PATRONATI
L’Inas a confronto con le istituzioni UE
sul progetto di patronato europeo
Presentata a Bruxelles l’idea di struttura
sovranazionale per la tutela previdenziale
ROMA L’Inas-Cisl incassa riscontri positivi a Bruxelles
sul progetto del patronato europeo e lavorerà per adeguarlo alle indicazioni ricevute negli
importanti incontri con vari rappresentanti di organismi istituzionali della
Ue.
E’ questo il risultato del viaggio in Belgio della presidenza
del patronato Inas, il cui scopo era quello di presentare, appunto, l’idea –
fatta propria anche dal Ce.Pa. (Centro Patronati: Acli, Inas-Cisl, Inca-Cgil,
Ital-Uil) - per una struttura sovranazionale che tuteli i diritti dei lavoratori
in materia di previdenza. Con l’appuntamento di Bruxelles, questa proposta ha
fatto un passo avanti grazie all’importante confronto con il Vicepresidente
del Parlamento europeo Luigi Cocilovo, che ritiene molto positivo il lavoro
per integrare esperienze del patronato in una rete a livello europeo, per affrontare
il problema della tutela degli immigrati, dei lavoratori tranfrontalieri e di
coloro che lavorano in vari paesi dell’Unione europea.
Nell’incontro con Mario Sepi, presidente della II Commissione
del Comitato economico sociale europeo (Cese), è emersa la possibilità di legare
il percorso del progetto di tutela europea sulla previdenza per i lavoratori
all’ambito della mobilità dei cittadini europei. Per realizzare questa idea
è necessario un forte appoggio da parte della Ces (Confederazione europea dei
sindacati) e, ovviamente, dei sindacati italiani che, come ha spiegato Claudio
Stanzani, direttore della Social Development Agency (Sda) della Ces devono impegnarsi
a sostenere questa idea, in modo da farla rientrare nell’agenda della Confederazione.
Questo sostegno, inoltre, deve essere orientato - secondo Walter Cerfeda, segretario
della Ces - a veicolare la conoscenza del ruolo del patronato, una struttura
che è presente solo in Italia, sconosciuta quindi negli altri paesi europei”.
Dunque, “il progetto deve essere rafforzato e aggiornato dal punto di vista
organizzativo - come ha spiegato il presidente
dell’Inas Giancarlo Panero – ma mantenendone intatte le solide fondamenta che
lo rendono valido”.(Inform)