DIRITTI UMANI
Focsiv si unisce all’appello di Kofi
Annan: “Torni in libertà il Nobel per la pace Suu Kyi”
ROMA - A poche
ore dalla scadenza dell’ultimo periodo di arresti domiciliari
cui è costretta la premio Nobel per la pace birmana Aung San Suu Kyi
dal 30 maggio 2003, la FOCSIV sposa l’appello lanciato dal Segretario generale
dell’Onu Kofi Annan affinché venga liberata dopo oltre dieci anni di reclusione.
“E’ inammissibile
che la comunità internazionale – afferma Sergio Marelli, Direttore Generale di Volontari nel mondo - FOCSIV
- che ha assegnato il premio Nobel per la pace a Suu
Kyi nel 1991 tolleri che chi si batte per l’affermazione della
pace, dei diritti umani venga privato dei suoi diritti
personali e della sua libertà. Bene ha fatto Kofi
Annan a riproporre con forza
la liberazione di Suu Kyi
alla giunta militare, sottolineando come questo “sia nell’interesse della Birmania,
della regione e del mondo intero”.
“Torniamo a chiedere
al Governo, all’Unione Europea e alla comunità internazionale di fare tutta
la pressione necessaria perché Aung San Suu Kyi torni a lavorare in piena
libertà per la pace e che in Birmania si ristabilisca la democrazia, nel pieno
rispetto dei diritti umani”.
La FOCSIV è impegnata dal 2002 in Birmania con progetti di cooperazione allo
sviluppo affianco delle popolazioni rurali nei villaggi dell’interno
del paese.
“Grazie alla
nostra presenza nel paese – continua Marelli - e al
dialogo costruito con la popolazione birmana con cui collaboriamo per la realizzazione dei nostri progetti sono convinto che l’appello
di Kofi Annan corrisponda
esattamente ai bisogni e alle speranze di quel popolo, proprio per questo da
sempre il nostro impegno quotidiano è per uno sviluppo di pace”. (Inform)