INTERVENTI
Carlo Alberto Brusa: L’elezione al suffragio
universale del Presidente della Repubblica, il simbolo e la realtà di una nazione
unita”
PARIGI - Gli ennesimi giochi politici intercorsi per
l’elezione del Presidente della Repubblica Italiana mi ispirano, dopo aver enunciato
la crisi della democrazia italiana in un precedente comunicato, una larga riflessione
sull’elezione al suffragio universale del Presidente della Repubblica.
Mi sembra che questa riforma costituzionale sia necessaria
per ritrovare un unità dello Stato Italiano, un unità della Repubblica e una
nuova democrazia moderna.
Con l’avvento del suffragio universale
Il progresso francese è fuori discussione, De Gaulle,
Mitterand, Chirac qualunque siano le critiche di parte, hanno saputo creare
un progetto di società e hanno lottato per il progetto che hanno sottomesso
al suffragio del popolo.
De Gaulle voleva una Francia indipendente, forte e prestigiosa,
Mitterand il sogno di una Francia egualitaria fondata sulla crescita del popolo
e un evoluzione del ruolo dei salariati nel rapporto con il capitale, Chirac
ha ricercato una sintesi socialdemocratica tra lo Stato Gaullista nella sua
immagine estera e riequlibratore nella sua immagine interna.
Ripeto, aldilà dei valori intrinseci dei progetti, la
vera qualità politica è l’esistenza di un progetto di società e l’adesione del
popolo con il suffragio.
Invece, in Italia si è sempre fatto ostacolo al suffragio
universale per l’elezione del Presidente della Repubblica brandendo lo spettro
del fascismo, della dittatura, nel momento in cui un uomo fosse eletto a suffragio
universale e potesse incarnare la nazione.
Questo spettro è solamente uno specchio per le allodole
!
Dobbiamo piuttosto ricercare nella storia italiana la
risposta a tanta ignoranza costituzionale.
Infatti è nella profonda divisione storica del paese,
che si è solamente riconosciuta come nazione durante il fascismo, che si è voluto
mantenere questa posizione di rifiuto unitario e che produce ancora il riflesso
di un Italia divisa tra nord e sud, tra est e ovest, tra regionalismi, campanilismi
di ogni genere.
Ma, questa divisione sarà sempre presente in mancanza
di un uomo che incarni l’unità dello Stato, l’unità del popolo italiano.
Non dimentichiamoci che nei paesi in cui non esiste un
Presidente eletto al suffragio universale, ci sono ancora i monarchi re e regine
che non si limitano a riempire i rotocalchi rosa, ma svolgono e ruolo politico
di continuità e di unità dello Stato.
Un Primo ministro, un Presidente del Consiglio non potranno
mai incarnare l’unità del popolo che sia esso frutto del suffragio universale
o nominato da un Presidente della Repubblica poiché questi é il capo dell’esecutivo
invece il Presidente della Repubblica non é il capo dell’esecutivo.
Il Presidente della Repubblica con il suo suffragio universale
è aldilà delle configurazioni partitiche, trae la sua legittimità dal popolo
egli é la sintesi del contratto sociale.
La mia riflessione non è assolutamente in contraddizione
con l’evoluzione progressiva dell’Europa, poiché la creazione dell’Europa non
ha come scopo la distruzione delle nazioni e delle culture.
Anzi, più l’Europa acquisterà il suo carattere unitario,
ancora più forte sarà l’esigenza di avere un uomo che incarni la nazione e rappresenti
la nazione, non solamEnte su un piano politico, ma anche su un piano culturale
e etico.
Ricordo che l’Italia è la patria dei più grande pensatori
in materia di filosofia politica, il Principe di Machiavelli é studiato in ogni
scuola di amministrazione del mondo, ma è dimenticato in Italia.
Ricordo infine
che il Presidente Napolitano ha concluso il suo discorso al Parlamento declamando
“Viva il Parlamento, Viva
Simbolicamente nell’enunciato del Presidente l’Italia
è ricordata solo dopo il Parlamento e dopo
L’elezione al suffragio universale del Presidente della
Repubblica non è un mito, ma una necessità per
Inform