INFORM - N. 98 - 16 maggio 2006


INTERVENTI

Carlo Alberto Brusa: L’elezione al suffragio universale del Presidente della Repubblica, il simbolo e la realtà di una nazione unita”

 

PARIGI - Gli ennesimi giochi politici intercorsi per l’elezione del Presidente della Repubblica Italiana mi ispirano, dopo aver enunciato la crisi della democrazia italiana in un precedente comunicato, una larga riflessione sull’elezione al suffragio universale del Presidente della Repubblica.

Mi sembra che questa riforma costituzionale sia necessaria per ritrovare un unità dello Stato Italiano, un unità della Repubblica e una nuova democrazia moderna.

La Francia ci ha fortemente dimostrato nella sua storia, che il parlamentarismo é stato uno dei momenti più gravi nel funzionamento delle sue istituzioni, coalizioni, compromessi storici, crisi dell’esecutivo ingovernabilità permanente con la sottomissione degli organi di potere alle scelte parlamentari.

La III e IV Repubblica sono state scalciate definitivamente con la costituzione del 1958 e con la modifica costituzionale del 1962 che ha introdotto il suffragio universale per l’elezione del Presidente della Repubblica.

Con l’avvento del suffragio universale la Francia si é dotata di un timoniere che ha assunto la responsabilità politica delle scelte del paese.

Il progresso francese è fuori discussione, De Gaulle, Mitterand, Chirac qualunque siano le critiche di parte, hanno saputo creare un progetto di società e hanno lottato per il progetto che hanno sottomesso al suffragio del popolo.

De Gaulle voleva una Francia indipendente, forte e prestigiosa, Mitterand il sogno di una Francia egualitaria fondata sulla crescita del popolo e un evoluzione del ruolo dei salariati nel rapporto con il capitale, Chirac ha ricercato una sintesi socialdemocratica tra lo Stato Gaullista nella sua immagine estera e riequlibratore nella sua immagine interna.

Ripeto, aldilà dei valori intrinseci dei progetti, la vera qualità politica è l’esistenza di un progetto di società e l’adesione del popolo con il suffragio.

La Francia resta comunque una grande potenza con un livello di vita straordinario e con un credo del popolo nella nazione che si esprime con forza simbolica ogni 14 luglio, in una grande unità aldilà di ogni valenza politica.

Invece, in Italia si è sempre fatto ostacolo al suffragio universale per l’elezione del Presidente della Repubblica brandendo lo spettro del fascismo, della dittatura, nel momento in cui un uomo fosse eletto a suffragio universale e potesse incarnare la nazione.

Questo spettro è solamente uno specchio per le allodole !

Dobbiamo piuttosto ricercare nella storia italiana la risposta a tanta ignoranza costituzionale.

Infatti è nella profonda divisione storica del paese, che si è solamente riconosciuta come nazione durante il fascismo, che si è voluto mantenere questa posizione di rifiuto unitario e che produce ancora il riflesso di un Italia divisa tra nord e sud, tra est e ovest, tra regionalismi, campanilismi di ogni genere.

Ma, questa divisione sarà sempre presente in mancanza di un uomo che incarni l’unità dello Stato, l’unità del popolo italiano.

Non dimentichiamoci che nei paesi in cui non esiste un Presidente eletto al suffragio universale, ci sono ancora i monarchi re e regine che non si limitano a riempire i rotocalchi rosa, ma svolgono e ruolo politico di continuità e di unità dello Stato.

Un Primo ministro, un Presidente del Consiglio non potranno mai incarnare l’unità del popolo che sia esso frutto del suffragio universale o nominato da un Presidente della Repubblica poiché questi é il capo dell’esecutivo invece il Presidente della Repubblica non é il capo dell’esecutivo.

Il Presidente della Repubblica con il suo suffragio universale è aldilà delle configurazioni partitiche, trae la sua legittimità dal popolo egli é la sintesi del contratto sociale.

La mia riflessione non è assolutamente in contraddizione con l’evoluzione progressiva dell’Europa, poiché la creazione dell’Europa non ha come scopo la distruzione delle nazioni e delle culture.

Anzi, più l’Europa acquisterà il suo carattere unitario, ancora più forte sarà l’esigenza di avere un uomo che incarni la nazione e rappresenti la nazione, non solamEnte su un piano politico, ma anche su un piano culturale e etico.

Ricordo che l’Italia è la patria dei più grande pensatori in materia di filosofia politica, il Principe di Machiavelli é studiato in ogni scuola di amministrazione del mondo, ma è dimenticato in Italia.

 Ricordo infine che il Presidente Napolitano ha concluso il suo discorso al Parlamento declamando “Viva il Parlamento, Viva la Repubblica e Viva l’Italia”.

Simbolicamente nell’enunciato del Presidente l’Italia è ricordata solo dopo il Parlamento e dopo la Repubblica, ciò dimostra che dovremo valicare ancora molti ostacoli politici, sociali e morali per vedere un’Italia posta come traguardo in sé, unita e solidale, una nazione che lavori unanime per il suo progresso rappresentata da un uomo che ne incarni il suffragio.

L’elezione al suffragio universale del Presidente della Repubblica non è un mito, ma una necessità per la Nuova Repubblica. (Carlo Alberto Brusa, ex candidato di Forza Italia nella Circoscrizione Estero)

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