INFORM - N. 118 - 14 giugno 2006


PATRONATI

L’Inas a confronto con le istituzioni UE sul progetto di patronato europeo

Presentata a Bruxelles l’idea di struttura sovranazionale per la tutela previdenziale

 

ROMA L’Inas-Cisl incassa riscontri positivi a Bruxelles sul progetto del patronato europeo e lavorerà  per adeguarlo alle indicazioni ricevute negli importanti incontri con vari rappresentanti di organismi istituzionali della Ue.

E’ questo il risultato del viaggio in Belgio della presidenza del patronato Inas, il cui scopo era quello di presentare, appunto, l’idea – fatta propria anche dal Ce.Pa. (Centro Patronati: Acli, Inas-Cisl, Inca-Cgil, Ital-Uil) - per una struttura sovranazionale che tuteli i diritti dei lavoratori in materia di previdenza. Con l’appuntamento di Bruxelles, questa proposta ha fatto un passo avanti grazie all’importante confronto con il Vicepresidente del Parlamento europeo Luigi Cocilovo, che ritiene molto positivo il lavoro per integrare esperienze del patronato in una rete a livello europeo, per affrontare il problema della tutela degli immigrati, dei lavoratori tranfrontalieri e di coloro che lavorano in vari paesi dell’Unione europea.

Nell’incontro con Mario Sepi, presidente della II Commissione del Comitato economico sociale europeo (Cese), è emersa la possibilità di legare il percorso del progetto di tutela europea sulla previdenza per i lavoratori all’ambito della mobilità dei cittadini europei. Per realizzare questa idea è necessario un forte appoggio da parte della Ces (Confederazione europea dei sindacati) e, ovviamente, dei sindacati italiani che, come ha spiegato Claudio Stanzani, direttore della Social Development Agency (Sda) della Ces devono impegnarsi a sostenere questa idea, in modo da farla rientrare nell’agenda della Confederazione. Questo sostegno, inoltre, deve essere orientato - secondo Walter Cerfeda, segretario della Ces - a veicolare la conoscenza del ruolo del patronato, una struttura che è presente solo in Italia, sconosciuta quindi negli altri paesi europei”. Dunque, “il progetto deve essere rafforzato e aggiornato dal punto di vista organizzativo  - come ha spiegato il presidente dell’Inas Giancarlo Panero – ma mantenendone intatte le solide fondamenta che lo rendono valido”.(Inform)


Vai a: