STAMPA
ITALIANA ALL’ESTERO
Su
M.C.L. Belgio Flash, giugno 2006, l’editoriale di Epifanio Guarneri
Due scadenze elettorali: due occasioni
per contare politicamente
BRUXELLES - Due importanti scadenze elettorali sono alle
porte.
La prima, più immediata, è il referendum costituzionale
per il quale, come cittadini italiani all’estero, siamo chiamati a promuovere
o bocciare la riforma costituzionale approvata dal Parlamento nella scorza legislatura
esprimendo il nostro voto per corrispondenza e facendo giungere al consolato
entro il 22 giugno la busta ricevuta.
La seconda scadenza
elettorale riguarda il Paese in cui viviamo e lavoriamo, il Belgio, dove l’8
ottobre prossimo si svolgeranno le elezioni comunali, a cui con un piccolo sacrificio
- l’iscrizione nelle liste elettorali
entro il 31 luglio – possiamo e, almeno questo è il nostro
punto di vista, dobbiamo partecipare.
Come si vede di due elezioni ben diverse. Ma che ci danno
le possibilità di confermare con consapevolezza la nostra duplice appartenenza
al nostro Paese di origine a cui ci sentiamo sempre legati e al Paese in cui
con il nostro lavoro ci siamo meritati rispetto e dove, anche grazie all’Unione
europea, possiamo partecipare sia all’elezioni europee sia alle elezioni comunali.
Per quanto concerne il referendum costituzionale, sono
in molti a volere attribuirgli ad ogni costo un significato eminentemente politico.
Se vincono i Sì il Governo Prodi verrà a trovarsi in forte difficoltà e si creeranno
le condizioni per le elezioni anticipate. Se invece prevalgono
i No il Governo Prodi potrà leggervi nella vittoria dei promotori del
referendum abrogativo la conferma popolare del suo diritto a governare messa
in discussione per via della striminzita maggioranza di voti ottenuti.
È chiaro che questa lettura ha una sua legittimità. Tuttavia,
resta il fatto che c’è in gioco una riforma che introduce novità sostanziali
come la riduzione del numero dei parlamentari, la fine del bicameralismo perfetto,
la razionalizzazione e velocizzazione delle procedure di formazione delle leggi,
il premierato (gli elettori scelgono il Primo Ministro, il programma e la coalizione
di governo), il trasferimento di maggiori competenze alle Regioni (la cosiddetta
Devoluzione), la reintroduzione del principio dell’ “interesse nazionale”, ecc.
Come si vede, ridurre il referendum ad un promulgamento
delle elezioni politiche del mese di aprile, è un modo di vedere che non condividiamo,
perciò invitiamo gli elettori a guardare di più alla sostanza della riforma
in discussione che alle considerazioni strettamente politiche.
Per quanto riguarda le elezioni comunali belghe dell’8
ottobre, vogliamo ricordare innanzi tutto
che votare costituisce in una democrazia un atto primordiale. Sottrarsi a questo
dovere significa limitare la nostra qualità di cittadini.
Siamo da sessant’anni in questo Paese. Ma è solo da sei
anni che possiamo partecipare alle elezioni comunali. Ora si tratta di non sprecare
questo traguardo tanto agognato.
A coloro che non lo fecero in occasione delle elezioni
comunali del 2000 viene chiesto d’iscriversi nelle liste elettorali entro il
31 luglio. (vedi a pag.).
Vale la pena fare sentire la nostra voce, come vale la
pena contare politicamente, magari dando il proprio voto di preferenza ai candidati
italiani. (Epifanio Guarneri-MCL Belgio Flash/Inform)