INFORM - N. 116 - 12 giugno 2006


INTERVENTI

Ricky Filosa (Azzurri nel Mondo RD) su “Gente d’Italia”

L’ importanza dell' informazione

 

SANTO DOMINGO - Certo che l'informazione in Italia è tutta un'altra cosa! Non rimpiango per niente Rai International, anzi! Mi fa rabbia pensare che il più delle volte le ore di trasmissione del canale internazionale della Rai siano dedicate a... sciocchezze - per usare un eufemismo!-. C'è così tanto da far sapere ai cittadini italiani che vivono fuori dalla Penisola Italica, c'è talmente tanto da comunicare che pare incredibile che Rai International pensi più alle telenovelas e ai programmi per bambini che ad altro.

Per favore! La smettiamo? Il Direttore di Rai International Magliaro preferisce i cartoni animati o le soap-opera alle cose serie della politica e della società italiana?

Le Tribune Elettorali andate in onda per le ultime elezioni sono state un miracolo che come è arrivato, è sparito. Unici approfondimenti politici Ballarò e Porta a Porta, e ci mancherebbe altro che ci negassero anche quelli!  Saremmo - noi italiani all' estero -  tagliati fuori da tutto quello che di importante succede in Italia, e per noi i politici sarebbero solamente nomi scritti sull' acqua. Sì, nemmeno sui giornali! Sono pochissime, infatti, le comunità italiane così fortunate da avere il proprio quotidiano. Sono degli italiani privilegiati, ma sono solo un pugno di sabbia rispetto alla grande spiaggia di italiani del mondo.

"Se vuoi notizie fresche, fatti un giro in internet"  potrebbe consigliare qualcuno. Ottimo. Il web rimane sempre - e anzi, ha una crescita esponenziale - il mezzo di informazione più attuale, più immediato, più veloce e in linea con i tempi. Succede, purtroppo, che navigare nella rete per molte persone significa ancora navigare in alto mare. La popolazione di una certa età non ha la minima idea di come usare un browser. Mica sono tutti come Cossiga che si vanta di essere un uomo moderno, "tecnologico" e ormai "digitalizzato"! Gli ultra 60enni - e sono moltissimi- sono per la maggior parte ancora attaccati ai vecchi sistemi, alla televisione e ai giornali.

Tremaglia ha detto tempo fa che "quando vai dal barbiere, ci trovi i giornali, mica internet!", affermazione con una certa connotazione dispregiativa verso il mondo del www, e che mi vede in totale disaccordo.

Tuttavia, posso comprenderla.Tremaglia sa che, soprattutto all' estero, per le persone più avanti con l'età il giornale, il quotidiano stampato, rimane sempre e comunque il mezzo preferito per informarsi e anche, diciamo la verità, per rilassarsi un po' e per illudersi di essere, almeno durante la lettura, tornati in Italia.

Purtroppo, però, dobbiamo fare i conti con i numeri, e non con le parole ( con le quali , per mestiere, abbiamo molta più dimestichezza) . Editare un giornale costa, la stampa, la distribuzione e la commercializzazione del quotidiano incidono moltissimo sui ricavi, e gli editori molto spesso sono costretti ad enormi sacrifici, nonostante sia proprio grazie a loro, alla loro fantasia ,alla loro visione imprenditoriale e al loro lavoro che migliaia di italiani in tutto il mondo si tengono aggiornati su quanto succede nella " madre patria".

Dobbiamo inventarci qualcosa. Perchè non considerare i finanziamenti che lo Stato concede in libertà ai quotidiani " cosiddetti" politici?, i quali pare addirittura gonfino le tirature per rientrare negli standard delle concessioni?

Saremmo disposti a sorbirci un articolo dell' "Unità", se fossimo sicuri che ad arrivarci a casa con il cappuccino ci sarà anche "Libero" e " Il Giornale" !

Ma quando un quotidiano può essere definito politico secondo gli standard della sinistra? Secondo me, quando non "tira", quando mostra una defaillance nelle vendite tale da richiedere il supporto delle "integrazioni" statali.

E così, " Libero" e " Il Giornale" che sono in ascesa nelle vendite, potrebbero essere considerati "indipendenti" - come lo è, senza alcuna ombra di dubbio, il quotidiano per il quale scrivo,"Gente D' Italia" di Mimmo Porpiglia - a svantaggio della nostra formazione culturale e del nostro relax.

Dove si possono trovare, infatti, penne più graffianti, satiriche, ironiche ma soprattutto stimolanti di quelle di Feltri, Farina, Veneziani e Brambilla?

Torniamo per un attimo ancora all' informazione in TV: capiamo che le telenovelas e i cartoni animati possano coprire ed interessare un ampio (?) target che va dall' infanzia alla maturità, passando per i diversi gusti e le diverse culture secondo le latitudini; nonostante ciò, sarebbe ormai ora di pensare anche a consapevolizzare i concittadini, ad elevare il livello culturale dell' italiano medio, ad usare la televisione per formare il cittadino attraverso i dibattiti politici, i confronti fra i diversi schieramenti, che servono a sviluppare non solo l' intelligenza, ma anche lo spirito critico necessario perchè ognuno sia capace di formarsi una propria opinione, in libertà. Perchè si esca, una volta per tutte e per sempre, dal clichè Italia - mafia, calcio e spaghetti ( il calcio , negli ultimi tempi, ha infatti preso il posto del mandolino!).

Parliamone anche con il Berlusca, che sa capire davvero - e lo ha dimostrato come editore - il valore di una informazione libera.

E magari, alle prossime elezioni, non dovremo metabolizzare il lutto dell' avere italiani "coglioni" a rappresentarci ! (Ricky Filosa-Gente d’Italia/Inform)

 


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