INFORM - N. 120 - 16 giugno 2006


GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO

Incontro  promosso da Amnesty International

“Lampedusa, terra di diritti umani”

 

ROMA - Venerdì 23 giugno a Lampedusa, alle ore 18 presso la sala “Vicinu ‘u mari”, si svolgerà l’incontro pubblico “Lampedusa, terra di diritti umani”, organizzato da Amnesty International in collaborazione con l’associazione lampedusana “Alternativa giovani Onlus”. All’incontro prenderanno parte, oltre ad Amnesty International, rappresentanti dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), un medico della missione di Medici senza Frontiere sull’isola e un’ avvocatessa attiva nella protezione dei diritti umani dei migranti.

L’incontro concluderà un ciclo di iniziative che la Sezione Italiana di Amnesty International ha promosso in Sicilia nella settimana in cui si celebra la Giornata internazionale del rifugiato del 20 giugno.

Nel corso dei vari appuntamenti, in programma a partire da sabato 17 a Catania, Siracusa, Ragusa e Agrigento, Amnesty International presenterà la propria campagna “Invisibili”, sui minori migranti detenuti all’arrivo alla frontiera marittima italiana, e illustrerà le proprie preoccupazioni circa le politiche italiane in materia di asilo e immigrazione portate avanti nell’ultimo decennio e le proprie raccomandazioni per una normativa e una prassi diverse e per un diverso linguaggio dei mezzi di comunicazione.

“L’incontro del 23 giugno mira a promuovere l’identità di Lampedusa quale luogo che intende giocare un ruolo forte nella protezione dei diritti umani di migranti e richiedenti asilo, rifiutando che vengano commesse violazioni nel proprio nome o in nome dei propri abitanti e nel proprio territorio” – ha dichiarato Giusy D’Alconzo, ricercatrice di Amnesty International. “Lampedusa deve essere famosa in Europa e nel mondo per le sue bellezze e non per essere citata nei ricorsi alla Corte europea dei diritti umani, deve essere un luogo che i difensori dei diritti umani possano considerare un esempio, e il cui nome non evochi mai più espulsioni collettive, detenzione arbitraria, maltrattamenti, ma rispetto e protezione degli esseri umani.”

Secondo Amnesty International, gli aspetti di solidarietà e rispetto nell’approccio della popolazione di Lampedusa agli arrivi di migranti in questi anni non sono stati resi visibili, non sono stati valorizzati, pur essendo stati numerosi e ripetuti. Nel contempo Lampedusa, sottolinea l’organizzazione, ha rischiato di scontare l’effetto del linguaggio ansiogeno dei mezzi di comunicazione, che presentano l’arrivo di migranti e richiedenti asilo come un’aggressione e una minaccia di cui aver paura. Più di recente Lampedusa ha rischiato inoltre di vedere attribuita alla propria popolazione una volontà compatta di allontanare i migranti ed una conseguente tolleranza verso le violazioni commesse nel proprio territorio.

“Il messaggio dell’incontro è proprio affermare che questo ragionamento è interamente falsato: non è vero che i migranti sono minacciosi, non è vero che l’isola è insicura, non è vero che i suoi abitanti tollerano le violazioni dei diritti umani” – ha aggiunto D’Alconzo. “Amnesty International vuole sottolineare che non vi è una scelta alternativa tra sicurezza e diritti umani, tra diritti dei cittadini di Lampedusa e diritti dei migranti e dei richiedenti asilo. Se in un luogo si propaga la cultura dei diritti umani, questa giova a tutti. Se si creano servizi l’intera comunità ne beneficia. Se invece si ammette la possibilità di abusi e violazioni, questa rende tutti più insicuri.” (Inform)


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