INFORM - N. 120 - 16 giugno 2006


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Da “La Voce del Popolo” di Fiume

Etnie, l'unione fa la forza.

Incontro a Capodistria tra i vertici minoritari italiani e sloveni. Si punta a iniziative comuni, sviluppando il valore della solidarietà

 

CAPODISTRIA – Minoranze alleate per affrontare le sfide del domani. Lo hanno ribadito ieri a Capodistria i vertici delle due comunità nazionali, italiana in Slovenia e Croazia e slovena in Italia. Da una parte Maurizio Tremul e Silvano Sau, presidenti dell’Unione Italiana rispettivamente della Comunità autogestita costiera della nazionalità, dall’altra Rudi Pavsič e Drago Štoka a capo dell’Unione culturale economica slovena (SKGZ) rispettivamente della Confederazione delle organizzazioni slovene (SSO).

“L’incontro”, ha rilevato Tremul, “è servito per tracciare una panoramica delle rispettive problematiche e indicare priorità e prospettive per rendere più incisiva la nostra presenza in quest’area. Una strada da percorrere assieme, con iniziative comuni, sviluppando il valore della solidarietà”. In tutti la convinzione non soltanto della necessità di rafforzare la collaborazione, sulla falsariga della progettazione europea che ha già offerto spunti d’interesse, ma anche di proporsi quale fattore coesivo del territorio e dei rapporti bilaterali tra gli Stati di appartenenza.

“Confidiamo molto”, ha osservato Pavsič, “nel colloquio in agenda la prossima settimana tra i ministri degli Esteri, italiano e sloveno, che potrebbe rappresentare l’importante svolta nella ripresa dei rapporti tra i due Paesi. Un incontro, dopo anni di stallo, dove dovrebbe trovare collocazione, tra l’altro, la realtà delle comunità nazionali”. “L’auspicio”, ha sottolineato Tremul, “è che ci siano anche delle consultazioni con i rappresentanti minoritari per presentare le problematiche più scottanti”. “Da Lubiana”, ha lamentato Sau, “mancano ad esempio risposte adeguate a diversi interrogativi. Dai risultati scoraggianti dell’ultimo censimento alle politiche economiche, dalla scuola alla situazione dei programmi italiani della RTV di Capodistria”. Per la comunità slovena vale invece il discorso della piena attuazione della legge di tutela. Da rilanciare anche il tavolo di lavoro delle minoranze istituito nell’ambito della commissione mista Friuli Venezia Giulia – Slovenia che dopo il convegno sulla rispettiva situazione in campo economico non si è più riunito. “Sono momenti d’incontro importanti”, è stato rimarcato, “per condividere iniziative, confrontarsi e trovare le soluzioni migliori per contribuire alla valorizzazione e crescita delle rispettive comunità. Oggi ancor di più di fronte ad una società in rapida evoluzione, compresi i processi d’integrazione europea”. Ed è anche per definire il proprio ruolo in questo mondo globale che i vertici minoritari intendono fare fronte comune. A tale proposito è stata accolta l’opportunità di creare un coordinamento fisso tra le organizzazioni delle due comunità nazionali per aggiornare le varie tematiche, definire priorità e approcci operativi, come pure di avvicinare la realtà minoritaria alle giovani generazioni coinvolgendo il mondo scolastico. Štoka ha pure ipotizzato l’ingresso dei rappresentanti della comunità italiana nei fori europei che si occupano di problematiche minoritarie. La ricetta è quella di solidarizzare anche per contare di più, presentandosi compatti al cospetto dei rispettivi interlocutori, evitando però la formula della reciprocità. “Ogni minoranza”, ha detto Pavsič, “rappresenta una realtà specifica che esige rispetto. Quelli che demonizzano la Comunità Nazionale Italiana non fanno certo un favore alla componente minoritaria slovena.” (Claudio Moscarda- La Voce del Popolo/Inform)


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