INFORM - N. 116 - 12 giugno 2006


DIRITTI UMANI

Prostituzione e Campionati mondiali di calcio in Germania: interventi dal Vaticano

 

CITTA’ DEL VATICANO - nei giorni scorsi l’Arcivescovo Agostino Marchetto, Segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, interpellato dalla “Radio Vaticana” a proposito della piaga della prostituzione il cui spettro aleggia sui Campionati Mondiali di Calcio in Germania, ha commentato che gli sfruttatori dell’industria del sesso e i trafficanti degli esseri umani “dovrebbero essere perseguiti e puniti con imposizione di penalità finanziarie”.

 La prostituzione, infatti, continua il prelato “ viola la dignità delle persona umana, riducendola a oggetto e strumento di piacere sessuale. Le donne diventano merce da comprare, il cui costo è perfino inferiore a quello di un biglietto per una partita di calcio”.

Per il mese dei Mondiali, la Germania si è preparata a ricevere un milione di visitatori  e l'industria del sesso ha previsto un boom nella domanda di prostitute. La prostituzione è stata legalizzata in Germania nel 2002, le lavoratrici del sesso  hanno l'assicurazione malattia, si possono iscrivere a un sindacato e hanno un loro schema pensionistico. Le stime parlano di circa 400.000 prostitute a tempo pieno o part-time, ma migliaia di altre donne, per lo più provenienti dall’Europa dell’Est e spesso clandestine, lavorano in questa industria in condizioni di semi-schiavitù.  Monsignor Marchetto denuncia che  “Molte di loro sono costrette a svolgere questa ‘attività’ contro la loro volontà: sono così oggetto di traffico”. Contro questa violazione dei diritti umani fondamentali hanno levato la loro voce molte organizzazioni, religiose e non riconoscendo la  responsabilità delle Autorità tedesche

La Chiesa, ha ricordato il presule, ha a cuore questo problema e ha intrapreso più di un’iniziativa per cercare di difendere i diritti delle donne oggetto di sfruttamento.

“Un anno fa il nostro Dicastero ha realizzato una Conferenza sulla prostituzione legata anche al traffico di persone. La Dichiarazione finale stabilisce che la Chiesa debba assumere la difesa dei diritti legittimi di queste donne, promuovendo la loro liberazione e sostenendole anche economicamente per istruzione e formazione”, ha spiegato.

“Solo in Italia sono più di 200 le suore impegnate in questo ministero pastorale. Molte Congregazioni religiose sono già attive nell’assistere queste persone, cercando nuove vie per promuovere la loro dignità”.

In Germania l’Organizzazione ecclesiale Solowodi (“Solidarietà con le donne in necessità”), con un approccio di collaborazione fra venti Congregazioni religiose  offre “un’ampia gamma di servizi, in unità esterne, centri di accoglienza, alloggi e case protette, con programmi di formazione e di istruzione”.

Nonostante questo, “bisogna fare di più e questa nuova sfida dovrebbe essere integrata in strategie pastorali”.  Del resto continua l’Arcivescovo ” Per ‘interpretare’ l’industria del sesso, è necessario innanzitutto ‘interpretare’ i consumatori, senza i quali la prostituzione non esisterebbe. Dobbiamo, quindi, conoscere i loro motivi profondi, di giovani, mariti e padri. Occorrerebbe comunque educare specialmente i giovani ad una sana sessualità umana”.

Di fronte ad un problema così grave e che interessa tutto il mondo, ha concluso l’Arcivescovo, “vi è necessità ovunque di uno scatto di reni, nell’opinione pubblica e nella coscienza dell’umanità, per superare l’asticciola, posta sempre più in alto, di questa nuova schiavitù che è la tratta degli esseri umani”.

Il fenomeno, ovviamente, non coinvolge solo la Chiesa, ma “tutta la società” essendo questo un quesito che dovrebbe interrogare le coscienze di ognuno.

Anche il Vicepresidente della Commissione europea Frattini ha più volte posto l’accento, negli ultimi mesi, sul rischio che i mondiali di calcio possano divenire una occasione di mercato per i trafficanti di esseri umani, specie dell’Est Europa, che gestiscono il reclutamento e lo sfruttamento delle prostitute. Il tema è stato posto tra l’altro all’ordine del giorno degli ultimi Consigli dei Ministri giustizia e affari interni dell’Unione, al fine di coordinare gli sforzi degli stati membri per la prevenzione e il contrasto alla tratta. (Francesca Mascellini-Inform)


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