INFORM - N. 105 - 25 maggio 2006
 QUIRINALE

Il Presidente Napolitano all’Isiao per la Giornata dell’Africa

“L’Italia continuerà ad essere vicina all’Africa. Necessario cancellare il debito”

“Evitare che interi territori si trasformino in rifugi logistici per le organizzazioni terroristiche internazionali”

 

ROMA – “Bisogna evitare che interi territori si trasformino in rifugi logistici per le organizzazioni terroristiche internazionali, soprattutto laddove l’incontro tra un fondamentalismo militante e gravissime situazioni socio-economiche ha effetti dirompenti”. E’ questa una delle “sfide più ardue che scaturiscono dalle realtà demografiche in costante crescita”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano intervenendo all’Isiao, Istituto italiano per l’Africa e l’Oriente, in occasione della Giornata dell’Africa. Insomma, la lotta al terrorismo passa attraverso la sconfitta della povertà.

Il Capo dello Stato ha sollecitato anche un vertice Europa-Africa e un maggior peso dell'Africa nel Consiglio di sicurezza dell’Onu: “Il peso politico ed economico dell’Africa è destinato a crescere – ha sottolineato il Presidente - ed è opportuno che ciò si rifletta anche in una sua maggiore partecipazione ai meccanismi decisionali delle grandi organizzazioni internazionali”.

Napolitano ha messo sopratutto l’accento sulla necessità di cancellare il debito dei Paesi africani e rimuovere le barriere commerciali.

Per Napolitano è un dovere degli Stati ricchi offrire soldi e tecnologia a quelli più svantaggiati.

L’Italia dal canto suo continuerà a essere vicina all’Africa. E Napolitano stesso farà “tutto ciò che rientra nelle mie possibilità per incoraggiare questo impegno”.

D’altra parte l’impegno del nostro Paese si deve tradurre in “partecipazione alle iniziative di pace, sostegno economico, contributo alla lotta all’Aids e alla ricerca di efficaci vaccini per le grandi malattie, trasferimento di tecnologie, impegno dei nostri esperti nei fondamentali programmi di tutela ambientale; infine, nello slancio dei moltissimi volontari che operano nelle zone di crisi”.

La difficile situazione del continente è una sfida per il nostro Paese e per l’intera comunità internazionale.(Inform)  

 

 


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