STAMPA
ITALIANA ALL’ESTERO
Da
“
Etnie, l'unione fa la forza.
Incontro a Capodistria tra i vertici minoritari
italiani e sloveni. Si punta a iniziative comuni, sviluppando il valore della
solidarietà
CAPODISTRIA – Minoranze alleate per affrontare le sfide
del domani. Lo hanno ribadito ieri a Capodistria i vertici delle due comunità
nazionali, italiana in Slovenia e Croazia e slovena in Italia. Da una parte
Maurizio Tremul e Silvano Sau, presidenti dell’Unione Italiana rispettivamente
della Comunità autogestita costiera della nazionalità, dall’altra Rudi Pavsič
e Drago Štoka a capo dell’Unione culturale economica slovena (SKGZ) rispettivamente
della Confederazione delle organizzazioni slovene (SSO).
“L’incontro”, ha rilevato Tremul, “è servito per tracciare
una panoramica delle rispettive problematiche e indicare priorità e prospettive
per rendere più incisiva la nostra presenza in quest’area. Una strada da percorrere
assieme, con iniziative comuni, sviluppando il valore della solidarietà”. In
tutti la convinzione non soltanto della necessità di rafforzare la collaborazione,
sulla falsariga della progettazione europea che ha già offerto spunti d’interesse,
ma anche di proporsi quale fattore coesivo del territorio e dei rapporti bilaterali
tra gli Stati di appartenenza.
“Confidiamo molto”, ha osservato Pavsič, “nel colloquio
in agenda la prossima settimana tra i ministri degli Esteri, italiano e sloveno,
che potrebbe rappresentare l’importante svolta nella ripresa dei rapporti tra
i due Paesi. Un incontro, dopo anni di stallo, dove dovrebbe trovare collocazione,
tra l’altro, la realtà delle comunità nazionali”. “L’auspicio”, ha sottolineato
Tremul, “è che ci siano anche delle consultazioni con i rappresentanti minoritari
per presentare le problematiche più scottanti”. “Da Lubiana”, ha lamentato Sau,
“mancano ad esempio risposte adeguate a diversi interrogativi. Dai risultati
scoraggianti dell’ultimo censimento alle politiche economiche, dalla scuola
alla situazione dei programmi italiani della RTV di Capodistria”. Per la comunità
slovena vale invece il discorso della piena attuazione della legge di tutela.
Da rilanciare anche il tavolo di lavoro delle minoranze istituito nell’ambito
della commissione mista Friuli Venezia Giulia – Slovenia che dopo il convegno
sulla rispettiva situazione in campo economico non si è più riunito. “Sono momenti
d’incontro importanti”, è stato rimarcato, “per condividere iniziative, confrontarsi
e trovare le soluzioni migliori per contribuire alla valorizzazione e crescita
delle rispettive comunità. Oggi ancor di più di fronte ad una società in rapida
evoluzione, compresi i processi d’integrazione europea”. Ed è anche per definire
il proprio ruolo in questo mondo globale che i vertici minoritari intendono
fare fronte comune. A tale proposito è stata accolta l’opportunità di creare
un coordinamento fisso tra le organizzazioni delle due comunità nazionali per
aggiornare le varie tematiche, definire priorità e approcci operativi, come
pure di avvicinare la realtà minoritaria alle giovani generazioni coinvolgendo
il mondo scolastico. Štoka ha pure ipotizzato l’ingresso dei rappresentanti
della comunità italiana nei fori europei che si occupano di problematiche minoritarie.
La ricetta è quella di solidarizzare anche per contare di più, presentandosi
compatti al cospetto dei rispettivi interlocutori, evitando però la formula
della reciprocità. “Ogni minoranza”, ha detto Pavsič, “rappresenta una
realtà specifica che esige rispetto. Quelli che demonizzano