FESTIVAL
I due mondi di Spoleto
Si rinnova nella splendida città umbra
il rito festivaliero creato da Gian Carlo Menotti, con il consueto ventaglio
di espressioni artistiche
ROMA – Un luogo augusto,
La musica ha la sua punta di diamante, al Teatro Caio Melisso, nell’”Ercole su’l Demodonte”, un’opera lirica di Antonio Vivaldi del 1723 che il festival spoletino presenta in prima rappresentazione moderna con la revisione di Alessandro Ciccolini, eseguita dal Complesso Barocco di Alan Curtis. Molta altra musica, con interpreti d’eccezione, nei concerti inaugurale e finale in Piazza del Duomo, negli storici Concerti di Mezzogiorno, in quelli alla Rocca Albornoziana. Danza ad alto livello al Teatro Romano, coreografata da Jamel Gaines, e nel “Gala” a Piazza del Duomo. Nel teatro di prosa spicca il ritorno de “I Grandi Processi”: a Giuda, a Mata Hari e a Nabokov. E molto atteso è il tradizionale appuntamento con le mitiche Marionette Colla che quest’anno saranno mosse in due spettacoli, “Guerrino detto il Meschino” e “La bella addormentata nel bosco” (Toni Colotta–Inform)