INFORM - N. 117 - 13 giugno 2006


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Su M.C.L. Belgio Flash, giugno 2006, l’editoriale di Epifanio Guarneri

Due scadenze elettorali: due occasioni per contare politicamente

 

BRUXELLES - Due importanti scadenze elettorali sono alle porte.

La prima, più immediata, è il referendum costituzionale per il quale, come cittadini italiani all’estero, siamo chiamati a promuovere o bocciare la riforma costituzionale approvata dal Parlamento nella scorza legislatura esprimendo il nostro voto per corrispondenza e facendo giungere al consolato entro il 22 giugno la busta ricevuta.

 La seconda scadenza elettorale riguarda il Paese in cui viviamo e lavoriamo, il Belgio, dove l’8 ottobre prossimo si svolgeranno le elezioni comunali, a cui con un piccolo sacrificio  - l’iscrizione nelle liste elettorali  entro il  31 luglio – possiamo e, almeno questo è il nostro punto di vista,  dobbiamo partecipare.

Come si vede di due elezioni ben diverse. Ma che ci danno le possibilità di confermare con consapevolezza la nostra duplice appartenenza al nostro Paese di origine a cui ci sentiamo sempre legati e al Paese in cui con il nostro lavoro ci siamo meritati rispetto e dove, anche grazie all’Unione europea, possiamo partecipare sia all’elezioni europee sia alle elezioni comunali.

Per quanto concerne il referendum costituzionale, sono in molti a volere attribuirgli ad ogni costo un significato eminentemente politico. Se vincono i Sì il Governo Prodi verrà a trovarsi in forte difficoltà e si creeranno le condizioni per le elezioni anticipate. Se invece prevalgono  i No il Governo Prodi potrà leggervi nella vittoria dei promotori del referendum abrogativo la conferma popolare del suo diritto a governare messa in discussione per via della striminzita maggioranza di voti ottenuti.

È chiaro che questa lettura ha una sua legittimità. Tuttavia, resta il fatto che c’è in gioco una riforma che introduce novità sostanziali come la riduzione del numero dei parlamentari, la fine del bicameralismo perfetto, la razionalizzazione e velocizzazione delle procedure di formazione delle leggi, il premierato (gli elettori scelgono il Primo Ministro, il programma e la coalizione di governo), il trasferimento di maggiori competenze alle Regioni (la cosiddetta Devoluzione), la reintroduzione del principio dell’ “interesse nazionale”, ecc.

Come si vede, ridurre il referendum ad un promulgamento delle elezioni politiche del mese di aprile, è un modo di vedere che non condividiamo, perciò invitiamo gli elettori a guardare di più alla sostanza della riforma in discussione che alle considerazioni strettamente politiche.

Per quanto riguarda le elezioni comunali belghe dell’8 ottobre,  vogliamo ricordare innanzi tutto che votare costituisce in una democrazia un atto primordiale. Sottrarsi a questo dovere significa limitare la nostra qualità di cittadini.

Siamo da sessant’anni in questo Paese. Ma è solo da sei anni che possiamo partecipare alle elezioni comunali. Ora si tratta di non sprecare questo traguardo tanto agognato.

A coloro che non lo fecero in occasione delle elezioni comunali del 2000 viene chiesto d’iscriversi nelle liste elettorali entro il 31 luglio. (vedi a pag.).

Vale la pena fare sentire la nostra voce, come vale la pena contare politicamente, magari dando il proprio voto di preferenza ai candidati italiani. (Epifanio Guarneri-MCL Belgio Flash/Inform)


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