INFORM - N. 117 - 13 giugno 2006


ITALIANI ALL'ESTERO

Il Vice Ministro Franco Danieli parla di voto, eletti all'estero e informazione di ritorno

 

ROMA - "La sedimentazione del diritto di voto passa attraverso il raccordo fra gli eletti all'estero e il mondo politico italiano. Ancora oggi vi sono infatti delle resistenze trasversali a quella che è stata la novità politica più imponente degli ultimi anni, la presenza degli eletti all'estero - è il commento di Franco Danieli, Vice Ministro agli Esteri con delega per gli Italiani nel mondo, al termine dell'incontro sui protagonisti del voto all'estero organizzato dal Centro Altreitalie della Fondazione Agnelli .- Il consolidamento di questa novità comporta anche il rafforzamento del rapporto e della sinergia fra l'Italia che vive nei confini nazionali e le comunità che risiedono all'estero. Guai comunque se vi fosse una considerazione di autosufficienza da parte degli eletti all'estero, perché questo potrebbe tradursi in un ghetto.

"Il gossip giornalistico sulla presunta inadeguatezza degli eletti all'estero - ha proseguito Danieli sottolineando gli alti standard dei rappresentanti scelti delle nostre comunità - è stato smentito dalla presenza degli stessi parlamentari della circoscrizione Estero. Persone di qualità, che hanno dimostrato cosa voglia dire l'impegno politico e istituzionale. Gente che, dopo decenni vissuti in altri continenti con famiglie, attività imprenditoriali o impegni nel mondo dell'informazione, ha fatto una scelta di vita e si è stabilita in Italia per svolgere in maniera seria il mandato parlamentare. Un primo ed importante momento di conoscenza dell'impegno degli eletti all'estero e, attraverso di loro, delle nostre comunità nel mondo.

"Non è possibile - ha concluso Danieli affrontando la questione dell'informazione di ritorno - che si parli dell'Italia nel mondo solo quando vi sono delle elezioni o in presenza di qualche evento eccezionale. Credo che sul fronte della televisione pubblica, anche se spero che tutto questo valga anche per i media privati, si debba prendere un impegno, simile alla convenzione stipulata fra lo Stato italiano e Rai International, per la creazione di un canale televisivo dedicato all'informazione di ritorno, oppure in alternativa per la diffusione, in fasce orarie previste e stabilizzate, di programmi sulle nostre comunità all'estero ".(Goffredo Morgia-Inform)


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