COOPERAZIONE
Conferenza
sulle politiche regionali di cooperazione e pace
Toscana: terra di pace con tanti esempi
di impegno concreto
FIRENZE - A Lucca c’è una scuola della pace che ha messo
in piedi lezioni on-line di lotta alla povertà: Ivan Illich, il grande pedagogista
scomparso da poco, avrebbe voluto trasferirsi proprio nella città toscana per
vivere i suoi ultimi giorni.
A Castagneto Carducci e nei comuni della Val di Cecina
opera un “tavolo per la pace” gestito in modo paritario da 14 rappresentanti
comunali e da altrettanti rappresentanti della società civile; parlare di pace
significa anche confrontarsi sulla pubblicizzazione delle acque o sulla campagna
di Amnesty per il disarmo.
Ecco due fra i tanti esempi emersi, questa mattina, nella
conferenza regionale sulla pace organizzata a Firenze dall’assessore Massimo
Toschi.
A Siena e a Empoli arrivano ragazzi palestinesi e ragazzi
israeliani, chiamati in Toscana dal progetto “Salam, Pace, Shalom” e scoprono
la bellezza di parlare fra loro. Da più di vent’anni, nel nome di Giorgio
Poi c’è Montepulciano: nel comune senese c’è stato, a
febbraio, un grande confronto sul ruolo dei media nel favorire dialogo fra popoli
diversi.
Nei corridoi della Regione, fra le infinite riunioni,
c’è spazio anche per gli incontri di una “consulta” particolare: quella “per
il dialogo interreligioso”. E’ l’unica del genere, in Italia: formata da vescovi
cattolici, rabbini ebraici, pastori protestanti, pope ortodossi, monaci buddisti,
imam islamici. A Firenze lavora un’associazione che vuole aiutare la sempre
più piccola e povera comunità cristiana: quella che si ostina a vivere nelle
terre calpestate da Cristo e oggi divise da guerre e conflitti. In un piccolo
borgo aretino, si ospitano, in una straordinaria scuola di pace, ragazzi e ragazze
provenienti da realtà in guerra fra loro.
Le tre università toscane, più il Sant’Anna di Pisa,
mettono a disposizione di un centro interuniversitario giovani docenti impegnati,
da un anno e a titolo di puro volontariato, in progetti di ricerca “per la pace,
l’analisi e la mediazione dei conflitti”; da ottobre ha preso avvio un dottorato
di ricerca in “studi per la pace e risoluzione dei conflitti” (in Italia è il
primo, ma in altri Paesi– sottolinea un docente – esperienze simili compiono
almeno 40 anni di vita). A Pisa, Siena, Firenze si producono complessi dossier
sulle zone di guerra (ne è stato presentato uno su Israele/Palestina). E sono
davvero molti i Comuni toscani che ritengono doveroso occuparsi di pace e cooperazione
internazionale sapendo che questo è utile anche per “ripensare la governabilità
delle nostre città”.
“Sono solo alcuni esempi ed è una ricchezza davvero notevole
– commenta Toschi – che politica e istituzioni devono sempre più valorizzare”.
(mb/Inform)