INTEGRAZIONE
Riforma sulla cittadinanza, obiettivo comune
per
ROMA - Il ministro dell'Interno Giuliano Amato, ha presieduto
nei giorni scorsi al Viminale la quarta riunione della Consulta per l'Islam
italiano. La pronta convocazione della consulta, focalizzata sul tema della
cittadinanza, è il segno della volontà del ministro di dare rinnovato impulso
ai lavori dell'organismo. L'intendimento - secondo una nota del Viminale - è
stato accolto con viva soddisfazione da tutti i componenti. Aprendo i lavori
il ministro ha sottolineato come ''la riforma della normativa sulla cittadinanza
costituisca uno dei primi obiettivi del suo ministero e dell'intero governo'',
come del resto annunciato nel programma dell'Unione. Anche perché per il ministro
''la cittadinanza è un elemento fondamentale per una reale integrazione e per
il radicamento delle comunità immigrate in Italia, delle quali la componente
di cultura e religione islamica è parte consistente. Tutti i membri della Consulta
hanno convenuto sulla necessità di una riforma della legge sulla cittadinanza
che consideri, tra l'altro, un riequilibrio tra il principio dello jus sanguinis
e quello dello jus soli e hanno formulato proposte su specifici aspetti. Tra
i punti fondanti della riforma c'è quello di legare la cittadinanza, per i nuovi
nati, proprio allo 'ius soli', riducendo
anche il tempo necessario per l' acquisizione.
Il ministro ha dato mandato a un gruppo di lavoro, da
costituire in seno alla Consulta, di elaborare un documento, entro tre settimane,
che contenga concrete proposte di cui
si terrà conto, insieme ad altri contributi, in sede di elaborazione legislativa.
Nell'ambito della riunione il ministro ha anche dato notizia della costituzione
di un'unità di missione in seno al gabinetto del ministro per il supporto alla
consulta, unitamente alla segreteria tecnica. Quest’ultima, ulteriormente integrata
da componenti della consulta, si avvarrà della disponibilità di un'apposita
sede. La riunione si è conclusa con la determinazione di un calendario di lavori,
che prevede due nuove convocazioni della consulta per il prossimo autunno.
Quanto
affermato dal neo ministro dell’ Interno ha sollecitato la risposta dell’on.
Maurizio Gasparri dell’esecutivo di Alleanza nazionale il quale ha dichiarato:
"E' logico avviare una riflessione più approfondita sui problemi della
cittadinanza ma non possiamo cedere alle pressioni della Consulta islamica e
dei gruppi di immigrati che vorrebbero probabilmente abbassare troppo i parametri
per l'accesso alla cittadinanza. In questi anni, in molti Paesi occidentali,
l'Inghilterra tra tutti, i criteri per ammissione alla cittadinanza sono diventati
più selettivi e si esige una conoscenza della lingua, dei costumi, delle tradizioni,
delle leggi del Paese di cui si vuole diventare cittadini. La pressione demografica,
i flussi di immigrazione clandestina e irregolare, devono quindi indurre ad
una grande cautela su questi temi. E' necessario evitare di dare la sensazione
che l'Italia, tra sanatorie annunciate e cittadinanze facili, diventi l'approdo
di tutte le disperazioni del mondo. Le politiche di integrazione non devono
fare rima con la resa ad un'autentica invasione dall'estero". Quello della
cittadinanza è un argomento spinoso, che coinvolge migliaia di persone, sul
quale maggioranza e opposizione saranno chiamate a confrontarsi seriamente sia
a livello nazionale che europeo; d'altronde già nella precedente legislatura
erano stati presentati numerosi disegni di legge, da parlamentari di entrambi
gli schieramenti, a dimostrazione della particolare rilevanza
politica del tema. (Francesca Mascellini-Inform)