INFORM - N. 120 - 16 giugno 2006


COMITATO DELLE REGIONI EUROPEE

Mercedes Bresso (Piemonte), portavoce delle Regioni in Europa

Ridurre il “deficit democratico” in UE aumentando partecipazione dal basso con migliore comunicazione tra istituzioni europee e cittadini

 

BRUXELLES - Ridurre il “deficit democratico” esistente a livello comunitario aumentando le possibilità di partecipazione dal basso grazie a una migliore comunicazione tra istituzioni europee e cittadini: è questo l’obiettivo di fondo del parere che la presidente del Piemonte, Mercedes Bresso, ha presentato il 15 giugno a Bruxelles durante la 65a. sessione plenaria del Comitato delle Regioni.

Approvato all’unanimità in presenza della vice presidente della Commissione europea, Margot Wallstrom, il parere di Bresso ha inteso dare una più forte valenza territoriale alle politiche proposte negli ultimi mesi dalla Commissione europea per il rilancio del dibattito sul futuro dell’Europa, esplicitate nel “Piano D per la Democrazia, il Dialogo e il Dibattito” e nel “Libro Bianco per una politica di comunicazione europea”. Questi documenti, lanciati in seguito al “no” francese e olandese al Trattato costituzionale europeo, rispondono alla necessità di rianimare da un lato il dibattito sul futuro dell’Europa e, dall’altro, di migliorare la comunicazione e il passaggio di informazioni tra istituzioni e media europei.

Il parere della presidente ha, rispetto a queste tematiche, sottolineato come il ruolo delle Regioni sia di fondamentale importanza nel processo di integrazione europea, in quantoistituzioni le più vicine ai cittadini. In questo senso, suggerisce di aggiungere anche la D di Decentralizzazione al titolo del “Piano D”: molto più che un semplice dettaglio formale, in quanto significherebbe la volontà di utilizzare i media e le agenzie di stampa regionali per comunicare il “progetto Europa” attraverso forum, dibattiti e iniziative attivate a livello locale.

Bresso ha accolto il voto con viva soddisfazione: “Sono molto contenta del risultato politico raggiunto. Tutti i membri del Comitato desiderano un’Europa che ascolti le sue Regioni, non perché questo diminuirebbe la forza dell’Europa, ma anzi perché la renderebbe migliore, più vicina ai propri cittadini, più democratica e nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà”. Infine, ha evidenziato la necessità che la Commissione tenga maggiormente in considerazione i pareri espressi dal Comitato delle Regioni.

Ma che cos’è e che ruolo ha il Comitato delle Regioni? Creato nel 1994, è l’assemblea politica che dà voce agli enti locali e regionali in seno all’Unione europea ed è composto da 317 membri che sono i rappresentanti eletti di enti locali e regionali della propria regione di origine, oppure rivestono in tali enti cariche di rilievo. A norma dei trattati, la Commissione e il Consiglio europeo sono tenuti a consultare il Comitato delle Regioni ogni volta che vengono avanzate nuove proposte in settori che interessano la realtà locale e regionale. Il Comitato è allora chiamato a proporre un parere nel quale vengono esposte affinità e divergenze rispetto alle proposte della Commissione europea. (Inform)


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