STAMPA
ITALIANA ALL’ESTERO
Dal
“Corriere d’Italia” di Francoforte
Formazione professionale? Che è?
FRANCOFORTE - Cominciamo dai dati positivi. Tra i gruppi
stranieri in Germania gli italiani sono al secondo posto percentuale per ciò
che riguarda il numero delle ditte e degli artigiani (13,1%); superati solo
dai greci, che arrivano al 15,5%.
I turchi fanno meno impresa e rimangono al 5,8%. Gli
italiani cioé hanno voglia di muoversi. Fa parte della cultura tradizionale
che un italiano porta con sé: piccolo è bello, ovvero meglio sudare in proprio
che sudare sotto padrone. Le imprese sono spesso di modeste dimensioni, tecnologicamente
non eccellenti, ma intanto ci sono e creano ricchezza, per sé e per gli altri.
Queste imprese però formano pochi giovani: il 6% contro il 15% delle imprese
turche.
E qui comincia ad essere evidente il disinteresse che
gli italiani dimostrano spesso -non tutti per fortuna- verso il tema della formazione
professionale. Ciò in un mercato del lavoro come quello tedesco nel quale, se
non hai una qualifica, non entri. Le famiglie -parecchie di esse almeno- conoscono
poco i meccanismi del sistema duale della scuola tedesca, e cadono nelle trappole
che il sistema stesso tende.
Per contro, le nostre autorità fanno pochino per aiutare
la nostra gente. Non fanno niente per creare condizioni di collaborazione con
le autorità tedesche per risolvere insieme un problema che è anzitutto loro.
I risultati li vediamo, ne abbiamo già parlato. Di nuovo c’è però che i ministeri
tedeschi si stanno muovendo proprio nel campo della formazione professionale
per giovani stranieri. Funziona già un Nationalpakt für Ausbildung und Fachkräftenachwuchs
e in autunno sarà varata una Charta der Vielfalt. Buone notizie. Speriamo che
le nostre autorità ne sappiano qualcosa. (Mauro Montanari-Corriere d’Italia/Inform)