STAMPA
ITALIANA ALL’ESTERO
Da
“
Noi e il Governo
CARACAS - Speranze e timori. Dopo giorni di attesa, giorni
in cui correnti e tendenze politiche che s’intrecciano nell’entourage di Romano
Prodi hanno imbastito le proprie trame, si farà luce sulla composizione del
nuovo governo. Conosceremo finalmente sia quale sarà la struttura incaricata
di studiare e dare risposta efficace ai nostri problemi, sia il nome di colui
chiamato a sostituire il ministro Tremaglia.
Poco o nulla importa se, archiviata l’esperienza del
Ministero senza portafoglio, si dovesse decidere di istituire un nuovo ufficio,
magari la nomina di un vice-ministro degli Affari Esteri con delega specifica
– come si è speculato con insistenza negli ultimi giorni -. Quel che sì importa
è che la nuova struttura abbia il potere e le risorse per dare risposte convincenti
ai nostri problemi. In altre parole, si chiede di trasformare quel che fino a ieri è stato
un ministero “simbolico”, che si è caratterizzato per la sua enfasi retorica
e per l’incapacità di offrire soluzioni reali alle attese delle nostre comunità,
in una struttura dinamica, incisiva, pragmatica attenta alla nostra realtà.
Una struttura, questa, non limitata o ridimensionata nei poteri, nelle funzioni e nelle risorse; ma neanche con
attribuzioni che potrebbero farla entrare in conflitto e in contraddizione con
altre. Certo, l’obiettivo potrebbe essere raggiunto facilmente promuovendo lo
stesso Ministero degli Italiani all’Estero.
Ossia, dotandolo di un portafoglio. Non è poi molto quello che si esige da un
governo che nasce e si consolida grazie proprio al voto degli italiani all’estero.
Altro nodo da sciogliere è il nome di chi sarà chiamato
a difendere gli interessi dell’Italia fuori d’Italia. E’ un incarico che può
essere assunto, o almeno dovrebbe esserlo, solo da chi conosce veramente la
nostra realtà e non da chi presume di conoscerla. In altre parole, è un’incombenza
che non può essere assegnata seguendo criteri di lottizzazione politica ai quali
sovente ci si affida per evitare o superare confronti difficili.
La presentazione del nuovo governo, che dovrà avvenire nelle prossime ore, è solo un passo. Sarà la prima indicazione su quale sarà l’attenzione che verrà data ai problemi dell’Italia fuori d’Italia, ai nostri problemi; e quanto impegnativa sarà la battaglia dei nostri rappresentanti al Parlamento per sensibilizzare un mondo dal quale, fino a ieri, eravamo non estranei ma sí esclusi. (Mauro Bafile-La Voce d’Italia/Inform)