INFORM - N. 102 - 22 maggio 2006

QUIRINALE

Giorgio Napolitano a Ventotene per il 20° anniversario della scomparsa di Altiero Spinelli

“Rilanciare l’idea di Europa è un dovere delle forze sociali, della cultura, delle istituzioni, dei movimenti associativi”

 

VENTOTENE  - “L’appello che voglio oggi rivolgere è diretto a tutte le correnti responsabili della società italiana: rilanciare l’idea di Europa, che Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni concepirono in quest’isola spingendo lo sguardo oltre tutti i confini nazionali, dare nuovo impulso a un percorso che appare ristagnare, non è affare soltanto delle forze politiche, per fondamentale che sia il loro ruolo; è dovere non eludibile delle forze sociali, della cultura, delle istituzioni regionali e locali, dei movimenti associativi. E questo impulso può trovare nei giovani, il cui sentire europeo si è fatto naturale e profondo, e nell’avanguardia della gioventù federalista europea, la molla più forte”.

Lo ha detto il Presidente Giorgio Napolitano a Ventotene per il ventesimo anniversario della scomparsa di Altiero Spinelli.

“Da quel manifesto di Ventotene - ha proseguito Napolitano - che resta forse la prova maggiore della creatività dell’antifascismo militante agli splendidi scritti autobiografici, c’è da imparare, leggendo quei testi, come è nata ed è via via, in quasi sessant’anni, cresciuta l’impresa della costruzione europea e come se ne possa garantire un nuovo e più conseguente sviluppo. C’è da trarre fiducia e forza in un momento difficile nel cammino dell’Unione, succeduta - nel significato e nel nome voluti da Altiero - alla Comunità degli anni ‘50”.

Il Presidente Napolitano ha così concluso: “Da questo incontro di Ventotene stanno venendo e verranno concreti contributi alla identificazione dei molteplici nodi da sciogliere per far uscire l’Unione dalla crisi che l’ha colpita. All’Italia tocca in questo senso una parte non secondaria: il mio augurio è che ne siano ugualmente consapevoli le forze di governo e di maggioranza e le forze di opposizione. Altiero Spinelli non ebbe pregiudizi e chiusure verso nessuna parte politica nella sua instancabile opera di persuasione e mobilitazione per la causa europea”.

Il Capo dello Stato al termine dell’omaggio alla tomba di Altiero Spinelli ha incontrato i giornalisti.  “Qual è il senso di questo omaggio alla tomba di Altiero Spinelli?” Gli hanno chiesto. “Un senso assolutamente evidente – ha risposto Napolitano - è anche un aspetto molto personale, appena accennato nelle ultime parole del mio discorso. Ne ho parlato, per la verità, lungamente, nel mio libro di quel che debbo per la mia evoluzione culturale e politica, all’incontro con Altiero Spinelli. Ma, al di là di questo, mi pare che il senso di questo omaggio - che compio nel solco della più assoluta continuità con il Presidente Ciampi - è nel rinnovato impegno per l’Europa. Come essenziale per l’Italia, come tratto irrinunciabile della tradizione politica e democratica italiana e del ruolo del nostro Paese nel mondo. Naturalmente, dovranno, poi, seguire atti. E confido che seguiranno”.

Alla domanda “Presidente, negli ultimi tempi, c’era stato un po’ di affievolimento di questo senso?” il Capo dello Stato ha spiegato: “C’è stato, per essere assolutamente obiettivi, un affievolimento un po’ in tutta Europa: nelle opinioni pubbliche, e non solo nei Paesi in cui poi si è avuto il famoso esito referendario, negativo, sul Trattato. Un po’ nelle opinioni pubbliche europee c’è stato un affievolimento che si spiega per ragioni molto concrete: perché ha perduto velocità l’economia, è diventata difficile la crescita, sono molto appesantiti i bilanci pubblici e non si è riusciti ad avere una voce comune sulla scena internazionale. Tutto questo era inevitabile che suscitasse disincanto e anche che producesse scetticismo. Poi, naturalmente, ci sono correnti culturali e politiche di livello molto, molto opinabili che alimentano uno stato d’animo che ha un suo fondamento nella realtà. Quindi, bisogna trovare le risposte giuste”.

Infine: “Scusi Presidente, dovrebbe essere questo uno dei punti sui quali maggioranza ed opposizione trovino - come Lei ha incitato nel messaggio di insediamento - la famosa coesione?”. “Certamente – ha risposto Napolitano -  anche perché, almeno in una occasione importante già maggioranza allora di centrodestra e opposizione di centrosinistra si sono incontrate: nel voto sulla ratifica del Trattato costituzionale europeo. Naturalmente, io so benissimo che ci sono state due componenti politiche, l’una nella coalizione di centrodestra e l’altra nella coalizione di centrosinistra, che non hanno votato a favore della ratifica, ma la gran parte delle forze politiche di ambedue i poli si sono, in quel momento, incontrate. Poi, bisogna andare avanti: non basta aver votato a favore del Trattato”. (Inform)


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