umana.

Il voto è libero e segreto. E il suo esercizio può essere giudicato solo dalle singole coscienze. Ma, è poi vero che i trevigiani all’estero abbiano votato nella maniera che si dice ? In Sud America, ad esempio, sono stati votati i candidati delle associazioni e non di partito e tantomeno di schieramento. La loro scelta di parte è avvenuta non perché si riconoscessero in questo o in quello in tutto e per tutto, ma in quanto ritenevano in questo modo di avere più voce e di contare di più. Sarebbe stato così anche con risultato diverso, era annunciato.

Ad esempio in questo contesto abbiamo anche un deputato di origine trevigiana,  Riccardo Merlo,che sarà ricevuto lunedì 19  in Fondazione Cassamarca dal suo grande estimatore il presidente Dino De Poli (invitati anche esponenti dell’Atm e dell’Utrim ) per  poi visitare Miane , paese da dove erano partiti i genitori, ed essere omaggiato  dal sindaco. Anche Merlo “ non schierato”, quindi , ma da sempre capofila della Trevisani nel Mondo, del Cava (Comitato veneto associazioni argentine) di Buenos Aires e dell’Utrim-Ulm (“ Triveneti” e “ Umanesimo”) d’Argentina. Non si può fare, quindi, di ogni erba un fascio accusando indiscriminatamente. Sono affermazioni generiche. Tantomeno, non è  giusto siano “ bacchettati” da rappresentanti di una società che solo ad un certo punto ha preso ad occuparsi  dell’emigrazione. Queste  esternazioni appaiono pericolose e umilianti nei confronti  di nostri conterranei che sono quotidianamente alle prese con il confronto di una convivenza integrata di cu ne i hanno fatto una conquista e una  ragione di vita.

Gli emigrati trevigiani hanno cominciato a sentirsi meno isolati e hanno goduto di considerazione soltanto a partire dal 1973, quando è stata fondata  da don Canuto Toso ) l’Atm . Nel tempo e gradualmente , tirandosi appresso le attenzioni e gli importanti riconoscimenti anche di molte istituzioni locali. L’Atm invita piuttosto i propri politici a visitare i nostri conterranei nei siti di insediamento, ne riporteranno sicuramente un positivo riscontro. Le persone, autorità  e amministratori  che lo hanno fatto, talvolta al nostro seguito, ne sono tornati sensibilizzati e con un bagaglio di esperienza. Ed è stata una grande scuola. Realistica. E dal vivo”.  ( r.m.-Inform) 


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