GIORNATA
MONDIALE DEL RIFUGIATO
Incontro promosso da Amnesty International
“Lampedusa, terra di diritti umani”
ROMA - Venerdì 23 giugno a Lampedusa, alle ore 18 presso
la sala “Vicinu ‘u mari”, si svolgerà l’incontro pubblico “Lampedusa, terra
di diritti umani”, organizzato da Amnesty International in collaborazione con
l’associazione lampedusana “Alternativa giovani Onlus”. All’incontro prenderanno
parte, oltre ad Amnesty International, rappresentanti dell’Alto Commissariato
delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), un medico della missione di Medici
senza Frontiere sull’isola e un’ avvocatessa attiva nella protezione dei diritti
umani dei migranti.
L’incontro concluderà un ciclo di iniziative che
Nel corso dei vari appuntamenti, in programma a partire
da sabato
“L’incontro del 23 giugno mira a promuovere l’identità
di Lampedusa quale luogo che intende giocare un ruolo forte nella protezione
dei diritti umani di migranti e richiedenti asilo, rifiutando che vengano commesse
violazioni nel proprio nome o in nome dei propri abitanti e nel proprio territorio”
– ha dichiarato Giusy D’Alconzo, ricercatrice di Amnesty International. “Lampedusa
deve essere famosa in Europa e nel mondo per le sue bellezze e non per essere
citata nei ricorsi alla Corte europea dei diritti umani, deve essere un luogo
che i difensori dei diritti umani possano considerare un esempio, e il cui nome
non evochi mai più espulsioni collettive, detenzione arbitraria, maltrattamenti,
ma rispetto e protezione degli esseri umani.”
Secondo Amnesty International, gli aspetti di solidarietà
e rispetto nell’approccio della popolazione di Lampedusa agli arrivi di migranti
in questi anni non sono stati resi visibili, non sono stati valorizzati, pur
essendo stati numerosi e ripetuti. Nel contempo Lampedusa, sottolinea l’organizzazione,
ha rischiato di scontare l’effetto del linguaggio ansiogeno dei mezzi di comunicazione,
che presentano l’arrivo di migranti e richiedenti asilo come un’aggressione
e una minaccia di cui aver paura. Più di recente Lampedusa ha rischiato inoltre
di vedere attribuita alla propria popolazione una volontà compatta di allontanare
i migranti ed una conseguente tolleranza verso le violazioni commesse nel proprio
territorio.
“Il messaggio dell’incontro è proprio affermare che questo
ragionamento è interamente falsato: non è vero che i migranti sono minacciosi,
non è vero che l’isola è insicura, non è vero che i suoi abitanti tollerano
le violazioni dei diritti umani” – ha aggiunto D’Alconzo. “Amnesty International
vuole sottolineare che non vi è una scelta alternativa tra sicurezza e diritti
umani, tra diritti dei cittadini di Lampedusa e diritti dei migranti e dei richiedenti
asilo. Se in un luogo si propaga la cultura dei diritti umani, questa giova
a tutti. Se si creano servizi l’intera comunità ne beneficia. Se invece si ammette
la possibilità di abusi e violazioni, questa rende tutti più insicuri.” (Inform)