STAMPA
ITALIANA ALL’ESTERO
Dal
“Corriere Canadese” del 12 maggio
L’Abruzzo chiede più voli da Toronto
Delegazione in visita con l’Enit
TORONTO - Il volo c’è già, e scodella ogni anno in Abruzzo
circa 9mila persone provenienti dal Canada. Ma per gli operatori turistici italiani
si può e si deve fare di più.
è emerso questo ed altro da un incontro organizzato dall’Enit
di Toronto al ristorante “Mistura”, tra Davenport e Avenue Road, al quale ha
preso parte una nutrita delegazione di esperti del settore turistico abruzzese,
impegnati in questi giorni in un workshop organizzato con lo scopo di avvicinare
operatori italiani e canadesi.
“Stiamo portando avanti una serie di azioni importanti
per la promozione turistica della nostra regione in Nord America - spiega Enzo
Giammarino, vicepresidente di Abruzzo Turismo, l’agenzia regionale impegnata
nella promozione delle bellezze artistiche e naturali delle quattro province
abruzzesi - uno dei nostri target sono gli abruzzesi che vivono qui, a Toronto
come anche a Montréal o a New York, che possono essere sia una risorsa diretta,
coi loro frequenti viaggi nei paesi d’origine, sia una indiretta: sono loro,
infatti, i migliori testimonal della nostra terra”.
I progetti sono tanti, ma dipendono tutti da una priorità:
“Il rafforzamento del collegamento aereo tra Toronto e Pescara - prosegue Giammarino
- è di vitale importanza per qualunque prospettiva di miglioramento dei rapporti
tra Abruzzo e Ontario. Sia sul piano turistico, sia su quello commerciale. Un
appello lo rivolgiamo soprattutto agli imprenditori canadesi e, soprattutto,
italocanadesi: entrate a far parte dell’economia abruzzese, investite qui, nei
nostri prodotti tipici, dalla gastronomia all’artigianato, e nel nostro turismo.
Siamo qui per questo. Per far questo è necessario però che esista un collegamento
aereo più frequente e regolare di quello che già c’è. In questi anni l’aeroporto
di Pescara è cresciuto molto: da noi arrivano, oltre che da Toronto, anche voli
da Londra, Parigi e Bruxelles. E, dal 1º luglio, anche da Mosca”.
Sull’importanza del collegamento aereo ha insistito anche
Armando Cipriani, presidente del consorzio turistico Abruzzo Relax, così come
Claudio Ucci, vicepresidente di Abruzzo Travelling: “Il nostro consorzio - ha
spiegato - riunisce oltre 140 strutture ricettive ed è presieduto da Emilio
Schirato, erede di una delle più longeve dinastie di albergatori dell’Abruzzo.
Quello a cui puntiamo è un’integrazione dei servizi che la nostra regione può
offrire: vorremmo riuscire a costruire, insieme ai tour operator canadesi, dei
veri e propri “pacchetti Abruzzo” che comprendano tutte le nostre bellezze,
dal mare alla montagna fino ai borghi tipici ricchi di storia e cultura. Per
far questo, ovviamente, il primo passo è rafforzare i collegamenti aerei: quello
esistente che collega Toronto a Pescara, e magari anche uno con partenza da
Montréal. Il resto, poi, ossia la qualità della ricezione alberghiera e dei
servizi turistici, ce lo metteremo noi”.
Un’opinione condivisa anche da Roberto Mion, albergatore
di lungo corso (“la mia famiglia aprì una locanda oltre 140 anni fa”, racconta)
e oggi presidente di Abruzzo Hotel: “Quello che possiamo offrire, e su cui ci
stiamo specializzando in questi anni - spiega - è una ricezione di livello anche
elevato, in grado di offrire a clienti esigenti come canadesi e americani i
comfort ai quali sono abituati, senza però tradire il calore tutto familiare
degli alberghi italiani. In questo senso, gli incontri di questi giorni saranno
importantissimi per il rilancio del turismo nordamericano in Abruzzo: servono
collegamenti più stabili, certo, ma noi siamo in grado di dare quello che magari
fino a qualche anno fa ancora mancava. I nuovi circuiti e consorzi che abbiamo
creato in questi anni, anche in collaborazione con
Alla serata hanno preso parte anche il console generale
d’Italia a Toronto, Emanuele Punzo, il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura,
Martin Stiglio, il presidente della Federazione Abruzzesi dell’Ontario, Angelo
Di Ianni, e il direttore del Centro Scuola e Cultura Italiana, Alberto Di Giovanni.
A fare gli onori di casa, il direttore dell’Enit per il Nordamerica, Riccardo
Strano: «Nel 2005 - ha sottolineato - abbiamo registrato quasi 2 milioni di
arrivi in Italia dal Canada. Per il 2006 ce ne aspettiamo ancora di più”. (Alan
Patarga-Corriere Canadese/Inform)