REFERENDUM
COSTITUZIONALE
Silvia Terribili (Italia dei Valori Olanda):
Tutte le ragioni del No
“
AMSTERDAM
– A nome di Italia dei Valori-Olanda, chiediamo ai cittadini italiani la massima
mobilitazione per il voto sulla riforma anticostituzionale. Votiamo No al referendum
del 25 giugno e non dimentichiamo
che il quorum non è necessario!
Qui
di seguito sono indicate in breve tutte le ragioni del No.
Il nuovo Parlamento
Comprende
Camera dei Deputati e Senato Federale. Il numero dei Deputati scende a 518 (oggi
sono 630), quello dei senatori a 252 (da 315). Il governo finisce per assumere
in proprio anche il potere legislativo poiché gli spetta di decidere quali provvedimenti
ritiene indispensabili e su di essi può chiedere la fiducia. Se non l’ottiene,
può sciogliere
Il
Senato diventa federale, alla sua attività partecipano, ma senza diritto di
voto, rappresentanti delle regioni e delle autonomie locali. L’eleggibilità
si abbassa a 25 anni (dai 40 anni). Esamina solo le leggi regionali e quelle
che interessano le regioni. Qualora vi sia conflitto di competenza tra Senato
e Camera, la decisione viene presa da una Commissione paritetica che configura
una sorta di terza Camera. Camera e Senato non devono più dare la fiducia al
governo al momento della formazione.
Il
singolo parlamentare, a dispetto di quanto prevede l’art. 67 della Carta, viene
privato del suo ruolo di rappresentanza della Nazione e risulta limitata la
sua capacità di incidere nella dialettica politica.
Le leggi
La
formazione delle leggi diventa un rompicapo. Nel caso, tutt’altro che improbabile,
non sia chiaro chi legifera, saranno i presidenti di Camera e Senato a decidere
di comune accordo. I presidenti, però, possono anche incaricare un comitato
paritetico formato da 4 deputati e 4 senatori.
Le
leggi approvate dal Senato, dette “federali” sono soggette a una limitazione:
il governo, durante la discussione a Palazzo Madama, può chiedere modifiche
ritenute essenziali per l’attuazione del programma. Se il Senato le respinge
e
Le
leggi bicamerali, infine sono quelle approvate sia dalla Camera sia dal Senato.
Nel caso in cui una delle due Camere modifica il testo, entra in gioco un’altra
commissione mista paritetica che deve cercare un testo di conciliazione.
Il Presidente della Repubblica
Il
capo dello stato è semplicemente un notaio. Perde il potere di scioglimento
della Camere. Egli deve solo mettere la sua firma sotto le “richieste” del primo
ministro “che se ne assume l’esclusiva responsabilità”. Inoltre è stato
privato del potere di autorizzare la presentazione alla Camera dei disegni di
legge di iniziativa del governo. Sta scritto nella legge che egli è il garante
dell’unità federale dello Stato. Ma non si dice in che modi e con quali poteri.
Il Premierato
Si
rafforzano i poteri del premier che per l’insediamento non avrà più bisogno
della fiducia della Camera, ma solo di un voto sul programma. La sua elezione
sarà di fatto diretta: i candidati premier saranno collegati con i candidati
alla Camera e sulla base del risultato elettorale il capo dello Stato nominerà
primo ministro il candidato della coalizione vincente. Il Presidente della Repubblica
gli deve affidare automaticamente la formazione del governo. Il premier presenta
al Parlamento il ministero ma non deve chiedere alla Camera il voto di fiducia.
Non
esiste in nessun Paese europeo l’elezione diretta del primo ministro, né esiste
la sfiducia costruttiva limitata all’ambito della maggioranza parlamentare.
Il premier all’italiana avrà i poteri del Presidente degli Stati Uniti, più
quelli del Primo Ministro britannico, più quelli del cancelliere tedesco, ma
non incontrerà nessuno dei limiti e dei contrappesi che rendono democratici
il presidenzialismo americano, il premierato britannico e il cancellierato tedesco.
Potrà sciogliere
Consiglio Superiore della Magistratura
Nel
nuovo testo di riforma, metà dei giudici dell’organo di autogoverno della Magistratura
dovranno essere eletti da Camera e Senato federale. Ma mentre il testo repubblicano
restringeva la rosa dei candidati a professori universitari di materie giuridiche
e avvocati con almeno 15 anni di esercizio alle spalle, il testo di riforma
non specifica nulla. Così la scelta di Camera e Senato può ricadere anche su
politici “puri”, senza alcuna competenza giuridica, con il forte rischio di
vincolare il CSM al premier e al suo governo. Il CSM verrebbe così a perdere
indipendenza e autonomia.
Il
federalismo è un nobile principio istituzionale che tende all’unità. La devoluzione
leghista invece è un federalismo molto forte che tende a dividere invece che
a unire, espropria funzioni allo stato per attribuirle alle Regioni. C’è anche
una potestà legislativa esclusiva delle Regioni, anche se in alcuni casi
è previsto che lo stato possa invocare una non ben chiara clausola di supremazia.
Le regioni ottengono autonomia legislativa esclusiva su assistenza e organizzazione
sanitaria, organizzazione scolastica, polizia amministrativa regionale e locale.
Con
la devoluzione, si mina l’unità e la coesione sociale, oltre che l’universalità
di diritti essenziali, come appunto il diritto alla salute e all’istruzione.
Nel
testo di Riforma