INFORM - N. 106 - 26 maggio 2006
 

DIRITTI UMANI  

Focsiv si unisce all’appello di Kofi Annan: “Torni in libertà il Nobel per la pace Suu Kyi

 

ROMA - A poche ore dalla scadenza dell’ultimo periodo di arresti domiciliari cui è costretta la premio Nobel per la pace birmana Aung San Suu Kyi dal 30 maggio 2003, la FOCSIV sposa l’appello lanciato dal Segretario generale dell’Onu Kofi Annan affinché venga liberata dopo oltre dieci anni di reclusione.

“E’ inammissibile che la comunità internazionale – afferma Sergio Marelli, Direttore Generale di Volontari nel mondo - FOCSIV - che ha assegnato il premio Nobel per la pace a Suu Kyi nel 1991 tolleri che chi si batte per l’affermazione della pace, dei diritti umani venga privato dei suoi diritti personali e della sua libertà. Bene ha fatto Kofi Annan a riproporre con forza la liberazione di Suu Kyi alla giunta militare, sottolineando come questo “sia nell’interesse della Birmania, della regione e del mondo intero”.

“Torniamo a chiedere al Governo, all’Unione Europea e alla comunità internazionale di fare tutta la pressione necessaria perché Aung San Suu Kyi torni a lavorare in piena libertà per la pace e che in Birmania si ristabilisca la democrazia, nel pieno rispetto dei diritti umani”.

La FOCSIV è impegnata dal 2002 in Birmania con progetti di cooperazione allo sviluppo affianco delle popolazioni rurali nei villaggi dell’interno del paese.

“Grazie alla nostra presenza nel paese – continua Marelli - e al dialogo costruito con la popolazione birmana con cui collaboriamo per la realizzazione dei nostri progetti sono convinto che l’appello di Kofi Annan corrisponda esattamente ai bisogni e alle speranze di quel popolo, proprio per questo da sempre il nostro impegno quotidiano è per uno sviluppo di pace”. (Inform)

 

 


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