INFORM - N. 121 - 19 giugno 2006


INTEGRAZIONE

Riforma sulla cittadinanza, obiettivo comune per la Consulta islamica e il Governo

 

ROMA - Il ministro dell'Interno Giuliano Amato, ha presieduto  nei giorni scorsi al Viminale la quarta riunione della Consulta per l'Islam italiano. La pronta convocazione della consulta, focalizzata sul tema della cittadinanza, è il segno della volontà del ministro di dare rinnovato impulso ai lavori dell'organismo. L'intendimento - secondo una nota del Viminale - è stato accolto con viva soddisfazione da tutti i componenti. Aprendo i lavori il ministro ha sottolineato come ''la riforma della normativa sulla cittadinanza costituisca uno dei primi obiettivi del suo ministero e dell'intero governo'', come del resto annunciato nel programma dell'Unione. Anche perché per il ministro ''la cittadinanza è un elemento fondamentale per una reale integrazione e per il radicamento delle comunità immigrate in Italia, delle quali la componente di cultura e religione islamica è parte consistente. Tutti i membri della Consulta hanno convenuto sulla necessità di una riforma della legge sulla cittadinanza che consideri, tra l'altro, un riequilibrio tra il principio dello jus sanguinis e quello dello jus soli e hanno formulato proposte su specifici aspetti. Tra i punti fondanti della riforma c'è quello di legare la cittadinanza, per i nuovi nati,  proprio allo 'ius soli', riducendo anche il tempo necessario per l' acquisizione.

Il ministro ha dato mandato a un gruppo di lavoro, da costituire in seno alla Consulta, di elaborare un documento, entro tre settimane, che contenga  concrete proposte di cui si terrà conto, insieme ad altri contributi, in sede di elaborazione legislativa. Nell'ambito della riunione il ministro ha anche dato notizia della costituzione di un'unità di missione in seno al gabinetto del ministro per il supporto alla consulta, unitamente alla segreteria tecnica. Quest’ultima, ulteriormente integrata da componenti della consulta, si avvarrà della disponibilità di un'apposita sede. La riunione si è conclusa con la determinazione di un calendario di lavori, che prevede due nuove convocazioni della consulta per il prossimo autunno.

Quanto affermato dal neo ministro dell’ Interno ha sollecitato la risposta dell’on. Maurizio Gasparri dell’esecutivo di Alleanza nazionale il quale ha dichiarato: "E' logico avviare una riflessione più approfondita sui problemi della cittadinanza ma non possiamo cedere alle pressioni della Consulta islamica e dei gruppi di immigrati che vorrebbero probabilmente abbassare troppo i parametri per l'accesso alla cittadinanza. In questi anni, in molti Paesi occidentali, l'Inghilterra tra tutti, i criteri per ammissione alla cittadinanza sono diventati più selettivi e si esige una conoscenza della lingua, dei costumi, delle tradizioni, delle leggi del Paese di cui si vuole diventare cittadini. La pressione demografica, i flussi di immigrazione clandestina e irregolare, devono quindi indurre ad una grande cautela su questi temi. E' necessario evitare di dare la sensazione che l'Italia, tra sanatorie annunciate e cittadinanze facili, diventi l'approdo di tutte le disperazioni del mondo. Le politiche di integrazione non devono fare rima con la resa ad un'autentica invasione dall'estero". Quello della cittadinanza è un argomento spinoso, che coinvolge migliaia di persone, sul quale maggioranza e opposizione saranno chiamate a confrontarsi seriamente sia a livello nazionale che europeo; d'altronde già nella precedente legislatura erano stati presentati numerosi disegni di legge, da parlamentari di entrambi gli schieramenti,  a dimostrazione della particolare rilevanza politica del tema. (Francesca Mascellini-Inform) 


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