INFORM - N. 113 - 7 giugno 2006


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

“Tribuna Italiana” intervista l’on. Ricardo Merlo

“Siamo consapevoli delle attese della gente”

Fra poco ci saranno novità per la sede del Consolato generale in Buenos Aires. Abbiamo appena cominciato a lavorare, capisco l’ansia dei nostri connazionali. Se si sentono trattati male nei consolati, mi scrivano.

 

BUENOS AIRES - Rientrato da Roma dopo il suo debutto come parlamentare, l'on. Ricardo Merlo, deputato della Ripartizione America Meridionale della lista Associazioni Italiane in Sud America (tra l'altro è il più giovane tra i parlamentari eletti all'estero ed è il deputato eletto all'estero  che ha conquistato il maggior numero di voti di preferenza) ci ha ricevuto per raccontare le sue prime esperienze a Montecitorio, i suoi primi passi nella politica italiana. Un'esperienza affascinante per chi, come lui, non solo ha intrapreso la carriera politica a coronamento della sua attività in favore della nostra comunità, ma che della politica è uno studioso.

E' pienamente consapevole dell'ansia, delle attese dei connazionali che lo hanno votato e per questo è pronto a mantenere un contatto costante con i connazionali residenti nei Paesi dell'America Meridionale, con gli italo-sudamericani, sia attraverso la posta elettronica, durante la maggior parte del tempo, quando sarà a Roma, sia attraverso i contatti diretti, visitando i Paesi e le città dove ci sono le nostre comunità, stabilendo una sede dove potrà ricevere chi glielo chiederà e approfondendo i collegamenti con i consiglieri dei Comites e del CGIE del continente "i quali - dice - ora avranno una importanza ancora maggiore, perché saranno il nostro collegamento con la base, con i connazionali che risiedono nel continente, con tutti quelli ai quali, per forza, non potremo arrivare noi". "Inoltre - dice in riferimento agli organi di rappresentanza delle comunità - avranno la possibilità di far arrivare attraverso di noi, i progetti che vorranno far passare al Parlamento".

Molti connazionali vogliono sapere che cosa avete fatto finora, se c'è già qualche risultato concreto.

Capisco perfettamente l'entusiasmo, l'ansia, le attese dei nostri connazionali. Devo ricordare però che solo da  un mese ci siamo insediati, e che è appena iniziata la legislatura, per cui abbiamo dovuto partecipare alle elezioni del presidente della Camera, del Presidente della Repubblica e alle sessioni per il voto di fiducia al governo. La settimana prossima (per questa settimana ndr.) ci saranno le elezioni delle autorità delle quattordici commissioni di lavoro. Solo dopo quelle elezioni, si potrà dire che siamo in condizioni di iniziare il nostro lavoro specifico.

Fino ad oggi l'AISA - la lista nella quale siete stati eletti - ha appoggiato con i suoi due voti al Senato e alla Camera le proposte del centrosinistra. Avete votato Bertinotti alla Camera, Marini al Senato, Napolitano Presidente della Repubblica e avete dato il vostro voto di fiducia a Prodi. C'è un allineamento con il centrosinistra, dai vostri voti otterrete qualcosa per gli italiani del continente o c'è un'altra motivazione per i vostri voti?

I nostri voti sono stati la nostra risposta a un forte bisogno di stabilità istituzionale che ha l'Italia. Ci sono state le elezioni, che hanno dato una maggioranza, limitata quanto si vuole, ma legittima, reale. Il popolo italiano, gli elettori in Italia, hanno votato il centrosinistra, hanno i numeri legali per fare il governo. Noi, arrivati da 12mila chilometri da Roma, un italiano emigrato cinquant'anni fa e un italiano nato in Argentina, non potevamo certo intervenire per modificare quel risultato. Non potevamo fare a meno di contribuire a sostenere la stabilità istituzionale dell'Italia. E' così che si spiegano i nostri voti. Non abbiamo chiesto niente in cambio, perché non abbiamo e non potremmo avere un atteggiamento mercantilistico del nostro voto. Siamo persone responsabili.

Detto questo però, vorrei chiarire che alla Camera io non ho votato Bertinotti che considero una persona perbene ed un politico molto capace, ma non mi riconosco nella sua ideologia. Risulta chiaro e lo vedranno tutti col passare del tempo di questa legislatura,  che manteniamo la nostra indipendenza, che ci batteremo per quelle che consideriamo  le giuste attese degli italiani e dei nostri elettori, dei connazionali residenti nell'America Meridionale. Non ci siamo allineati al centrosinistra, daremo in ogni occasione un voto meditato a coscenza.

Quali sono i progetti sui quali lavorerete e quali saranno i tempi che ci vorranno per ottenere risultati concreti?

Gli obiettivi, come abbiamo spiegato nella campagna elettorale sono fondamentalmente quattro: l'assistenza sociale, la diffusione della lingua e la cultura italiana, la rete consolare e i rapporti tra l'Italia e i Paesi del nostro continente. Il quando, purtroppo, non possiamo dirlo. Non sono ancora state formate le commissioni di lavoro, che sono secondo me  il posto dove lavoreremo con maggiore intensità. Nei Paesi dell'America latina, siamo abituati al presidenzialismo. Una volta che viene eletto il presidente, sia con i decreti, sia con le leggi che fa approvare subito dal Parlamento - perché ha un peso politico importante -  riesce a provocare effetti e subito. In un sistema parlamentare, come è quello italiano appunto, l'approvazione delle leggi richiede tempi più lunghi, perché c'è un maggiore intervento da parte dei deputati e senatori di ogni partito. I tempi quindi sono più lunghi. Dobbiamo ragionare con le logiche del sistema parlamentare, non con quelle del sistema presidenzialista.

I nostri progetti coincidono in gran parte con quelli che ci riguardano, annunciati dal centrosinistra e dal centrodestra nella campagna elettorale,  per cui crediamo che loro avranno tutto l'interesse a farli approvare. Noi glielo ricorderemo tutte le volte che sia necesario.  Ma i tempi, l’agenda dei lavori parlamentari viene fissata dal governo. Noi faremo sentire la nostra voce perché arrivino al Parlamento i temi che interessano i connazionali all'estero

La gente però ha tante attese...

Capisco benissimo le ansie della gente, ma noi non abbiamo mai detto che le cose sarebbero cambiate dal mattino alla sera. Ci siamo già insediati, stiamo inserendoci, stiamo conoscendo gli attori della politica italiana e i meccanismi del Parlamento dove dobbiamo operare.

Devo ricordare inoltre che solo da tre giorni c'è un interlocutore, che è il viceministro Franco Danieli.  La legislatura dura cinque anni, non possiamo pretendere che tutto sia risolto nei primi trenta giorni.

Questa legislatura durerà cinque anni?

Sono convinto che durerà cinque anni. Si illudono quelli che pensano che fra due anni o due anni e mezzo si tornerà alle urne. La lettura obiettiva della situazione oggi é che il Presidente del Consiglio  è stato capace di dare forza e coesione alla coalizione. Il centro destra secondo me fino adesso ha sbagliato profilo nella sua  strategia di opposizione. Vedete il risultato delle amministrative e tra poco col referendum succederà lo stesso.

Siete soddisfatti della nomina di Danieli?

Si certo, credo che tra le persone di cui  parlava il Governo - che é chi deve decidere il nome - , sia la più preparata, quella che meglio conosce le problematiche degli italiani all'estero.

E' vero che i tempi della politica, del Parlamento sono lunghi, ma ci sono aspetti sui quali non c'è bisogno dell'intervento del Parlamento, per esempio il tema della nuova sede consolare di Buenos Aires, che ancora non è stata inaugurata o quello di come  vengono trattati i nostri connazionali in alcune sedi consolari.

Per quanto riguarda la sede, abbiamo già parlato con il viceministro Danieli e credo che tra poco ci saranno novità al riguardo. Per quanto riguarda il maltrattamento che in alcuni casi si  potrebbero verificare nei Consolati, invito chi si sentirà  vittima di questi episodi così sgradevoli, a scrivermi alla Camera al mio indirizzo di posta elettronica (MERLO_R@camera.it), raccontando cosa è avvenuto e il nome e cognome della persona che non ha trattato i connazionali come si deve. Interverrò  personalmente in ogni caso.

Inoltre sto studiando ancora dove stabilire una sede per ricevere i connazionali personalmente, come facevo al Comites, quando non sarò a Roma.

Dopo le elezioni dei deputati e dei senatori all'estero, continuano ad essere validi i Comites e il CGIE?

Certo. Anzi, adesso avranno una funzione più importante ancora. Sono il nostro collegamento con la base, quelli che ci diranno cosa succede nelle nostre comunità. Noi ci impegneremo a visitare tutti, ma chiaramente non possiamo farlo sempre e in tutte le parti. Anche il CGIE avrà una funzione ancora più importante. Oltre ad avvicinarci, a portarci il quadro di situazione delle nostre comunità, potranno presentare attraverso di noi i loro progetti al Parlamento. Avranno un rapporto anche più diretto col Parlamento.

C'è della gente validissima con la quale abbiamo lavorato. Romanello e Pegorin a Mendoza, Nardelli e Paglialunga a Bahía Blanca, Gazzola a Rosario, Pomilio a Mar del Plata, Borghese a Cordoba, Rucci e la sua equipe a La Plata, Pinto a Lomas de Zamora, Bonaspetti, Boscolo e Petruzziello in Brasile, Colafranceschi nell'Uruguay. Con tutti loro continuiamo a lavorare, e continueremo a farlo nel futuro. Quindi ci impegneremo perché il CGIE torni a funzionare.

Merlo poi parla dei rapporti stabiliti con diversi esponenti politici, della quasi certezza di far parte della Commissione Esteri della Camera, dell'entusiasmo con cui vive questa esperienza, con la quale si è avverato "el sueño del pibe" di questo giovane dirigente dell'Associazionismo. "Grazie al fatto che la nostra è una lista indipendente - insiste a conclusione del dialogo - oggi ci troviamo in una posizione privilegiata per le possibilità che abbiamo di decidere per conto nostro. Questa è la nostra forza.” (Tribuna Italiana/Inform)


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